Tari 2020, l’allarme di ARERA sul calcolo: manca trasparenza in bolletta

Tari 2020, il presidente di ARERA Besseghini ha evidenziato la mancanza di trasparenza in bolletta: i consumatori non sanno quanto pagano e per cosa. La responsabilità è anche dei Comuni, che non vigilano sull’attività del Gestore dei rifiuti.

Tari 2020, l'allarme di ARERA sul calcolo: manca trasparenza in bolletta

Tari 2020, non c’è trasparenza nelle bollette: l’allarme arriva direttamente dal presidente di ARERA, Stefano Besseghini, che il 17 settembre ha consegnato a Governo e Parlamento la Relazione annuale sullo stato dei servizi e sull’attività svolta.

Durante l’audizione a Montecitorio, Besseghini ha evidenziato come il problema sia insito nella natura della Tari: il direttore di Arera ha infatto provocatoriamente chiesto se si tratta di una tassa o di una tariffa.

Ad oggi infatti è impossibile capire quanto si paga e per cosa, visto che l’ente che si occupa della riscossione ha interesse a non rendere trasparente la bolletta e confondere ulteriormente i cittadini.

Tari 2020, tassa o tariffa? ARERA: più trasparenza in bolletta

La Tari è una tassa o una tariffa? La domanda è provocatoria, e a porla è stato il direttore di ARERA Stefano Besseghini durante l’audizione in Parlamento del 17 settembre 2020.

Nella relazione annuale sullo stato dei servizi e sull’attività svolta il presidente di ARERA ha evidenziato come la bolletta della Tari sia assolutamente priva di trasparenza.

Relazione annuale 2019 ARERA - Stato dei servizi
Clicca qui per scaricare il file.

Spesso infatti nella bolletta non sono indicati i singoli componenti per cui si paga, e quindi è anche impossibile, per il cittadino, risalire a un eventuale illecito.

Ma soprattutto non è chiaro come si calcola l’imposta: ad oggi, nessuno calcola con esattezza quanti rifiuti produce la singola famiglia o impresa, perché quando le misurazioni avvengono (quando e se avvengono) sono in volume e non in peso.

TARI 2020, l’allarme di ARERA sul calcolo

L’allarme del presidente di ARERA riguarda quindi la mancanza di trasparenza nel calcolo, che non consente di individuare le utenze virtuose visto che i dati non sono precisi.

La responsabilità è anche dei Comuni, che dovrebbero vigilare l’operato del Gestore dei rifiuti, e invece spesso votano senza nemmeno aver letto i piani economico-finanziari.

Va definita quindi una volta per tutte la natura della Tari. Ha dichiarato il presidente Besseghini durante l’audizione in Parlamento:

“Dopo i primi pronunciamenti del Tar, che ha rigettato i ricorsi descrivendo i poteri regolatori dell’Autorità, è innegabile che sarebbe utile un definitivo approdo normativo e giurisprudenziale, sulla natura fiscale o tariffaria della Tar. [...] se le attività di spazzamento e di raccolta dei rifiuti hanno potuto funzionare attraverso una riorganizzazione delle modalità operative, le attività di smaltimento e di riciclo hanno mostrato le difficoltà legate ad un settore fortemente interconnesso, con una carenza impiantistica conclamata e per il conferimento dei rifiuti dipendente da altri Paesi, non raggiungibili durante la fase di lockdown.”

Da un lato quindi è fondamentale identificare la natura della Tari, e dall’altro non si potrà evitare i costi da “ricaduta” in seguito al lockdown, visti gli interventi dell’Autorità per garantire il servizio anche ai consumatori in morosità.

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