Pubblicato in GU il decreto per il nuovo taglio delle accise di benzina e diesel che restarà in vigore fino al 3 luglio. Vediamo i dettagli.
Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto che proroga il taglio accise su benzina e gasolio. Gli sconti, che sono scattati nella giornata di ieri, rimarranno in vigore fino al 3 luglio 2026.
Mentre sulla benzina lo sconto resta invariato a 5 centesimi, quello sul diesel subisce una forte riduzione e dai 10 centesimi (12,2 centesimi se si conta anche l’IVA) il taglio delle accise per il gasolio si riduce a 5 centesimi al litro (6,1 centesimi se si considera anche l’IVA).
La copertura per la nuova proroga dello sconto sui carburanti ammonta a 149,4 milioni di euro, derivanti dall’extragettito dell’Iva conseguito tra il 1° e il 31 maggio 2026.
Nuovo taglio accise fino al 3 luglio
Il nuovo taglio accise che proroga gli sconti in essere da diversi mesi, è in vigore dal 7 giugno al 3 luglio e comporta un taglio delle accise su gasolio e benzina pari a 5 centesimi al litro. Anche se il prezzo dei carburanti, come annuncia il ministro delle Imprese Adolfo Urso, è in discesa il Governo sceglie di proseguire con la politica di cautela che punta a ridurre l’impatto sulle famiglie e sull’inflazione.
Per il Codacons il nuovo taglio non è una buona idea perché il gasolio, nella giornata di oggi, dovrebbe essere tornato oltre i 2,1 euro al litro in autostrada e oltre i 2 euro sulle strade normali. Il taglio delle accise sul gasolio, infatti, passando da 10 a 5 centesimi al litro ha portato il diesel a superare nuovamente i 2 euro al litro. Se si considera che la quantità di gasolio venduta rispetto alla benzina è molto superiore sia su strade sia su autostrade, la riduzione del taglio costerà agli automobilisti 17,1 milioni di euro a settimana solo come maggiorazione dei costi da sostenere per il rifornimento.
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Taglio accise un segnale importante
Per Fapi, invece, la decisione del Governo di prorogare il taglio delle accise fino al 3 luglio è un segnale positivo importante che va incontro alle esigenze di cittadini e imprese. Anche se lo sconto sul gasolio è stato rimodulato, rappresenta comunque un provvedimento significativo che alleggerisce l’onere degli automobilisti.
Ora il Governo deve affrontare una sfida ben più ardua, ovvero tradurre in misure concrete i margini di flessibilità che l’Unione Europea ha concesso per spendere, in tre anni, quattordici miliardi di euro al fine di mitigare gli effetti dell’aumento dei costi dell’energia.
Le possibili soluzioni che potrebbero essere adottate potrebbero comprendere un bonus carburanti e altri tipi di agevolazioni che le imprese potranno riconoscere ai dipendenti. L’intenzione del Governo è quella di focalizzare le misure sui lavoratori del ceto medio. Per il momento l’erogazione dei fondi attraverso la Carta Dedicata a te sembra essere stata accantonata. L’ex presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, suggerisce di dare i contributi alle imprese e ai cittadini che investono sulle rinnovabili.
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