Petrolio, tra Russia e India aumentano le tensioni commerciali (e valutarie)

Redazione Money Premium

05/12/2023

Il deficit commerciale dell’India con la Russia è aumentato, raggiungendo i 28,4 miliardi di dollari nel periodo aprile-settembre, complicando la situazione finanziaria delle raffinerie indiane.

Petrolio, tra Russia e India aumentano le tensioni commerciali (e valutarie)

Il commercio di petrolio tra la Russia e l’Asia ha subito notevoli cambiamenti dopo il conflitto in Ucraina, con un aumento significativo dei rapporti commerciali con l’India. Tuttavia, una delle rotte più cruciali, quella indiana, ha incontrato difficoltà nel pagamento del carburante in valute diverse dal dollaro.

L’India, ora principale acquirente di petrolio russo via mare dopo il ritiro dei clienti europei, ha cercato di pagare in rupie, suscitando preoccupazioni e tensioni nelle relazioni commerciali.

I fornitori russi hanno incontrato ostacoli nel fare affari in rupie a causa delle indicazioni informali della Banca Centrale Russa, che ha rifiutato la valuta, considerandola “inutile” al di fuori dell’India. Questo ha portato a una temporanea soluzione di pagamento in una combinazione di yuan cinese, dollaro di Hong Kong e dirham degli Emirati Arabi Uniti. Tuttavia, il problema di trovare un’alternativa al dollaro persiste, coinvolgendo non solo l’India ma anche altri importanti acquirenti come Cina, Turchia e nazioni africane.

Il maggior problema si concentra sull’India, che rappresenta oltre il 60% del petrolio russo trasportato via mare, diventando il principale acquirente dopo la Cina. Meno del 10% della produzione russa di circa 9 milioni di barili al giorno viene venduto in dollari ed euro, principalmente a causa delle sanzioni che impediscono alla Banca Centrale Russa di operare in dollari. Evitare il dollaro ha anche il vantaggio di rendere più difficile per gli Stati Uniti e altri governi occidentali monitorare il commercio russo.

Le alternative proposte, come l’uso dello yuan cinese, comportano rischi significativi per entrambe le parti. Ad esempio, l’India, che deve alla Russia circa 40 miliardi di dollari per petrolio e altre forniture, trova difficile fare affari in rupie a causa delle restrizioni e dei tassi di cambio punitivi imposti dal governo indiano. La situazione potrebbe migliorare se la Russia importasse più beni dall’India, creando un equilibrio nei pagamenti.

Tuttavia, i dati mostrano che l’India ha importato di più dalla Russia, mentre la Russia è stata uno dei principali importatori di beni dalla Cina. Il deficit commerciale dell’India con la Russia è aumentato, raggiungendo i 28,4 miliardi di dollari nel periodo aprile-settembre, complicando ulteriormente la situazione finanziaria delle raffinerie indiane.

Gli sforzi della Russia nel suggerire il pagamento in yuan cinese sono stati accolti con cautela dall’India, dato che l’utilizzo dello yuan è un’opzione delicata. Le raffinerie indiane si sono rivolte al dirham degli Emirati Arabi Uniti, ma nuovi requisiti di compensazione e le tensioni geopolitiche hanno reso questo approccio complicato.

Trovare soluzioni equilibrate e sostenibili diventa cruciale per mantenere relazioni commerciali stabili e garantire benefici reciproci tra le due nazioni.