Ricavi più che raddoppiati, utile +47% e dividendo +62,5%. Eppure Tamburi tratta ancora a sconto: ecco perché il titolo può salire fino al 60%.
Tamburi vola nei conti, i ricavi raddoppiano, l’utile cresce del 47%, il dividendo del 62%. Dentro il portafoglio girano nomi pesanti, come Moncler, Interpump, Sesa e OVS. Eppure il titolo resta indietro, inchiodato sotto i livelli stimati dagli analisti.
Lo stesso Giovanni Tamburi, nella lettera agli azionisti pubblicata dopo l’approvazione dei conti, è tornato sul punto. La holding continua a trattare con uno sconto evidente rispetto al valore stimato degli asset.
C’è qualcosa che non torna. Perché quel gap oggi vale fino al 60% di potenziale. Capire se può davvero chiudersi, o se c’è un motivo per cui il mercato resta freddo, è l’unica cosa che conta.
Tamburi raddoppia i ricavi ma il vero salto è negli utili: i numeri che spiegano il gap
Tamburi accelera nel 2025, con un fatturato difficile da ignorare. I ricavi salgono a 2,8 milioni di euro, più del doppio rispetto agli 1,2 milioni dell’anno precedente. Un +133% che colpisce, ma non è quello il dato più rilevante perché il fatturato qui conta poco. Il valore di TIP sta nelle partecipazioni. Ed è lì che il 2025 segna il salto.
L’utile netto consolidato pro forma arriva a circa 95 milioni, in crescita del 47%. Ancora più forte il dato per gli azionisti della controllante, che supera i 113 milioni, con un balzo dell’85%.
Gran parte del risultato arriva dalle società collegate, che portano oltre 128 milioni. Dentro ci sono nomi che ormai fanno la differenza, da Interpump a Sesa, OVS e Roche Bobois. Il resto del portafoglio tiene. Moncler, Bending Spoons, Amplifon, Eataly. Tutte in crescita o comunque solide.
Non è stato però un anno lineare. Alcune partecipazioni hanno rallentato e hanno costretto TIP a svalutazioni per oltre 33 milioni. Un segnale che il portafoglio è ampio, ma non immune da errori o tempi più lunghi del previsto.
A pesare sul risultato finale è stata soprattutto l’operazione Alpitour, chiusa tramite Asset Italia, che ha inciso in modo rilevante sul conto economico.
Nel frattempo la struttura si rafforza. Il patrimonio netto sale a 1,51 miliardi, nonostante oltre 50 milioni distribuiti tra dividendi e buyback. Il debito cresce e arriva a 495 milioni, ma resta coerente con una strategia che continua a puntare sull’espansione del portafoglio.
Tamburi alza il dividendo del 62,5% ma il titolo resta a sconto: il gap arriva al 60%
Il segnale più forte arriva dal dividendo. Tamburi porta la cedola a 0,26 euro per azione, un salto del 62,5% rispetto all’anno precedente. Lo stacco è fissato per il 22 giugno 2026, pagamento due giorni dopo.
Un segnale che di solito attira acquisti, perché racconta la capacità di generare e distribuire valore. E TIP continua a farlo anche in un anno non lineare per tutte le partecipazioni.
Eppure il titolo resta a sconto. Le valutazioni degli analisti si muovono tra 12,3 e 13 euro per azione. Livelli che implicano un potenziale vicino al 60% rispetto alle quotazioni attuali.
Nel 2025 il titolo ha guadagnato circa l’11% considerando i dividendi, meno del 10% senza. Una performance positiva, ma che non riflette ancora il valore stimato del portafoglio.
Tutto si concentra in questo scarto. Perché se i conti crescono e il dividendo aumenta, il motivo per cui il mercato resta prudente diventa la vera chiave di lettura del titolo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA