Tasso di interesse: a cosa serve e cos’è?

David Pascucci

14 Luglio 2022 - 08:57

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Sentiamo parlare spesso di tasso di interesse, ma sappiamo bene cosa è? In questo articolo, una spiegazione completa.

Tasso di interesse: a cosa serve e cos'è?

Dopo l’inflazione, i tassi di interesse sono diventati un tema caldo per quanto riguarda l’economia e i mercati finanziari. Questo fattore, così come l’inflazione, ha dei legami diretti con l’economia e con la finanza, in un modo così forte che il muoversi di uno influisce sull’altro in modo quasi forzoso. Inflazione e tassi di interesse, sono i due fattori più importanti all’interno del mondo economico e capirne il loro funzionamento e la loro utilità è fondamentale per capire costa sta succedendo e cosa potrebbe succedere.

Il tasso di Interesse, perché è così importante?

Il tasso di interesse è il “costo del denaro”, il “prezzo del denaro”. Più il tasso di interesse è alto e più il denaro è “costoso”, e se il denaro è costoso allora “gira di meno”. Questo è in estrema sintesi il funzionamento base, quello primordiale, del tasso di interesse di cui sentiamo parlare tutti i giorni. Facendo un esempio pratico, se l’inflazione è alta (prezzi alti), per raffreddare l’economia e far girare meno soldi, serve un tasso di interesse alto. Se il denaro è costoso, l’economia rallenta e l’inflazione cala, questa la relazione principale che si studia normalmente nei testi di macroeconomia.

Il tasso di interesse è uno strumento che serve a regolare i prezzi all’interno di un’economia, tanto più è alto e tanto più l’economia raffredda la sua corsa, tanto più è basso e tanto è più conveniente (per l’appunto, meno costoso) far girare denaro e far crescere l’economia e i prezzi. Ora dobbiamo contestualizzarlo all’interno dell’economia.

Il tasso di interesse nell’economia e nella finanza

Quando si prende un prestito, un mutuo, si parla sempre di tasso di interesse. Stessa cosa quando dei soldi vengono depositati presso una banca, oppure quando compriamo dei titoli di Stato che ci danno un tasso di interesse a scadenza. In sostanza, il denaro (definito “liquidità”) ha un costo. In ogni settore del mercato finanziario (ossia il mercato delle finanze, dei soldi) abbiamo a che fare con dei tassi di interesse, ossia i rendimenti, i quali sono tassi di interesse che solitamente ci vengono riconosciuti dopo aver fatto degli investimenti.

Ogni strumento finanziario degno di chiamarsi tale, ha un tasso di interesse che lo “rappresenta”: mutui, prestiti, depositi presso le banche, obbligazioni, azioni e altri strumenti finanziari più complessi. Quindi, un tasso di interesse alto sul denaro, rende più costosi i mutui, prestiti, l’acquisto di titoli azionari e obbligazionari e questo ha influenza sui futuri “movimenti” di questi strumenti finanziari. Per fare un esempio, un aumento del tasso di interesse solitamente comporta un aumento del tasso sui mutui. Altro esempio vede come un aumento dei tassi di interesse, l’aumento del costo del denaro, ha influenza sul mercato azionario in quanto si muove meno denaro in quanto più costoso. Ora però, fatta questa infarinatura, andiamo a vedere chi decide come si deve muovere il tasso di interesse e perché.

Banche centrali e tassi di interesse: la situazione attuale

Il tasso di interesse è lo strumento fondamentale e principale per il controllo dell’andamento dei prezzi all’interno dell’economia. Il compito di una Banca Centrale come la Bce è proprio quello di regolare l’inflazione (Inflation Targeting) e tra gli strumenti che servono a controllare l’inflazione abbiamo proprio il tasso di interesse. Quindi, prendendo ad esempio la situazione attuale, se l’economia ha dei prezzi molto alti (iperinflazione) è dovere della Bce far tornare i prezzi nel sentiero della normalità. In questi casi, per far scendere i prezzi e rallentare l’economia, si aumentano i tassi di interesse.

Meno denaro circola e più i prezzi scendono, quindi se aumento il costo dei mutui, dei prestiti, del credito in generale, allora circola meno denaro e i prezzi dovrebbero scendere con effetti nel lungo periodo.

Questa, lo ricordo, è il principio base, poi per valutare tutta la situazione dovremmo prendere in considerazione altri fattori esterni a questo ma di base il principio rimane lo stesso: il tasso di interesse decide quanto forte deve andare l’economia. In questo momento in Europa abbiamo bisogno di abbassare l’inflazione, perciò è stato annunciato un aumento dei tassi di interesse da parte della Bce. Stessa cosa succede in Usa dove la Fed sta alzando i tassi di interesse anche a ritmo sostenuto per far scendere i prezzi. Come vediamo, tutte le banche centrali operano guardando l’inflazione, influenzandola con movimenti sui tassi di interesse.

In conclusione

Facciamo un brevissimo e sintetico recap di quanto detto.Il tasso di interesse è lo strumento principale delle banche centrali per controllare l’inflazione; stabilisce il costo del denaro, tanto più alto e tanto più è “costoso” il denaro e farlo girare nell’economia. Ogni strumento finanziario è legato al tasso di interesse e uno strumento che non ha un tasso di interesse come “sottostante”, non è definibile strumento finanziario. Senza tassi di interesse non esisterebbe il credito, il debito, non esisterebbero i mercati finanziari.

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