Tangenti stadio Roma: arrestato Marcello De Vito, Di Maio lo caccia dal M5S

Quattro arresti tra cui anche Marcello De Vito del Movimento 5 Stelle per la vicenda dello stadio della Roma: l’accusa è di aver ricevuto elargizioni dal costruttore Luca Parnasi.

Tangenti stadio Roma: arrestato Marcello De Vito, Di Maio lo caccia dal M5S

Nuovo capitolo dell’inchiesta giudiziaria sul nuovo stadio della Roma, vicenda che negli scorsi mesi aveva portato all’arresto del costruttore Luca Parnasi. Questa mattina le manette sono scattate per altre quattro persone, tra cui anche Marcello De Vito del Movimento 5 Stelle attuale presidente dell’assemblea capitolina.

Secondo i pm che stanno conducendo le indagini, De Vito avrebbe incassato direttamente o indirettamente delle elargizioni da Parnasi, con il costruttore che da tempo sta collaborando con gli inquirenti romani.

Una vicenda corruttiva che sarebbe stata tesa al favorire l’iter del progetto del nuovo stadio della Roma. Oltre all’impianto dei giallorossi, nel mirino dei pm ci sarebbero anche altri progetti immobiliari sempre nella capitale.

Appresa la notizia dell’arresto, Luigi Di Maio con un post su Facebook ha subito comunicato l’espulsione di Marcello De Vito dal Movimento 5 Stelle, annunciando di aver già fatto sapere la sua decisione ai probiviri.

Stadio Roma: arrestato De Vito del Movimento 5 Stelle

Sono scattati all’alba di questa mattina gli arresti per quattro persone (due delle quali finite ai domiciliari) nell’ambito dell’inchiesta sul nuovo stadio della Roma. Il nome più eccellente è quello di Marcello De Vito, presidente dell’assemblea capitolina del Movimento 5 Stelle.

I reati ipotizzati dai pm Barbara Zuin e Luigia Spinelli sono quelli di corruzione e traffico di influenze illecite. Oltre allo stadio dei giallorossi, le indagini riguardano anche la riqualificazione dell’area degli ex Mercati Generali in zona Ostiense e la costruzione di un albergo presso l’ex stazione ferroviaria di Trastevere.

Al centro della vicenda ci sarebbe sempre Luca Parnasi, costruttore arrestato lo scorso giugno e ora rinviato a giudizio, che con altri imprenditori attraverso la mediazione dell’avvocato Camillo Mazzacapo (arrestato anche lui) e di un uomo d’affari avrebbe messo in atto una serie di operazioni corruttive.

Secondo gli inquirenti, i due intermediari avrebbero interagito anche con Marcello De Vito per cercare di ottenere degli aiuti in merito alle procedure connesse alla realizzazione di questi importanti progetti tra cui anche quello dello stadio della Roma.

Le intercettazioni

Tra gli atti ci sarebbe una intercettazione tra Camillo Mezzacapo e Marcello De Vito, dove l’avvocato dice all’esponente dei 5 Stelle che “questa congiunzione astrale ... è tipo l’allineamento della cometa di Halley, hai capito? Cioè è difficile secondo me che si riverifichi così .... e allora noi, Marcè, dobbiamo sfruttarla sta cosa, secondo me, cioè guarda...ci rimangono due anni”.

Per i pm che stanno conducendo le indagini la “congiunzione astrale” sarebbe il Movimento 5 Stelle alla guida di Roma e al governo del paese, cosa che per gli inquirenti rappresenta “una serie di eventi difficilmente riproponibile e quindi un’occasione da non perdere”.

A sostegno della tesi corruttiva, c’è anche il prosieguo dell’intercettazione dove De Vito dice all’avvocato “va beh ma distribuiamoceli questi”, con Mezzacapo che risponde “ma adesso non mi far toccare niente, lasciali lì. Quando tu finisci il mandato, se vuoi non ci mettiamo altro sopra”.

In mattina è arrivata poi anche la dura presa di posizione di Luigi Di Maio, che tramite un post su Facebook ha annunciato l’espulsione di Marcello De Vito visto che “quanto emerge in queste ore oltre ad essere grave è vergognoso, moralmente basso e rappresenta un insulto a ognuno di noi, a ogni portavoce del MoVimento nelle istituzioni, ad ogni attivista che si fa il mazzo ogni giorno per questo progetto”.

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