Telefono possibile causa di tumore: la conferma della Corte d’Appello

Confermato il nesso causa-effetto tra telefono cellulare e alcune forme di tumore al cervello. Secondo l’Istituto superiore di sanità però mancano ancora basi scientifiche. La decisione della Corte d’Appello di Torino.

Telefono possibile causa di tumore: la conferma della Corte d'Appello

Il telefono favorisce l’insorgere di alcune forme di tumore. Lo ha confermato la Corte d’Appello di Torino sul caso sollevato da un ex dipendente Telecom. Secondo i giudici, tra l’utilizzo del telefono cellulare e alcune tipologie di tumore al cervello c’è un nesso di causa-effetto supportato dal criterio del “più probabile che non”.

Così i giudici confermano la sentenza emessa in primo grado dal tribunale di Ivrea, anche se in contrasto con quanto affermato dall’Istituto superiore sanità, secondo il quale non ci sarebbe alcuna prova scientifica della consequenzialità tra l’utilizzo del cellulare e la comparsa di tumori, nemmeno benigni.

Telefono cellulare e tumore al cervello: per la Corte d’Appello c’è nesso causale

Utilizzare il telefono per molte ore facilita l’insorgere del tumore al cervello, un dubbio che secondo i giudici della Corte d’Appello di Torino è supportato da un nesso di causa ed effetto evidente.

I giudici d’Appello hanno appena confermato quanto deciso in primo grado dal tribunale di Ivrea. In questa sede i giudici avevano riconosciuto il nesso tra telefono e tumore al cervello riguardo al caso sollevato da Roberto Romeo, dipendente di Telecom Italia che aveva contratto un tumore benigno al nervo acustico.

Il secondo grado di giudizio ha sancito che tra uso prolungato del telefono e tumore c’è un rapporto di causa-effetto confermato dall’applicazione del principio giuridico del “più probabile che non”, mediante il quale i giudici valutano il rapporto di consequenzialità tra due fatti. Tuttavia questa decisione non è in linea con il parere dell’Istituto superiore della sanità, secondo il quale sarebbe privo di basi medico-scientifiche.

Cellulare e tumori: per l’Iss mancano prove scientifiche

La decisione della Corte d’Appello di Torino non è passata inosservata. L’Istituto superiore di sanità ha dichiarato che in realtà la sentenza non è supportata da basi scientifiche e che quindi non è corretto affermare la correlazione tra utilizzo frequente del cellulare e l’insorgere di malattie tumorali al cervello. Alcuni sospetti di cancerogenicità ci sono, ma nessuna prova scientifica li ha mai confermati.

Sulla questione si è espresso Vittorio Polichetti, primo ricercatore dell’Iss, che in una intervista rilasciata all’Ansa ha dichiarato: «ci esprimemmo sottolineando che la decisione non era fondata su una base scientifica. E, da allora, anche le successive evidenze non hanno fatto altro che confermare questa impostazione, comprese quelle esaminate nel Rapporto Istisan, realizzato dall’Iss in collaborazione con Enea, Cnr e Arpa Piemonte nel 2019, che raccoglie i risultati di tutti gli studi in materia».

Sulla possibile correlazione tra tumori e telefoni cellulari sono in corso numerosi studi in tutto il mondo e, anche se ci sono indizi interessanti, si è ancora lontani da una legge scientifica che possa dimostrare con evidenza la consequenzialità tra forme tumorali al cervello e all’orecchio e la vicinanza prolungata del telefono. La decisione della Corte d’Appello, quindi, secondo gli scienziati, sarebbe azzardata.

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Argomenti:

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