Chi paga la Tari tra inquilino e proprietario?

In caso di affitto chi paga la tassa sui rifiuti? Vediamo quando la Tari spetta agli inquilini, quando al padrone di casa e cosa fare se gli affittuari non pagano.

Chi paga la Tari tra inquilino e proprietario?

La data di scadenza per il pagamento della Tari è alle porte. Dunque chi deve pagare l’immondizia tra inquilino e proprietario quando la casa è in affitto?

La Legge di stabilità del 2014 ha sancito che il pagamento della tassa sui rifiuti spetta sempre a chi utilizza l’abitazione, quindi al proprietario o agli inquilini in caso di locazione dell’immobile. Tuttavia per essere a carico degli affittuari, il contratto di locazione deve durare almeno 6 mesi.

In caso di mancato pagamento, il Comune potrà agire solo ed esclusivamente nei confronti dell’inquilino, mentre il proprietario non sarà mai obbligato a rispondere in solido.

Facciamo il punto della situazione sulla Tari degli affittuari, come pagarla, quando e come si calcola.

Chi paga la tassa sui rifiuti, inquilino o proprietario?

La normativa vigente stabilisce che la Tari, la tassa sui rifiuti, deve essere versata da
“chiunque possieda o detenga a qualsiasi titolo locali o aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani.”

In altre parole, solo chi utilizza concretamente l’immobile deve pagarne la relativa tassa sull’immondizia. Quindi in caso di contratto di affitto questa spetta agli inquilini. La legge però fa una precisazione: la Tari spetta agli inquilini solo quando il contratto di locazione supera i 6 mesi, in caso contrario questa resta a carico del proprietario di casa.

Se gli inquilini obbligati sono più di uno nello stesso immobile sono tutti obbligati a versare la somma in parti uguali.

Tassa sui rifiuti: quanto, quanto e come bisogna pagare

Manca poco alla scadenza fissata per il pagamento dell’ultima rata della Tari, che infatti scadrà a fine anno.

I termini di pagamento non sono unici e nazionali, ma variano da Comune a Comune. Generalmente la prima rata è fissata intorno al 30 di aprile, la seconda il 30 luglio, la terza il 30 novembre a la quarta il 31 dicembre.

L’ammontare della Tari viene calcolato secondo due parametri:

  • in parte fissa, sulla base della superficie dell’immobile;
  • in parte variabile sull’effettivo ammontare dei rifiuti prodotti, che si presume dal numero di persone che vivono nell’immobile.

Per maggiori informazioni sul calcolo della tassa sui rifiuti si consiglia di leggere il nostro articolo dedicato alla Tari 2019.

La tassa sull’immondizia può essere pagata in due modi:

  • con bollettino postale precompilato, recapitato dal Comune in prossimità della data di scadenza;
  • tramite modello F24.

Tari, che succede se l’inquilino non paga?

Come abbiamo visto spetta agli inquilini e non al proprietario di casa pagare la tassa sull’immondizia.

Ma cosa succede se gli inquilini non pagano? Spetta al proprietario dell’immobile?

La risposta è no, la Tari deve essere pagata esclusivamente da chi utilizza l’immobile, quindi da chi è in affitto, e il proprietario non è mai coobbligato.

Di conseguenza, l’inquilino che non ha pagato la Tari si vedrà recapitare l’avviso di pagamento da parte del Fisco. Qualora, per errore, l’amministrazione dovesse inviare l’avviso di mancato pagamento della Tari al proprietario della casa, quest’ultimo potrà rimandarla indietro in quanto parte non interessata.

Leggi anche Tari non pagata, cosa succede: i rischi per il cittadino

Tuttavia, il contratto di affitto potrebbe anche prevedere che la Tari sia a carico del proprietario di casa; questo accordo però ha valore solo tra le parti e non anche per il Comune.

Ciò significa che il Comune chiederà la Tari sempre e solo all’utilizzatore dell’immobile, come pagare e in che misura ripartire la spetta alla libertà contrattuale delle parti. In mancanza di diversa pattuizione, la Tari si presume sempre a carico degli inquilini.

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