Continua a espandersi la rete sotterranea svizzera, con migliaia di gallerie e lunghi tunnel indispensabili per la mobilità nazionale.
La Svizzera si espande sempre di più, costruendo un mondo sotterraneo pronto a segnare un record mondiale e rivoluzionare il sistema dei trasporti svizzero. Più di 1.400 gallerie e 2.000 km di una rete sotterranea pronti ad allargarsi ancora per ottimizzare la mobilità nel Paese, soprattutto per quanto riguarda il trasporto merci, e ridurre l’impatto ambientale. Le alte e ripide montagne svizzere offrono paesaggi sensazionali, ma non poche difficoltà logistiche negli spostamenti, che spesso si traducono in code, curve pericolose e lunghi tempi di percorrenza.
Di fatto, sono anni che il Paese investe nelle infrastrutture sotterranee per garantire una rete di trasporti più sicura ed efficiente, puntando a dimezzare i tempi di arrivo, diminuendo gli incidenti e pure le emissioni inquinanti. Un passo per volta, la Svizzera ha scavato quella che possiamo definire come una vera e propria città sotterranea, competendo per grandezza con le varie reti di trasporto urbano della superficie, con numerosi tunnel stradali e ferroviari collegati da sistemi idrici ed elettrici.
Un processo che ha avuto inizio già nel 1950, prima con i tunnel di drenaggio a fini idroelettrici e poi, dopo qualche decennio, con le prime gallerie stradali sotterranee. Oggi, i lavori di Berna hanno prodotto un’infrastruttura elevata e non accennano a rallentare. Al contrario, sono in programma ulteriori espansioni per migliorare i collegamenti e gestire l’elevato flusso di traffico di alcune città.
La “città sotterranea della Svizzera”
La conformazione morfologica della Svizzera e la sua posizione geografica non le hanno lasciato grosse scelte in fatto di mobilità. Con un territorio completamente montuoso, nessuno sbocco sul mare e un’intensa attività di scambio con i Paesi vicini, la Svizzera ha dovuto necessariamente investire i propri sforzi nel sottosuolo. Accanto a una rete di infrastrutture urbane funzionanti e comunque efficienti, ha sviluppato una sempre più vasta rete sotterranea, che si è ben presto rivelata insostituibile.
Come si evince dai dati ufficiali del Paese, si parla di un totale di 1.852 tunnel che si estendono per 2.544 chilometri, a cui stanno per aggiungersi ulteriori collegamenti. La galleria di base del San Gottardo, oggi chiusa parzialmente per lavori di manutenzione, con i suoi 57,1 chilometri è il tunnel ferroviario più lungo del mondo, superando anche il tunnel della Manica (di 7 chilometri). La sua realizzazione è stata lunga e complessa, ma ha anche portato moltissimo lavoro per i cittadini svizzeri e degli Stati confinanti.
Ora, nuovi percorsi sotterranei saranno aggiunti alla rete. Tra questi, si parla in particolare di un tunnel di 30 chilometri tra tra Zurigo e Rupperswil, e sempre nei dintorni di Zurigo sono in corso di progettazione i tunnel Brüttener e quello dello Zimmerberg. Si sommano a questi progetti anche percorsi sotterranei indispensabili alla mobilità urbana delle città di Basilea, Lucerna, Berna e San Gallo, collegati specificatamente nel panorama urbano in superficie.
E nessuno se ne accorge
La vastità e la complessità della rete sotterranea svizzera passano spesso in secondo piano. Un po’ perché c’è ormai una certa abitudine da parte di cittadini, turisti e pendolari, un po’ perché chi non visita il Paese non si rende davvero conto di quanto sia fondamentale la presenza dei tunnel. Per una questione puramente di immagine, poi, l’approccio svizzero si contraddistingue anche da questo punto di vista con spazi funzionali, minimalisti ed efficaci che puntano a creare collegamenti di cui beneficia l’economia del Paese piuttosto che celebrarli con opere mastodontiche ed estremamente pubblicizzate. L’ampliamento della rete sotterranea non serve a promuovere nel mondo le capacità della Svizzera, ma a garantirle un efficace passaggio di persone e merci, in modo da minimizzare i disagi per gli abitanti e i lavoratori.
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