Top 10 aziende di Arezzo per fatturato. Il distretto orafo da 10 miliardi

Redazione Imprese

30/09/2026

Italpreziosi, Safimet e sei altri produttori d’oro. Ecco cosa racconta la Top 10 delle imprese aretine: una delle classifiche più concentrate dell’intera serie italiana.

Top 10 aziende di Arezzo per fatturato. Il distretto orafo da 10 miliardi

Arezzo è il capoluogo della Toscana orientale, con circa 95.000 abitanti nel comune e quasi 350.000 nella provincia. È nota per il distretto orafo, tra i più grandi al mondo per volumi di produzione, e per la Fiera Internazionale dell’Antiquariato. I bilanci della top 10 confermano la prima vocazione in modo schiacciante.

Le prime dieci aziende per fatturato con sede legale a Arezzo generano complessivamente oltre 9,8 miliardi di euro di ricavi. Otto aziende su dieci operano nella filiera dell’oro: produzione di metalli preziosi, raffinazione, fabbricazione di gioielli e oreficeria. È il grado di concentrazione settoriale più alto dell’intera serie, superiore anche a Latina con il farmaceutico e a Monza con la salute. Al primo posto si trova Italpreziosi, raffinatore e produttore di metalli preziosi con quasi 5,9 miliardi di fatturato: da sola vale il 60% dell’intero aggregato della Top 10. Le eccezioni alla monocultura sono due: Butali, distributore di elettronica, e SECO, produttore di schede elettroniche quotato in Borsa.

La classifica delle aziende di Arezzo è ordinata per fatturato decrescente e costruita sui dati dell’ultimo bilancio disponibile sul database di Money Aziende.

La classifica: Top 10 aziende di Arezzo per fatturato

1) Italpreziosi S.p.A.

Settore: Produzione di metalli preziosi (Ateco 24.41.00)
Fatturato: 5.870.498.451 € (Bilancio 2025)

Il principale raffinatore e produttore di metalli preziosi in Italia e uno dei più grandi in Europa, con sede ad Arezzo. Italpreziosi affina oro, argento, platino e palladio provenienti da rottami industriali, gioielleria da riciclare e materiali di recupero, e li restituisce al mercato come lingotti e semilavorati certificati. Con quasi 5,9 miliardi di fatturato, è di gran lunga la prima azienda della classifica: da sola vale oltre il 60% dell’intero aggregato della Top 10. L’utile netto di 5,3 milioni su 5,9 miliardi di ricavi riflette la natura del business: la raffinazione di metalli preziosi è un’attività ad altissimo volume e marginalità unitaria molto contenuta, dove il fatturato è determinato principalmente dal valore del metallo lavorato, non dal servizio aggiunto.

2) SPAM S.r.l.

Settore: Fabbricazione di gioielli e articoli di oreficeria in metalli preziosi (Ateco 32.12.2)
Fatturato: 1.440.203.401 € (Bilancio 2025)

Società classificata nella fabbricazione di gioielli in metalli preziosi, con una ragione sociale di origine francese («Services pour l’Activité Minière») che suggerisce una struttura con radici o partecipazioni internazionali. Con 1,44 miliardi di fatturato e un utile netto di 894.000 euro, è la seconda azienda della classifica per ricavi ma con una redditività finale contenuta rispetto alla dimensione. Il profilo è quello di un grande operatore della filiera orafo-argentiera aretina, probabilmente attivo nella produzione di semilavorati e componentistica preziosa per il mercato internazionale.

3) Safimet S.p.A. - Società Benefit

Settore: Produzione di metalli preziosi (Ateco 24.41)
Fatturato: 1.311.232.548 € (Bilancio 2025)

Raffinatore di metalli preziosi con sede ad Arezzo, classificato come Società Benefit: il quarto caso dell’intera serie dopo Nicolosi Trasporti a Catania, Banco Energia a Venezia e Vestas Blades a Taranto. Con 1,31 miliardi di fatturato e un utile netto di 6,4 milioni, opera nel recupero e nella raffinazione di metalli nobili da rottami e scarti industriali. La scelta della forma Benefit in un settore estrattivo-metallurgico è un segnale di posizionamento sulla sostenibilità ambientale del riciclo: l’oro recuperato da rottami ha un impatto ambientale strutturalmente inferiore all’oro estratto da miniera.

