Una donna ha fatto causa a una compagnia aerea dopo essere diventata virale sui social

Giulia Sami

27 Aprile 2026 - 12:34

Una donna si è rifiutata di cedere il suo posto in aereo a un bambino. Ripresa senza il suo consenso, il video spopola sui social. Ora fa causa alla compagnia aerea.

Una donna ha fatto causa a una compagnia aerea dopo essere diventata virale sui social

Quello che era iniziato come un normale volo interno in Brasile si è rapidamente trasformato in un dibattito virale, e in una conseguente causa contro la compagnia aerea.

Alla fine del 2024, Jeniffer Castro è stata ripresa senza il suo consenso dopo essersi rifiutata di cedere il posto vicino al finestrino che aveva prenotato a un bambino che piangeva, durante un volo della compagnia aerea brasiliana GOL. Il video ha fatto il giro del web e, mesi dopo, Castro afferma che le reazioni negative hanno sconvolto la sua vita e l’hanno spinta a citare in giudizio sia la compagnia aerea che il passeggero che l’ha ripresa.

L’episodio che ha dato il via a tutto

La vicenda si è svolta su un volo della compagnia aerea GOL da Rio de Janeiro a Belo Horizonte. Una volta salita a bordo, la donna ha trovato un bambino seduto al posto vicino al finestrino che le era stato assegnato. Ha aspettato che lui si spostasse e poi ha preso il posto che aveva scelto (e pagato).
Poco dopo, altri passeggeri le hanno proposto di cambiare posto in modo che il bambino potesse sedersi vicino al finestrino, ma la donna si è rifiutata. Il bambino ha pianto per gran parte della durata del volo, cosa che non ha fatto altro che aumentare il clima di tensione in cabina.

Il video virale e le ripercussioni

Durante il volo, un passeggero ha iniziato a filmare Castro senza il suo permesso. Il video la mostrava con le cuffie e gli occhi chiusi mentre il bambino piangeva lì vicino. Una volta pubblicato online, il filmato si è diffuso rapidamente su TikTok, X e altre piattaforme social.
Le reazioni degli spettatori sono state contrastanti. Alcuni hanno difeso il diritto della donna di mantenere il proprio posto, mentre altri hanno criticato il suo rifiuto.

Castro ha poi affermato che l’attenzione mediatica ha avuto un grave impatto sulla sua salute mentale. Ha descritto di essersi sentita spaventata, isolata e sopraffatta mentre il video circolava in tutto il mondo, aggiungendo che nessuno in cabina è intervenuto per sostenerla.
Le ripercussioni negative l’hanno seguita nella sua vita professionale. Castro alla fine ha lasciato il suo lavoro, affermando che l’attenzione mediatica le rendeva impossibile continuare, al punto da arrivare a uscire raramente di casa.

Perché sta facendo causa alla compagnia aerea?

Castro ha confermato di aver citato in giudizio la GOL Airlines per come è stata gestita la situazione a bordo. Afferma che la compagnia aerea non è intervenuta quando un altro passeggero ha iniziato a filmarla e non si è preoccupata del suo benessere mentre la tensione aumentava. Secondo Castro, l’incidente avrebbe dovuto essere risolto durante il volo prima che la situazione degenerasse ulteriormente.

Ha inoltre citato in giudizio il passeggero che ha registrato e condiviso il video senza il suo consenso. Castro sostiene che la ripresa abbia violato la sua privacy e abbia portato direttamente a un’umiliazione pubblica e a molestie online. Ha sottolineato che la causa non coinvolge né il bambino né la madre di quest’ultimo, ma verte sulla responsabilità e sulla definizione di limiti negli spazi pubblici.

La madre del bambino ha poi affrontato la situazione in alcune interviste. Ha detto di non aver mai chiesto direttamente a Castro di cedere il suo posto. Ha anche affermato di non essere stata lei a filmare il video virale. Secondo la sua testimonianza, non c’è stato alcun confronto diretto durante il volo, e ha riconosciuto il diritto di Castro di rifiutare il cambio di posto.

La vita dopo essere diventata virale

Dopo l’incidente, Castro ha guadagnato milioni di follower sui social media. Ora condivide contenuti sullo stile di vita e sui viaggi e ha stretto partnership con diversi marchi. Tuttavia, ha affermato che questa non era la strada che aveva pianificato per sé stessa.

Nonostante le nuove opportunità, ha descritto l’esperienza come profondamente imbarazzante. Castro ha detto che spera che la causa legale incoraggi il rispetto per le scelte personali, con l’obiettivo di impedire che situazioni simili si verifichino ad altri in futuro.

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