Per fare il testimone di nozze servono battesimo e cresima?

Nel matrimonio in chiesa i testimoni degli sposi devono essere battezzati e cresimati? Ecco cosa dice il Codice canonico e i certificati da produrre.

Per fare il testimone di nozze servono battesimo e cresima?

I testimoni sono una parte fondamentale del matrimonio in chiesa, senza di loro il rito non sarebbe valido. Prima della celebrazione, i futuri sposi devono produrre i certificati di battesimo e cresima rilasciati dalla Parrocchia invece i testimoni sono sollevati da quest’obbligo.

Per fare il testimone di nozze, infatti, non serve dimostrare di essere cattolico praticante né di avere i sacramenti.

Sì ai testimoni senza cresima e battesimo

I testimoni di nozze sono fondamentali sia nel matrimonio civile che in quello religioso; nel rito in chiesa se ne possono avere al massimo quattro: due per la sposa e due per lo sposo, ma chi lo preferisce può sceglierne uno a testa. Il testimone è indispensabile poiché ricopre un ruolo pubblico in sede di matrimonio e firma insieme ai futuri coniugi. Il diritto canonico non prevede che i testimoni debbano necessariamente avere i sacramenti o produrre i documenti che certificano di averli ricevuti: chi fa da testimone può essere ateo, cattolico non praticante, separato o divorziato, con e senza cresima.

I requisiti richiesti per i testimoni stabiliti dalla legge canonica sono diversi da quelli previsti per padrino/madrina di battesimo (Canone 874) i quali devono per forza essere cattolici praticanti, battezzati e cresimati e con età superiore a 16 anni.

Invece per fare il testimone di nozze serve:

  • la maggiore età;
  • il possesso dei diritti civili;
  • se uno o entrambi i coniugi è straniero, almeno uno dei testimoni deve avere nazionalità italiana.

Alcuni (falsi) miti sui testimoni di nozze

Sui testimoni di nozze nel matrimonio religioso esistono molte credenze comuni, per lo più errate. Sfatiamo le più famose:

  • non devono per forza aver ricevuto i sacramenti (battesimo, comunione e cresima);
  • non devono essere cattolici praticanti quindi frequentare la chiesa e andare a messa;
  • non devono essere separati, divorziati o sposati in comune con rito civile;
  • non devono necessariamente essere di numero pari (due per la sposa e due per lo sposo oppure uno ed uno).

I futuri sposi possono scegliere come testimoni chi vogliono, basta che si tratti di una persona maggiorenne e nel pieno godimento dei diritti civili.

Argomenti:

Matrimonio Legge

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