I fondi e gli ETF con un focus sul Giappone e sull’Italia hanno registrato rendimenti significativi, rispettivamente del 12% e del 10,7% nell’ultimo trimestre. Questi mercati, tradizionalmente percepiti come più maturi e con minori opportunità di crescita rapida, hanno beneficiato di condizioni specifiche che hanno permesso loro di emergere come attrattivi per gli investitori. In Giappone, la continua crescita del mercato azionario, che ha toccato nuovi massimi, ha sollevato interrogativi sull’opportunità di mantenere l’esposizione in un contesto di potenziale sovravalutazione.
Al contrario, in Italia, il settore bancario e finanziario ha mostrato una vivacità particolare, spingendo il mercato azionario nazionale a confermarsi come uno dei più performanti a livello globale. Questi risultati ribadiscono l’importanza di una strategia di investimento diversificata e attenta alle dinamiche specifiche di ciascun mercato.
In un contesto di crescente globalizzazione degli investimenti, gli Exchange-Traded Funds (ETF) rappresentano una soluzione efficace per diversificare i portafogli con un’esposizione mirata a specifici mercati nazionali. L’analisi che segue si concentra sugli ETF che replicano gli indici di riferimento in Italia e Giappone, offrendo una panoramica comparativa tra le diverse opzioni disponibili per gli investitori.
ETF italiani: Amundi FTSE MIB UCITS ETF Acc vs Xtrackers FTSE MIB UCITS ETF 1D
L’Amundi FTSE MIB UCITS ETF Acc e il Xtrackers FTSE MIB UCITS ETF 1D sono entrambi strumenti finanziari che mirano a replicare l’indice FTSE MIB, il quale include le 40 maggiori aziende italiane per capitalizzazione di mercato.
L’ETF di Amundi, con un patrimonio gestito di soli 4 milioni di euro, ha un costo complessivo (TER) dello 0,35% annuo e adotta una strategia di accumulazione dei dividendi. Lanciato nel 2021, questo fondo ha sede fiscale in Francia.
Al contrario, il Xtrackers FTSE MIB UCITS ETF 1D, con un patrimonio gestito di circa 57 milioni e un TER leggermente inferiore dello 0,30% annuo, si posiziona come un’opzione più economica e di dimensioni maggiori rispetto al suo concorrente Amundi. Questo ETF distribuisce i dividendi annualmente, una caratteristica che potrebbe attrarre investitori interessati a flussi di reddito regolari. Lanciato nel 2007 e con domicilio fiscale in Lussemburgo, il Xtrackers offre una storia più lunga e potenzialmente più stabilità data la sua maggiore dimensione.
Il confronto diretto tra questi due ETF italiani rivela differenze significative in termini di gestione dei dividendi e costi, influenzando così la scelta degli investitori a seconda delle loro priorità, come il desiderio di reinvestimento automatico dei dividendi oppure la preferenza per una distribuzione regolare degli stessi.
ETF giapponesi: WisdomTree Japan Equity UCITS ETF USD Hedged vs Xtrackers MSCI Japan UCITS ETF 2D USD Hedged
Passando al mercato giapponese, il WisdomTree Japan Equity UCITS ETF USD Hedged e il Xtrackers MSCI Japan UCITS ETF 2D USD Hedged offrono entrambi un’esposizione hedged (coperta dal rischio di cambio) alle azioni giapponesi, ma seguono indici diversi con approcci distinti alla selezione dei titoli e alla distribuzione dei dividendi.
Il WisdomTree ETF segue l’indice WisdomTree Japan Equity (USD Hedged), che include azioni giapponesi selezionate secondo criteri ESG e ponderate in base a dati fondamentali. Con un TER dello 0,48%, questo ETF distribuisce i dividendi semestralmente e ha un patrimonio gestito di 57 milioni di euro. Lanciato nel 2015 e domiciliato in Irlanda, offre un approccio di investimento focalizzato sulla sostenibilità e su criteri finanziari solidi.
Invece, il Xtrackers MSCI Japan UCITS ETF 2D USD Hedged replica l’indice MSCI Japan (USD Hedged), coprendo una gamma più ampia di azioni principali del mercato giapponese con un TER leggermente inferiore dello 0,40%. Questo fondo, che dispone di un patrimonio gestito di 28 milioni di euro e distribuisce anch’esso i dividendi annualmente, è stato lanciato nel 2013 con domicilio fiscale in Lussemburgo. L’approccio di replica fisica totale di questo ETF potrebbe essere particolarmente attraente per gli investitori che cercano una fedeltà rigorosa all’indice di riferimento.
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Conclusione
Sia nel mercato italiano che in quello giapponese, gli ETF offrono modalità diverse di partecipazione economica e di gestione dei dividendi, con impatti diversi sulle decisioni di investimento a seconda del contesto fiscale, della strategia di reinvestimento e delle preferenze personali degli investitori. Mentre gli ETF italiani mettono in evidenza le differenze nel trattamento dei dividendi e nei costi, quelli giapponesi si distinguono per l’approccio all’investimento sostenibile e la copertura del rischio di cambio, elementi cruciali per prendere decisioni informate in un ambiente di investimento sempre più globalizzato e interconnesso.
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