Tassi di interesse: come influenzano i mercati finanziari e lo scenario attuale

David Pascucci

6 Settembre 2022 - 08:57

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I tassi di interesse, come influenzano i mercati finanziari nel breve e nel lungo periodo?

Tassi di interesse: come influenzano i mercati finanziari e lo scenario attuale

Non c’è periodo migliore di questo per descrivere nel modo più completo ed esaustivo possibile, la relazione che c’è tra i tassi di interesse del mercato monetario, quindi i tassi di interesse stabiliti dalle banche centrali, e i mercati finanziari in generale. In questo articolo vediamo insieme le relazioni fondamentali, dapprima parlando dei tassi di interesse per poi vederne le influenze dirette con i diversi comparti dei mercati finanziari, quindi azioni e obbligazioni in primis. In tutto ciò, il ruolo dell’inflazione è assolutamente fondamentale e vedremo anche come quest’ultima abbia un ruolo cruciale sia nell’economia reale che nei mercati finanziari.

I tassi di interesse e l’inflazione: la situazione attuale

Il tasso di interesse non è altro che il “costo del denaro”, ossia il valore che il denaro ha sui mercati monetari. Per fare un esempio molto semplice, più è alto il costo del denaro (il tasso di interesse), più saranno costosi i prestiti e i mutui per i consumatori, le rate di prestiti a tasso variabile saranno più costose e in generale ogni movimento che riguarda il denaro risulterà più dispendioso. In sostanza, un tasso di interesse elevato, rendendo i movimenti di denaro costosi, rallenta l’economia o per lo meno la raffredda.

Al contrario, un tasso di interesse molto basso rende il denaro meno costoso e i prestiti, i mutui e in generale tutto il mercato del credito risulterà conveniente e poco costoso, pertanto si configura una condizione ideale per vedere un miglioramento dell’economia e dei mercati finanziari. In sostanza, come si può evincere dalla terminologia “costo del denaro”, un aumento dei tassi di interesse sta a indicare un aumento del costo del denaro, così come un ribasso sta a indicare una discesa del costo del denaro con le sue logiche implicazioni nel circuito economico.

Ovviamente, tutto questo ha a che fare con l’inflazione, ossia con il livello dei prezzi all’interno di un’economia. Giusto per rispolverare i concetti base circa tassi di interesse e inflazione, possiamo tranquillamente affermare che quando i prezzi salgono con un ritmo molto veloce, allora è il momento di raffreddare l’economia aumentando i tassi di interesse. Al contrario sei i prezzi scendono (inflazione in discesa) sarebbe ideale vedere una diminuzione del tasso di interesse per far riprendere l’economia. La situazione attuale dell’economia globale vede un’inflazione molto alta in occidente e le banche centrali stanno cercando in tutti i modi di abbassare l’inflazione con aumenti dei tassi di interesse, questo per raffreddare l’aumento dei prezzi all’interno dell’economia. In questo contesto, cosa succede ai mercati finanziari?

Tassi di interesse e mercato azionario

Come possiamo tranquillamente affermare, il mercato azionario serve alle aziende quotate per raccogliere nuove risorse di rifinanziamento tramite l’emissione di azioni. Questo avviene affinché le aziende possano ricevere “liquidità” a buon mercato senza ricorrere a forme di finanziamento classiche che risulterebbero più costose. Abbiamo quindi parlato di liquidità: se in questo momento la situazione vede un aumento del costo del denaro, quindi un aumento dei tassi di interesse, cosa succederebbe alle nostre aziende quotate?

In linea di massima la liquidità diventa più costosa, diventa più difficile prendere liquidità, pertanto le aziende riceveranno meno liquidità nel lungo periodo e per forza di cose il prezzo delle azioni dovrà scendere. In sostanza è quello che sta succedendo sui mercati da qualche mese a questa parte, con dei forti crolli di lungo periodo e un forte aumento del costo denaro sia in Europa che in Usa. I crolli di lungo periodo sono quindi dovuti a questa stretta sulla liquidità che sarà portata avanti per lungo tempo. Quindi, ricapitolando molto brevemente, quando i tassi di interesse salgono, la liquidità diviene più costosa e le aziende fanno più fatica a finanziarsi sul mercato. Ovviamente questa logica è assolutamente da contestualizzare al panorama macro del mercato e questo momento storico è perfetto per descrivere questa condizione che è accademicamente un “caso studio” ottimale. Cosa succede per quanto riguarda il mercato obbligazionario?

Obbligazioni, tassi e inflazione

Le obbligazioni, o meglio, i titoli di Stato sono titoli a reddito fisso. Non tutti sanno che a livello di sistema finanziario, questi titoli sono paragonati alla “liquidità”, in quanto molto liquidi e facilmente negoziabili sul mercato. In questo frangente la situazione sul mercato obbligazionario è molto particolare in quanto per molto tempo abbiamo visto un mercato obbligazionario comprato tantissimo dalle banche centrali come collateral per emettere liquidità.

Titoli quindi che costavano tanto e rendevano poco, il che è tutto poco appetibile in ottica di rischio/rendimento. In questo momento, il mercato sta vendendo, oltre al mercato azionario, anche il mercato obbligazionario facendo salire i rendimenti in modo anche abbastanza violento. Come mai tutto ciò? L’inflazione è molto alta e risulta molto poco appetibile comprare titoli che non rendono nulla a fronte di un’inflazione molto elevata. Pertanto alcuni titoli stanno vedendo una diminuzione del prezzo per risultare convenienti rispetto all’attuale situazione macroeconomica.

In conclusione

L’attuale situazione vede quindi i tassi di interesse come regolatori di liquidità all’interno dei mercati finanziari. In sostanza, i mercati finanziari globali, siano essi azionari od obbligazionari, stanno scendendo per via della forzata diminuzione di liquidità che sta portando via capitali da tutti i mercati. In questo frangente si crea una situazione di rischio alto per gli investimenti di lungo periodo, visti con prezzi in ribasso a causa dell’aumento dei tassi.

Pertanto il primo mercato a trovare un aggiustamento nel lungo periodo sarà il mercato obbligazionario che, una volta raggiunti dei livelli interessanti per quanto riguarda i rendimenti di lungo periodo, potrà vedere un’inversione dei prezzi e una conseguente fuga dei capitali verso lidi più rischiosi come il mercato azionario. Questo scenario è plausibile ma non nel brevissimo periodo, pertanto bisognerà attendere parecchio tempo. Per il momento vediamo come le banche centrali muoveranno i tassi di interesse nel lungo periodo.

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