Il weekend appena trascorso non ha solo visto il fallimento della diplomazia, ma ha certificato la fine di un’epoca di stabilità energetica data per scontata per troppo tempo.
Tutto è precipitato nella giornata di sabato, quando le delegazioni di Washington e Teheran hanno abbandonato il tavolo delle trattative in un clima di gelo totale, segnando l’impossibilità di trovare un accordo sulla sicurezza dei transiti marittimi.
La risposta di Donald Trump non si è fatta attendere: con un ordine esecutivo firmato nella notte di domenica, gli Stati Uniti hanno di fatto avallato una strategia di pressione massima che ha portato al blocco dello Stretto di Hormuz, l’arteria vitale attraverso cui transita una quota enorme del greggio mondiale.
L’impatto sui mercati asiatici all’apertura di lunedì è stato violento: il Brent ha registrato un’impennata del 7,3%, superando i 102 dollari al barile e innescando un’ondata di vendite che ha colpito duramente gli indici di Tokyo e Hong Kong, con l’MSCI Asia Pacific in calo dell’1%. [...]
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