Tremano i titoli AI. Questa volta è colpa di Samsung che annuncia una trimestrale record (la migliore di sempre). Batte il consensus di 85 trilioni, ma il mercato voleva di più. Il titolo crolla del 10% in intraday per poi chiudere a -6,92%.
L’utile operativo a 89,4 trilioni di won per il secondo trimestre, +1.810% anno su anno, è il primo della storia vicino a 100 trilioni e batte il consensus di 85 trilioni di won. I ricavi hanno invece toccato 171 trilioni di won, in crescita del 129% anno su anno. Il KOSPI non regge e precipita dell’8% in intraday con sospensione automatica del trading, poi chiude a -4,91%.
È il settore della memoria AI che dice “abbiamo già incorporato tutti i segnali positivi dei prossimi 18 mesi, ora freniamo”. Samsung ha massimizzato il ciclo della scarsità. Seul contagia l’Europa e Wall Street è il prossimo test.
Chi rischia in Europa
In poche ore l’effetto domino si propaga in Europa. Su Euronext, ASML perde il 5%. La società quota già a P/E 47x, limite massimo di valutazione prima che il titolo diventi fragile.
Infineon e STMicroelectronics hanno corso ancora più velocemente nel secondo trimestre 2026, rispettivamente del 102% e 115%. Sono ai picchi di valutazione storici, senza nessun margine di sicurezza. Basta poco per farle vacillare.
Quando Samsung in Corea annuncia che i profitti della memoria cominciano a rallentare, il mercato capisce che la domanda globale di chip AI sta frenando. Se frena la domanda di chip, i clienti di ASML (TSMC, Samsung, Intel) cancellano o rinviano gli ordini di macchinari. Se ASML non vende macchinari, il suo backlog di 45 miliardi di dollari non è più sicuro.
Infineon e STMicroelectronics vendono componenti per data center e infrastrutture AI. Se l’infrastruttura rallenta, crollano.
Cosa aspettarsi a Wall Street (il problema delle valutazioni)
Il premarket sta già mostrando il trend: Micron -5,86%, Intel -4,66%, AMD -4,22%. Per ora una correzione senza panico. Micron quota a P/E forward 8,6-12,5x mentre Nvidia vale 25x e il settore semiconduttori medio 27x. Micron controlla il principale backlog memoria AI: 100 miliardi di dollari sotto contratto. Ma il mercato lo valuta a meno della metà di Nvidia. Il crollo alimenta il dubbio che il capex AI sia finito.
Se il ciclo continua come previsto, Micron da 8x passa a 20x in sei mesi. Ma se la domanda di data center AI frena, Micron crolla a 3x. È una scommessa sulla durata del capex, non sulla fine della memoria AI.
Il primo test arriverà il 10 luglio. SK Hynix debutta al Nasdaq con un’offerta che è scesa da 29,4 miliardi a 28 miliardi. Solo tre grandi investitori tech (cornerstone investor) hanno confermato 7 miliardi di interesse, il 25% dell’IPO. Normalmente in un’offerta di questo livello entrano 8-10 grandi nomi con il 50-60%. Qui il 75% è ancora flottante: il mercato istituzionale sta fuori.
SK Hynix non è un’azienda in difficoltà: controlla il 60% del mercato HBM globale, la memoria più rara per i data center AI. Ma una IPO sottodimensionata segnalerebbe che Wall Street non vuol comprare memoria AI al prezzo attuale e sta aspettando il crollo.
SK Hynix però è solo il primo campanello d’allarme. Il verdetto lo daranno Meta, Google e Microsoft con le prossime trimestrali. Diranno se il capex AI è un ciclo di tre anni o uno di tre mesi.
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