Tasse: 9 euro su 10 allo Stato centrale, alle amministrazioni locali solo le briciole

Mario D’Angelo

03/07/2021

03/07/2021 - 17:43

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Un nuovo report della CGIA di Mestre evidenzia i punti critici che una riforma fiscale dovrebbe affrontare per rendere la tassazione più equa, semplice ed efficiente.

Tasse: 9 euro su 10 allo Stato centrale, alle amministrazioni locali solo le briciole

Quasi 9 euro su 10 che la popolazione italiana paga di tasse finisce direttamente nelle casse dello Stato centrale. Nel 2019, ad esempio, agli enti locali sono andate briciole: poco più di 75 miliardi, ovvero il 14,6% del totale. E questo nonostante le Amministrazioni locali gestiscono una quota di spesa pubblica superiore, in virtù di una riforma avvenuta due decenni fa.

È quanto emerge da un nuovo report dell’Ufficio studi della CGIA di Mestre, che denuncia come “l’Amministrazione pubblica centrale sia sempre più arroccata su una posizione di difesa del proprio ruolo di intermediazione”.

E così Regioni, Comuni e Province devono quindi ancora dipendere dalle coperture finanziarie di Roma, ma “i tempi di erogazione da parte dello Stato centrale non sempre sono velocissimi, anzi”.

Tasse, quanto sono aumentate negli ultimi 20 anni

Al mancato decentramento della gestione delle risorse, negli ultimi vent’anni, è corrisposto un importante aumento delle tasse. Nel 2000 erario ed enti locali avevano incassato 350,5 miliardi di euro, mentre nel 2019 il gettito a prezzi correnti è cresciuto a 516,6 miliardi di euro: 166 miliardi in più (47,4%) che hanno soltanto impoverito gli italiani, denuncia la CGIA, “contribuendo a non far crescere il Paese”.

L’incremento del 47,4% delle tasse è maggiore di 3,5 punti percentuali di quello del PIL nazionale nello stesso arco temporale. Nello stesso periodo l’inflazione è aumentata del 37%, 10 punti in meno della crescita gettito.

Irpef, Iva e Ires incidono per oltre il 60% del totale

Altro punto critico che secondo l’associazione dovrebbe essere affrontato dalla prossima riforma fiscale dovrebbe essere quello di “semplificare il quadro generale, tagliando gabelle e balzelli che, per l’erario, spesso costituiscono più un costo che un vantaggio”.

Infatti, nonostante si contino “un numero spropositato di tasse, imposte e tributi”, le prime 20 voci per importo incidono per oltre il 90% del gettito tributario totale. E soltanto le prime tre, ovvero Irpef, Iva e Ires, pesano per 320,6 miliardi di euro, ovvero circa il 62% del gettito complessivo.

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