Scoperti nuovi giacimenti che confermano la Cina sempre più leader nel settore minerario strategico.
La Cina si conferma sempre più leader nel settore minerario e, in particolare, nel comparto delle terre rare, elementi ormai fondamentali per l’industria moderna. Il colosso asiatico, che già controlla circa un terzo della produzione globale e tra l’80% e il 90% della raffinazione mondiale, ha annunciato la scoperta di nuovi e ingenti giacimenti nel sud-ovest del Paese. Una scoperta di grande rilievo che rafforza ulteriormente la posizione dominante della Cina in un settore strategico a livello globale.
Secondo quanto riportato da diverse agenzie cinesi, la prima scoperta è stata effettuata nel sito minerario di Maoniuping, dove sono state confermate riserve pari a 9,7 milioni di tonnellate di terre rare. Le indagini hanno inoltre portato alla luce anche 27,1 milioni di tonnellate di fluorite e circa 37,2 milioni di tonnellate di barite, due minerali altrettanto importanti per numerose applicazioni industriali.
Le scoperte non si limitano soltanto al sito minerario di Maoniuping. Nella provincia del Gansu è stata annunciata anche una nuova e significativa scoperta di 51 mila tonnellate di antimonio. Anche se questi nomi possono sembrare poco familiari al grande pubblico, in realtà si tratta di materiali con un’importanza strategica per l’industria contemporanea. L’antimonio, ad esempio, viene utilizzato soprattutto come ritardante di fiamma nei materiali plastici e nelle componenti elettroniche. La fluorite è invece fondamentale nella produzione di semiconduttori e batterie, mentre la barite è largamente impiegata nelle trivellazioni di petrolio e gas, dove serve a stabilizzare i pozzi ed evitare incidenti durante le operazioni di estrazione.
La Cina sempre più leader mondiale del settore
Queste nuove scoperte confermano quanto la Cina continui a rafforzare la propria posizione dominante in questo settore e fanno pensare che il Paese asiatico manterrà la leadership mondiale ancora per molti anni. Controllare il mercato delle terre rare significa infatti detenere un enorme potere economico e tecnologico, poiché questi elementi sono indispensabili per la produzione di smartphone, batterie, veicoli elettrici e sistemi di difesa avanzati.
Pechino è perfettamente consapevole dell’importanza strategica di questo comparto e negli ultimi anni ha rafforzato il controllo sulle esportazioni, introducendo restrizioni verso alcuni Paesi. Tra questi figurano soprattutto gli Stati Uniti, che sono comunque il secondo produttore mondiale di terre rare e stanno aumentando gli investimenti nella ricerca di nuovi giacimenti per ridurre la dipendenza dalla Cina.
Tra gli altri produttori significativi a livello globale figurano il Myanmar, seguito da Australia, Russia, Brasile, Thailandia e Vietnam. Importanti giacimenti di terre rare si trovano anche in Sudafrica, il principale produttore del continente africano. Non va poi dimenticato il potenziale dell’Ucraina, che possiede depositi rilevanti nel cuore dell’Europa e che negli ultimi anni hanno attirato l’attenzione degli Stati Uniti. Washington aveva infatti mostrato interesse per lo sviluppo di questi giacimenti, anche come possibile leva economica per sostenere Kiev e favorire un accordo che includesse l’esportazione di terre rare verso il mercato americano.
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