Tasse più alte per le auto più grandi. La nuova proposta per salvare spazi pubblici e cittadini

Laura Pellegrini

25 Giugno 2026 - 11:28

Spunta una proposta per limitare la diffusione dei Suv nelle città italiane: nuove tariffe di sosta e pedaggi proporzionati al peso e alle dimensioni dei veicoli.

Tasse più alte per le auto più grandi. La nuova proposta per salvare spazi pubblici e cittadini

Le automobili italiane ed europee, oltre ad essere sempre più diffuse, continuano a diventare sempre più lunghe, più larghe e più alte con il passare degli anni, con conseguenze dirette sugli spazi pubblici a disposizione e sulla sicurezza dei cittadini. Dal 2000, infatti, la lunghezza media delle auto nuove è aumentata di circa 1,2 centimetri all’anno, mentre l’altezza e la larghezza del cofano crescono mediamente di mezzo centimetro ogni dodici mesi.

Il fenomeno a cui stiamo assistendo è stato definito «autobesity», cioè obesità delle auto, che diventando sempre più ingombranti stanno lentamente e silenziosamente consumando gli spazi pubblici.

Per frenare questa tendenza, le associazioni Transport & Environment (T&E) e Clean Cities Campaign hanno lanciato una proposta netta: introdurre tasse e tariffe di parcheggio più alte per le auto più grandi e pesanti. Non si tratta di una misura punitiva, ma di una necessità economica e sociale per restituire le città ai cittadini.

Autobesity: perché i SUV costano alla collettività

Secondo le proiezioni realizzate dalla ong Transport & Environment e clean cities (T&E), l’automobile nuova media passerebbe dai 4,09 metri di lunghezza e 1,69 di larghezza del 2000 a 4,56 metri per 1,90 nel 2040. Di conseguenza, nelle grandi città si andrebbero a perdere tra l’8,5% e il 14% degli spazi ad oggi adibiti a parcheggi, piste ciclabili, aree verdi o marciapiedi.

Roma, ad esempio, rischia di poter ospitare tra 58mila e 95mila auto in meno, mentre Milano tra 17mila e 28mila in meno: una riduzione vicina a un posto su dieci già nello scenario più prudente. Questo perché le auto di grandi dimensioni hanno bisogno di spazi maggiori.

Il costo di questa crescita e diffusione dei SUV nei centri urbani non è solo visivo, ma economico e sociale:

  • le auto di grandi dimensioni riducono lo spazio per marciapiedi, piste ciclabili, dehors commerciali e aree verdi;
  • il peso eccessivo dei grandi veicoli accelera l’usura dell’asfalto, gonfiando i costi di riparazione a carico dei bilanci comunali;
  • i veicoli più alti e pesanti aumentano drasticamente la letalità degli incidenti stradali, in particolare per i pedoni e i ciclisti.

T&E attribuisce le colpe anche alle case automobilistiche che, soprattutto negli ultimi anni, hanno ridotto la produzione di auto utilitarie privilegiando SUV e vetture extra large.

Tasse più alte per le auto più grandi: la proposta

Da qui deriva la proposta di introdurre tasse più alte per chi possiede auto di dimensioni più grandi, scoraggiandone l’acquisto e riducendo l’impatto economico, sociale e ambientale. La misura cardine proposta da Clean Cities Campaign prevede la rimodulazione delle tariffe delle strisce blu e dei pedaggi urbani.

Il meccanismo è molto semplice: ad oggi la sosta a pagamento ha un importo fisso per le automobili di qualsiasi dimensione. Con questa nuova proposta, invece, si vuole differenziare il tariffario in base alle dimensioni e al peso dei veicoli: così facendo, le utilitarie e le city car beneficerebbero di tariffe agevolate, mentre i grandi SUV subirebbero rincari significativi.

I proventi di queste super-tasse verrebbero poi interamente reinvestiti nel trasporto pubblico e nella mobilità attiva, creando un circolo virtuoso per l’economia cittadina.

Il modello Parigi e la lezione per l’Europa

Quella che potrebbe sembrare una proposta discriminatoria nei confronti dei cittadini che hanno acquistato auto di grandi dimensioni, è in realtà una soluzione già adottata in alcune città europee.

Il caso più emblematico è quello di Parigi dove, in seguito a un referendum popolare, sono state triplicate le tariffe di sosta per i SUV dei non residenti portando il costo del parcheggio in centro fino a 18 euro l’ora per i veicoli sopra le 1,6 tonnellate. Iniziative simili, basate sul peso o sulla cilindrata, sono già al vaglio o in fase di sperimentazione in altre città come Lione, Tubinga e Zurigo, dimostrando che il principio «chi inquina e ingombra paga» è applicabile con successo.

Anche in Italia, dove il tasso di motorizzazione è tra i più alti d’Europa (con oltre 60 auto ogni 100 abitanti in molte grandi città), il dibattito è aperto.

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