La proposta della Commissione europea di sospendere per un anno i dazi sui fertilizzandi rappresenta un grosso aiuto per le aziende agricole e per le imprese che li producono.
La Commissione europea ha avanzato la proposta di sospendere per un anno i dazi standard sull’importazione di fertilizzanti azotati e dei componenti necessari per la loro produzione, come ammoniaca e urea essenziali per la produzione agricola. La sospensione, come annuncia l’esecutivo, non si applicherà a Russia e Bielorussia.
L’Ue stima che con la sospensione dei dazi ci sarà un risparmio di 60 milioni di euro e una riduzione della dipendenza da Mosca e Minsk.
L’annuncio è accolto con favore dalle imprese che possono alleggerire immediatamente i costi. Per le imprese agricole la misura è di fondamentale importanza, dato che evita una stangata per aziende che sono già messe sotto pressione dall’aumento dei prezzi dei mezzi tecnici.
Sospensione dazi
La sospensione dei dazi sui fertilizzanti agricoli e sulle componenti che servono per produrli sarà estesa a tutti i Paesi con la sola eccezione di Russia e Bielorussia.
A lanciare l’allarme era stato il Copa-Cogeca, la sigla che rappresenta oltre 22 milioni di agricoltori europei e tutela gli interessi delle cooperative agroalimentari, forestali e della pesca. In Italia richieste affini erano state avanzate già da tempo da Coldiretti e dalla Filiera Italia per consentire una decompressione per le aziende agricole.
Copa-Cogeca, nello specifico, ha segnalato che le importazioni dei fertilizzanti in Ue dall’inizio dell’anno sono crollate dell’80%. La causa principale è da ricercare nei dazi molto alti sulle importazioni con la contemporanea entrata in vigore del meccanismo del Cbam che porta all’imposizione di una ulteriore tariffa sui fertilizzanti per le emissioni di carbonio emesse nel processo produttivo.
Il Carbon Border Adjustment Mechanism (Meccanismo di Adeguamento del Carbonio alle Frontiere) rientra in una normativa europea che impone una tassa sulle emissioni di Co2 causate per la produzione di beni importati dai paesi extra-UE. Lo scopo dell’imposizione è quello di allineare il costo del carbonio delle merci a quello sostenuto dai produttori europei per non delocalizzare le emissioni.
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La richiesta degli agricoltori
Gli agricoltori Ue, proprio per queste spese maggiori da sostenere, hanno richiesto sia la riduzione dei dazi sia la sospensione del Cbam: da sottolineare che senza fertilizzanti e senza avere alternative l’intera filiera della produzione agricola è a rischio.
La sospensione dei dazi è la prima risposta fornita dall’Ue alle richieste degli agricoltori con l’intenzione di rafforzare il settore agroalimentare, visto che la misura consente ad agricoltori e all’industria dei fertilizzanti un risparmio di 60 milioni di euro in dazi.
La soluzione, inoltre, è vista con favore anche perché dovrebbe ridurre la dipendenza dall’importazione da Russia e Bielorussia.
Già a dicembre Bruxelles aveva proposto un calcolo che riducesse l’impatto del Cbam alla frontiera sui fertilizzanti, con un ricarico dell’1% invece del 10% previsto (gli altri settori non ne avrebbero beneficiato nonostante gli aumenti progressivi fino al 30%). La proposta, però, non è mai stata attuata ed è rimasta solo sulla carta.
Ministro dell’Agricoltura soddisfatto
Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare, commenta che la proposta della Commissione europea è un risultato dell’Italia e del Governo Meloni e che si tratta di una misura concreta per sostenere la competitività delle imprese e consentire un risparmio di circa 60 milioni di euro.
Una buona notizia, secondo il ministro, che è in linea con le richieste italiane e che contribuirà a ridurre la dipendenza dell’Unione europea da Mosca e Minsk e a rafforzare la competitività del comparto agricolo europeo.
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