Tassa di successione allargata, il piano segreto del governo Meloni

Ilena D’Errico

14/10/2023

Il piano segreto del governo Meloni: la tassa di successione allargata potrebbe arrivare presto, anche se non subito, per finanziare la Manovra.

Tassa di successione allargata, il piano segreto del governo Meloni

La tassa di successione allargata potrebbe essere il piano segreto del governo Meloni per far cassa, anche se per il momento viene negato. Secondo quanto anticipato da La Repubblica, infatti, nel pacchetto fiscale sarebbe stata presa in considerazione l’estensione della tassa per far fronte alla carenza di altre coperture. Decisamente un argomento sensibile, considerando che proprio la contestazione dell’imposta sull’eredità è uno dei cardini del centrodestra, tanto da essere stata abolita dal primo governo Berlusconi, prima di essere reintrodotta dall’esecutivo Prodi.

Ad oggi, il viceministro dell’Economia Maurizio Leo ha negato un intervento imminente, dichiarando che “Per il momento non se ne parla”. Anche se non verrà attuata insieme al resto del pacchetto Fisco, la tassa di successione allargata è comunque stata valutata seriamente, pronta a rivelarsi un piano di serie B da tirar fuori all’occorrenza.

Secondo quanto riportato dal quotidiano, infatti, le fonti del Dipartimento delle Finanze avrebbero indicato chiaramente che in questa settimana è avvenuta la discussione sulla tassa di successione, tra il ministro Giorgetti e il vice Leo. Non proprio un’iniziativa in linea con le ambizioni del governo, dato che al posto di abolirla – o quanto meno ridurla – si parla di innalzare la tassa di successione.

Tassa di successione allargata? Cosa può cambiare

Secondo le indiscrezioni, al vaglio c’è un’importante modifica alla tassa di successione, con un’imposta molto più onerosa per i parenti dal 3° grado in su. Ma facciamo chiarezza, ecco la regolamentazione della tassa di successione attualmente in vigore, con le aliquote e le franchigie presenti per i diversi eredi.

  • Aliquota del 4% per coniuge e parenti in linea retta (ascendenti e discendenti) sul valore eccedente 1 milione di euro per ogni erede;
  • aliquota del 6% per i lasciti a fratelli e sorelle, calcolata sul valore eccedente per ciascuno la franchigia di 100.000 euro;
  • aliquota del 6% per gli altri parenti fino al 4° grado e affini in linea collaterale fino al 3° grado senza alcuna franchigia;
  • aliquota dell’8% per l’eredità di tutti gli altri beneficiari, calcolata su tutto il valore senza franchigie;
  • franchigia di 1,5 milioni di euro per i portatori di handicap (legge n. 104/1992) con l’aliquota in base al grado di parentela.

Questo sistema è previsto dal Decreto legge n. 262/2006, ma potrebbe essere presto modificato estendendo la tassazione del 6% agli eredi oltre il terzo grado. Non è però chiaro – anche perché il governo Meloni ha per il momento negato un intervento – quale punto del Decreto verrà modificato, quindi come cambieranno le franchigie per gli eredi ai quali sarà estesa l’aliquota del 6%.

Presumibilmente, i parenti esclusi dall’aliquota ridotta al 4% saranno inglobati nella casistica riservata a fratelli e sorelle, mantenendo così almeno la franchigia ridotta da 100.000 euro. Altrimenti, nella peggiore delle ipotesi (ma non del tutto improbabile), gli eredi dal 3° grado in poi saranno privati anche della franchigia e venendo inclusi nella previsione attuale per i parenti dal 4° grado in su.

Sostanzialmente, sarà estesa l’aliquota del 6% ai nipoti che riceveranno l’eredità dagli zii e viceversa, ma non è chiaro se sarà modificata anche la disciplina sugli affini.

Il piano segreto del governo

L’estensione dell’imposta di successione potrebbe correre in aiuto al momento di attuazione della Manovra, che indubbiamente è scarsamente coperta nei suoi 22 miliardi di euro. Anzi, anche la Banca d’Italia ha enunciato la debolezza del pacchetto fiscale, portando le previsioni sul Pil allo 0,8% nel 2024 e dichiarando che la diminuzione dell’incidenza del debito pubblico è “solo marginale, con rischi tendenzialmente al rialzo”.

È però vero che il Mef ha negato, dichiarando che la discussione sull’imposta di successione sia rimasta “solo un’idea, come tante che vengono esaminate”. Una pronta rassicurazione scarsamente riuscita nell’intento, dato che è immediatamente arrivata la risposta di Forza Italia per allontanarsi completamente da questa iniziativa. “Siamo assolutamente contrari a qualsiasi ipotesi di un’estensione o di un aumento di questa tassa” ha dichiarato Raffaele Nevi, mentre il capogruppo alla Camera Paolo Barelli ha negato completamente la trattazione della tassa di successione.

Lunedì 16 ottobre saranno discussi gli elementi principali della legge di bilancio 2024 in Consiglio dei Ministri e potrebbero arrivare delle effettive delucidazioni in merito.

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