Tari attività commerciali, i Comuni non possono più fare sconti: l’appello al MEF

Tari attività commerciali, senza una norma ad hoc del MEF c’è il rischio che gli esercenti debbano pagare lo stesso, anche se non hanno usufruito del servizio.

Tari attività commerciali, i Comuni non possono più fare sconti: l'appello al MEF

Tari, c’è il rischio di un aumento del prezzo della tassa sui rifiuti per le attività commerciali nei prossimi mesi: i Comuni non possono più fare sconti.

I municipi infatti hanno dovuto chiudere i conti a fine ottobre, e non c’è spazio per ulteriori agevolazioni. L’unico modo per non gravare ulteriormente sulle attività commerciali è che il legislatore intervenga con un provvedimento ad hoc, com’è successo con la cancellazione della seconda rata IMU.

Se il Governo non interviene quindi le attività commerciali potrebbero trovarsi a dover pagare la tassa sui rifiuti a prezzo pieno anche se, in pratica, non hanno usufruito del servizio.

Tari attività commerciali, i Comuni non possono più fare sconti: l’appello al MEF

Lo sconto sulla Tari non è tra le agevolazioni previste né dal decreto Ristori, né dal Ristori bis, e questo porta con sé il rischio di un aumento dei prezzi per le attività commerciali.

Il problema è che i Comuni hanno dovuto chiudere i conti entro il 31 ottobre, e quindi non possono più introdurre agevolazioni sulla tassa sui rifiuti. Il rischio quindi è che le attività commerciali dovranno pagare per un servizio di cui in realtà non hanno usufruito.

Per evitare tutto ciò ci sarebbe bisogno di un contributo statale, come accaduto con la proroga delle tasse locali nel mese di marzo, che ha portato a una riduzione della Tari del 10%.

L’associazione degli uffici tributi degli enti locali (Anutel) è intervenuta, chiedendo al ministro dell’Economia Gualtieri una norma ad hoc per evitare che le attività chiuse debbano pagare la tassa sui rifiuti, un servizio di cui certamente non hanno usufruito.

Tari attività commerciali, arriva la proroga in alcuni Comuni

In attesa della decisione da parte del Governo alcuni Comuni stanno optando per una proroga della Tari.

Per ora, ad esempio, il Comune di Ravenna ha rinviato la scadenza per il versamento della tassa sui rifiuti al 31 marzo 2021, mentre Udine ha deciso di rinviare le scadenze al 20 novembre e al 31 gennaio 2021.

I provvedimenti però sono a macchia di leopardo: il consiglio è quello di controllare sul sito del proprio Comune se è stato preso qualche accorgimento.

Una decisione su base nazionale potrebbe arrivare col decreto Ristori ter. Infine, è intervenuto anche il Presidente del Consiglio Conte sui tributi locali, in chiusura dell’Assemblea nazionale dell’Anci tenutasi il 19 novembre, lanciando l’ipotesi di uno stop alle tasse e ai canoni per l’occupazione del suolo pubblico anche nel 2021, con lo scopo di semplificare gli obblighi di distanziamento sociale per bar e ristoranti.

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