4) Caurum S.r.l.

Settore: Produzione di metalli preziosi (Ateco 24.41)
Fatturato: 328.284.186 € (Bilancio 2025)

Terzo raffinatore di metalli preziosi della classifica aretina, con 328 milioni di fatturato e un utile netto di 2,9 milioni. Il profilo è analogo a Italpreziosi e Safimet: raffinazione di oro e argento da rottami e scarti industriali, con fatturato determinato principalmente dal valore del metallo lavorato. Tre raffinatori di metalli preziosi nelle prime quattro posizioni confermano che Arezzo non è solo il distretto della gioielleria finita: è prima di tutto un polo di raffinazione e lavorazione del metallo grezzo, una fase industriale a monte che genera volumi enormi con marginalità contenuta.

5) UnoAErre Industries S.p.A.

Settore: Fabbricazione di gioielli e articoli di oreficeria in metalli preziosi (Ateco 32.12.2)
Fatturato: 280.460.654 € (Bilancio 2025)

Il marchio di gioielleria più storico di Arezzo, fondato nel 1926, che produce e distribuisce gioielli in oro per il mercato retail italiano e internazionale. Con 280 milioni di fatturato e un utile netto di 21,3 milioni, è la più redditizia della classifica in termini di utile netto assoluto: il 7,6% di margine netto è eccezionale per il settore orafo, dove la competizione sui prezzi è intensa. UnoAErre rappresenta la transizione dalla raffinazione del metallo alla gioielleria brandizzata: è l’unica azienda della Top 10 con un marchio riconoscibile dal consumatore finale, e la differenza di marginalità rispetto ai raffinatori puri a monte della catena lo certifica.

6) Butali S.p.A.

Settore: Commercio al dettaglio non specializzato con prevalenza di apparecchiature informatiche ed elettrodomestici (Ateco 47.12.1)
Fatturato: 234.258.053 € (Bilancio 2025)

La prima delle due aziende della classifica completamente estranee alla filiera dell’oro. Butali è un operatore del commercio al dettaglio di elettronica e elettrodomestici, con sede ad Arezzo e una rete di punti vendita nel territorio toscano. Con 234 milioni di fatturato e un utile netto di 1,1 milioni, il profilo è in linea con quello già visto per operatori analoghi nella serie, come La Via Lattea a Messina e C&C a Bari: retail tecnologico regionale, alta rotazione, marginalità contenuta.

7) SECO S.p.A.

Settore: Fabbricazione di schede elettroniche integrate (Ateco 26.12)
Fatturato: 117.906.000 € (Bilancio 2025)

L’azienda più insolita della classifica aretina: una società di elettronica avanzata, quotata in Borsa, che progetta e produce schede elettroniche integrate e moduli per l’IoT industriale, con clienti in tutto il mondo. Con quasi 118 milioni di fatturato e una perdita netta di 6,6 milioni, il 2025 è un anno difficile per un’azienda che opera in un mercato, quello dei chip e dei moduli elettronici, che ha attraversato un ciclo di correzione dopo i picchi del periodo post-pandemia. SECO è probabilmente la più inattesa tra tutte le aziende incontrate nell’intera serie: un produttore di schede elettroniche per robot e macchine intelligenti con sede nella capitale mondiale dell’oro.

8) Richline Italy S.r.l.

