Un paradiso terrestre è a rischio per l’innalzamento dei mari. E il problema riguarda anche l’Italia

Andrea Fabbri

25 Aprile 2026 - 07:04

Un paradiso terrestre rischia di sparire a causa dei fenomeni atmosferici. Ecco cosa sta succedendo e perché il problema potrebbe riguardare anche l’Italia

Un paradiso terrestre è a rischio per l’innalzamento dei mari. E il problema riguarda anche l’Italia

L’innalzamento del livello del mare è un fenomeno che nessuno può più permettersi di ignorare e che sta colpendo le comunità costiere a ogni latitudine.

L’ultimo Paese a dover fare i conti con il problema sono le Isole Hawaii, nel cuore dell’Oceano Pacifico. Nel paradiso terrestre statunitense alcune delle istituzioni più importanti si stanno trasferendo verso l’entroterra perché le zone vicine alla costa sono sempre meno sicure.

La Hawai sono tra i Paesi più colpiti dall’innalzamento dei mari

Pochi giorni fa i media hawaiani hanno riportato la notizia che il Pāʻia Youth & Cultural Center, uno dei centri culturali più importanti dell’arcipelago situato nella costa settentrionale di Maui, sarebbe stato trasferito a causa delle ripetute inondazioni e dell’erosione costiera.

Difficile fare diversamente dal momento che il livello del mare alle Hawaii è cresciuto di oltre 12 cm dal 1970 a oggi, secondo i dati ufficiali del portale sui cambiamenti climatici statale. E a rendere ancora più drammatico il quadro ci sono le statistiche relative al numero di inondazioni dovute all’alta marea: tra il 1970 e il 1980 sono state appena 2. Tra il 2010 e il 2020 gli episodi sono stati 40.

Un fenomeno ormai fuori controllo che mina le economie locali, costringe allo sfollamento di interi quartieri e sta mettendo in pericolo miliardi di dollari di proprietà e patrimoni culturali di inestimabile valore.

Anche l’Italia e l’Europa sono a forte rischio

Se la situazione nei Paesi costieri degli USA è drammatica, le cose non vanno molto meglio anche nelle zone più vicine a noi.

Secondo i dati del sesto rapporto IPCC redatto dal Gruppo Intergovernativo sul Cambiamento Climatico, il bacino del Mediterraneo è una delle zone messe più a rischio dall’innalzamento dei mari. A confermarlo è anche una recente ricerca pubblicata sulla rivista Conservation Biology che ha analizzato i differenti scenari possibili da qui al 2100.

Un report che ha messo in evidenza che circa un terzo delle zone umide mediterranee attualmente presenti sono a rischio sommersione. E queste sono le previsioni più ottimistiche.

Tra i territori italiani a rischio, per esempio, ci sono le lagune costiere della zona settentrionale dell’Adriatico come il Delta del Po, la Laguna di Venezia e le lagune di Grado-Marano e Panzano, il Golfo di Cagliari e la zona costiera compresa tra Manfredonia e Margherita di Savoia.

I pericoli per il futuro

Gli addetti ai lavori prevedono che entro la fine di questo secolo dovranno fare i conti con l’innalzamento del livello del mare diversi milioni di persone.

Un problema ancora più grave in Paesi come l’Italia dove le zone più a rischio scomparsa sono estremamente antropizzate.

Purtroppo siamo davanti a un fenomeno irreversibile che costringerà l’uomo a cambiare totalmente il suo modo di vivere. Negli ultimi 30 anni il livello dei mari italiani lungo le coste è cresciuto di circa 2,4 mm all’anno e tutto fa pensare che il processo potrebbe addirittura velocizzarsi. L’unica possibilità che abbiamo, al momento, è quella di adottare misure protettive per limitare i danni.

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