Uno dei brand di abbigliamento sportivo più famosi al mondo ha deciso di sostituire 775 dipendenti con dei robot. Una scelta che ha fatto molto discutere
Il mondo del lavoro è destinato a evolversi nei prossimi anni lungo strade difficili da prevedere. Grazie all’intelligenza artificiale e alla robotica, nasceranno nuove professioni, altre spariranno e altre ancora saranno completamente rivoluzionate.
Ecco perché stupisce fino a un certo punto la recente decisione di un colosso come Nike di licenziare 775 persone impiegate nei centri di distribuzione per sostituirle con “operai robot”. È il segnale di una trasformazione strutturale che investirà tutto il comparto della logistica e della distribuzione nel prossimo decennio e che vedrà nell’automazione robotica il principale mezzo per tagliare i costi e aumentare i livelli di efficienza.
Nike sta rivedendo la sua logistica a livello globale
Pochi giorni fa ha fatto scalpore l’annuncio di Nike di licenziare quasi 800 lavoratori assunti nei centri di distribuzione del Tennessee e del Mississipi per sostituirli con dei robot. Un ulteriore taglio che si aggiunge a quello di circa 1.000 addetti annunciato nel corso della scorsa estate.
Numeri che fanno pensare a un’importante revisione delle strategie aziendali e non soltanto a un semplice ridimensionamento dell’organico legato alle contingenze del momento.
A esplicitare questa visione sono stati gli stessi vertici dell’azienda che, in una nota ufficiale, hanno sottolineato che la scelta di sostituire le persone con i robot è volta a migliorare l’efficienza distributiva e a ridurre la complessità della filiera.
E Nike non è la prima realtà di livello mondiale a puntare su automazione e tecnologia per rendere l’azienda più competitiva in un quadro economico di forte instabilità come quello attuale.
La robotica sta già rivoluzionando la distribuzione
Nike, è importante sottolineare, non ha fatto nulla di nuovo. La robotica, l’automazione nei magazzini e negli hub di distribuzione, e l’intelligenza artificiale sono ormai realtà consolidate in ogni angolo del pianeta.
Un esempio lampante, in tal senso, è la strada intrapresa da Ups che ha deciso di tagliare quasi 50mila posti di lavoro grazie agli enormi passi avanti fatti nell’ultimo periodo nell’automazione degli impianti.
L’ennesima brutta notizia per chi si occupa di logistica e per chi lavora nel settore. La diffusione dei magazzini automatizzati ha di fatto reso superflua la manodopera impegnata in operazioni come lo stoccaggio e il picking, sostituendola con robot, software di AI che gestiscono gli ordini in autonomia e nastri intelligenti.
Un futuro incerto per gli addetti alla logistica
Ci troviamo davanti a una vera e propria rivoluzione che molti addetti ai lavori paragonano a quella Industriale del 1800. Il contrasto destinato a crearsi, però, è già evidente: le imprese per essere competitive devono ricorrere alla velocità ed efficienza garantite dalla tecnologia. Il personale “umano” è sempre più a rischio e per mantenere l’occupazione è costretto a riconvertirsi.
La strada verso l’automazione è irreversibile e per questo motivo va “governata”. Se i Paesi non vogliono trovarsi di fronte a una nuova classe sociale composta da milioni di disoccupati, devono investire già da adesso su politiche formative di alto livello, processi di riqualificazione e “scudi sociali” per chi perde il lavoro e deve ancora formarsi per una nuova occupazione.
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