Un tempo era tra i più ricchi del Paese. Oggi i suoi profitti sono crollati

P. F.

26 Aprile 2026 - 14:20

Era uno dei più ricchi della Danimarca con un patrimonio da 850 milioni di corone (oltre €113 milioni). Oggi Asger Aamund chiude l’esercizio con un utile netto di appena 127.000 euro. Ecco perché.

Un tempo era tra i più ricchi del Paese. Oggi i suoi profitti sono crollati

Un tempo era considerato uno degli uomini più ricchi della Danimarca, con un patrimonio stimato in centinaia di milioni di corone. Oggi la situazione finanziaria dell’imprenditore Asger Aamund appare decisamente più contenuta, come emerge dall’ultimo bilancio della sua società A.J. Aamund A/S.

Nel dettaglio, l’ultimo esercizio si è chiuso con un utile netto di 948.982 corone danesi (circa 127.000 euro), in forte calo rispetto agli oltre 8 milioni di corone (circa 1,07 milioni di euro) registrati l’anno precedente. Il risultato riflette un andamento meno favorevole degli investimenti rispetto alle performance più solide del passato.

Nonostante la flessione, la gestione aziendale considera il risultato soddisfacente, anche perché evita una maggiore tassazione su plusvalenze non realizzate. La strategia resta improntata a una gestione prudente del capitale, con un approccio più difensivo rispetto alle fasi espansive precedenti.

Dalla ricchezza miliardaria al crollo: il percorso di Asger Aamund

Il percorso patrimoniale di Aamund è stato fortemente legato all’andamento dei mercati finanziari, in particolare al settore biotech. Figura storica del capitalismo danese, è stato tra i fondatori di Bavarian Nordic e ne ha guidato l’azienda come presidente per oltre vent’anni. Negli anni 2000 il suo patrimonio era concentrato proprio in partecipazioni biotech, tra cui NeuroSearch, e nel 2004 figurava al 45esimo posto nella classifica dei più ricchi della Danimarca, con un patrimonio stimato intorno agli 850 milioni di corone (circa 113,7 milioni di euro).

La crisi finanziaria del 2008 ha segnato una svolta decisiva: il valore delle partecipazioni è crollato in modo marcato e le perdite legate ai titoli biotech sono state stimate in circa 400 milioni di corone (circa 53,5 milioni di euro). Nel 2015 ha venduto tutte le sue azioni in Bavarian Nordic per ridurre l’indebitamento personale, per poi rientrare con una nuova partecipazione. Già nel 2012 era uscito dalla top 100 dei più ricchi del Paese e negli anni successivi ha progressivamente ridimensionato la propria esposizione, pur restando attivo nel settore degli investimenti.

L’ingresso nel settore immobiliare come strategia “prudente”

Negli ultimi anni la strategia della società si è evoluta verso una maggiore diversificazione. All’inizio del 2026 è stato avviato un nuovo filone di investimento nel settore immobiliare, con l’acquisizione di un appartamento nel quartiere di Nordhavn, a Copenaghen.

L’operazione rappresenta il primo passo verso la costruzione di un portafoglio immobiliare destinato alla locazione e alla generazione di rendimenti stabili nel lungo periodo. L’obiettivo è ridurre la dipendenza dai mercati azionari e bilanciare maggiormente il rischio complessivo del portafoglio. Nonostante il ridimensionamento degli utili, la struttura finanziaria della società rimane solida: il patrimonio netto è pari a 87,6 milioni di corone (circa 11,7 milioni di euro), di cui la maggior parte investita in titoli e partecipazioni.

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