Settore: Fabbricazione di gioielli e articoli di oreficeria in metalli preziosi (Ateco 32.12.2)
Fatturato: 113.383.390 € (Bilancio 2024)

La filiale italiana di Richline Group, la divisione gioielleria di Berkshire Hathaway, il conglomerato di Warren Buffett. Con 113 milioni di fatturato e un utile netto di 2,6 milioni, produce gioielli in oro per il mercato statunitense e internazionale dallo stabilimento di Arezzo. La presenza di una filiale di Berkshire Hathaway nel distretto orafo aretino non sorprende gli addetti ai lavori: Richline ha acquisito negli anni diversi produttori americani di gioielleria e ha scelto Arezzo come polo produttivo europeo per la qualità manifatturiera e la filiera di approvvigionamento del metallo.

9) Orchidea Preziosi S.p.A.

Settore: Fabbricazione di gioielli e articoli di oreficeria in metalli preziosi (Ateco 32.12.2)
Fatturato: 102.646.268 € (Bilancio 2025)

Produttore di gioielli e bigiotteria preziosa con sede ad Arezzo, attivo nella fornitura di collezioni per il mercato retail italiano e internazionale. Con 102 milioni di fatturato e un utile netto di 1,1 milioni, è in linea con il profilo dei produttori orafi della fascia media della classifica: volume di produzione significativo, marginalità contenuta dalla competizione sul prodotto finito.

10) Treemme (Macchine Minuterie Monili) S.p.A.

Settore: Fabbricazione di gioielli e articoli di oreficeria in metalli preziosi (Ateco 32.12.2)
Fatturato: 90.657.798 € (Bilancio 2025)

Il nome racconta già tutto: Macchine Minuterie Monili, ovvero produzione di minuteria metallica e componenti per la gioielleria. Con quasi 91 milioni di fatturato e un utile netto di 12,3 milioni, è la seconda azienda della classifica per redditività netta relativa dopo UnoAErre: il 13,6% di margine netto su un prodotto di componentistica orafo è un risultato eccezionale, segnale di un posizionamento di nicchia ad alto valore aggiunto nella catena produttiva del distretto.

Cosa ci dice questa classifica

La Top 10 aretina non ha bisogno di molte parole per essere descritta: otto aziende su dieci producono o commerciano metalli preziosi e gioielleria. Non è una coincidenza industriale: è il risultato di un distretto che si è sviluppato ad Arezzo dalla fine dell’Ottocento e che oggi è uno dei principali poli mondiali della produzione orafo-argentiera, con una filiera integrata dalla raffinazione del metallo grezzo alla gioielleria finita di lusso.

Il dato strutturale più importante è la differenza di marginalità lungo la catena del valore: i raffinatori (Italpreziosi, Safimet, Caurum) lavorano con fatturati enormi e margini unitari minimi, perché il valore del metallo domina il conto economico. I produttori di gioielleria brandizzata (UnoAErre) e i produttori di componentistica di nicchia (Treemme) ottengono margini netti del 7-13%, perché il valore aggiunto manifatturiero e il brand si staccano dal prezzo del metallo sottostante. È la fotografia più precisa della differenza tra commodity e prodotto.

Il secondo elemento è SECO: un produttore di schede elettroniche per l’IoT industriale con sede ad Arezzo, in perdita, in una classifica altrimenti interamente aurea. È il segnale che il territorio sta provando a diversificare, anche se la strada è ancora lunga.

Il terzo è Richline Italy: una filiale di Berkshire Hathaway che produce gioielli ad Arezzo. Il capitale di Warren Buffett nel distretto orafo toscano è, nel suo genere, uno degli investimenti industriali più discreti e meno raccontati dell’Italia degli ultimi decenni.

Per esplorare l’intera classifica delle aziende di Arezzo puoi consultare qui la lista filtrata per comune. L’accesso completo ai dati e ai bilanci storici delle singole società su Money Aziende è riservato agli abbonati.

I dati presenti in questa classifica si riferiscono all’ultimo bilancio disponibile al momento della redazione dell’articolo e potrebbero subire variazioni. Fonte: Money Aziende. Ultimo aggiornamento: ottobre 2026.