Trading: Consob si scaglia contro un broker e gli ordina di cessare ogni attività

Italia: la Consob ha appena ordinato a Platinums Trade e altri due siti di cessare le proprie attività nel Belpaese. Il punto della situazione.

Trading: Consob si scaglia contro un broker e gli ordina di cessare ogni attività

Nella mattinata di oggi, lunedì 11 giugno, la Consob ha ordinato a Platinums Trade di cessare definitivamente ogni tipo di attività di trading in Italia.

È stata la stessa Commissione Nazionale per le Società e la Borsa a rendere nota la sua decisione contro il broker, una decisione che ha trovato ragion d’essere nell’articolo 18 del TUF, il Testo Unico di Finanza, inerente offerte di servizi e svolgimento di attività di investimento nel Belpaese.

In altre parole, la Consob ha bloccato Platinums Trade dopo aver portato a galla il mancato rispetto di numerose leggi e normative italiane (contenute appunto nel TUF) riguardanti il buon corso dei mercati finanziari.

“La Commissione Nazionale per le Società e la Borsa ha ordinato, ai sensi dell’articolo 7-octies, lettera b), del Testo unico della finanza - Tuf di porre termine alla violazione dell’articolo 18 del Tuf consistente nell’offerta e nello svolgimento nei confronti del pubblico italiano di servizi e attività di investimento posta in essere da: Pro Speed Tech Ltd, tramite il sito platinumstrade.com, United Limited e Y2 Media Group Ltd, tramite il sito sito cfdroyal.com e Blue Seal Ltd, Blonde Bear OU e MarketGBP Limited, tramite il sito sito marketgbp.com,”

si legge sul sito ufficiale della Consob.

Consob contro Platinums Trade: i motivi

Platinums Trade ha sempre permesso ai propri clienti di fare trading sul forex e su CFD tramite la piattaforma MetaTrader 4. Il tutto tramite una vasta proposta di account che offrono diversi benefit a seconda del denaro depositato da ciascun trader.

Che il broker abbia cercato di espandersi anche sul mercato nostrano appare ormai chiaro. Una volta aperto il sito la lingua di default è l’italiano e la stessa Consob ha notato vere e proprie call to action nei confronti di clienti del Belpaese, che sono stati invitati ad utilizzare i servizi della piattaforma.

Una vera e propria contravvenzione della normativa italiana, secondo cui soltanto le banche e le società autorizzate possono fornire tali servizi di investimento.

La reazione della Consob è stata immediata e in quanto tale l’autorità ha avuto sia la possibilità di avvisare gli investitori tramite un comunicato sul proprio sito ufficiale, sia il potere di ordinare al broker una cessazione delle attività di trading.

Le conseguenze

La società è posseduta da Pro Speed Tech, azienda registrata nel Regno Unito ad un indirizzo fasullo. Uno dei suoi direttori, Claudia Priboi, è una cittadina rumena che vive proprio nel suo Paese d’origine, cosa che ha reso ancor più problematico il reperimento di informazioni aggiuntive sul broker.

Le difficoltà incontrate hanno già fatto storcere il naso ai più pessimisti, convinti che nonostante l’ordine della Consob non sarà così facile porre in essere misure realmente efficaci per proteggere gli investitori.

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Brokers Consob

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