Proviamo a mettere a confronto i sistemi di riscaldamento senza gas e a capire quale conviene per la nostra casa
La bolletta del gas a gennaio 2025 era di circa il 90,4% più alta di quella del 2019. E mancano ancora i dati di questo 2026 in cui sono stati annunciati ulteriori rincari.
È questo il motivo principale per cui sempre più persone decidono di abbandonare i sistemi di riscaldamento tradizionali in favore di soluzioni più economiche che non usano il gas. Le più utilizzate sono le stufe elettriche, quelle a pellet (o a legna) e a bioetanolo, e le pompe di calore.
Nei prossimi paragrafi analizzeremo pregi e difetti di ognuna di esse e proveremo a capire qual è la migliore per risparmiare in base alla casa che abbiamo.
Stufa elettrica
La stufa elettrica è la soluzione migliore per le case più piccole. Piccola, facile da trasportare da una stanza all’altra e molto economica (possiamo trovare un buon prodotto a partire da 60 euro), ha un importante vantaggio: non richiede nessun tipo di lavoro edilizio.
Il problema arriva se abbiamo una casa grande e complicata da riscaldare. In questo caso la stufa elettrica potrebbe rivelarsi inefficiente e, in quanto soluzione poco efficace a livello di prestazioni e rendimento energetico, addirittura più costosa del riscaldamento a gas.
Stufa a pellet
Il tipo di riscaldamento che sta riscuotendo più successo in Italia in questi anni è la stufa a pellet, alternativa moderna alla stufa a legna.
Se abbiamo un budget compreso tra i 1.000 e i 3.000 euro è la soluzione migliore. Una buona stufa a pellet riscalda facilmente una casa medio-grande, permette di recuperare scarti di legno a basso prezzo e ha un rendimento energetico incredibile: per 50 kg di materiale inserito riesce a convertirne circa 45 in calore.
Gli unici problemi sono il costo, il più alto tra tra i sistemi di riscaldamento senza gas, e la necessità dei lavori per creare un impianto di scarico dei fumi generati.
Stufa a bioetanolo
Per le persone più attente al design e all’impatto ambientale, la soluzione di riscaldamento migliore potrebbe essere una stufa a bioetanolo.
La stufa a bioetanolo non necessita di un impianto di scarico, usa combustibili a ridotto impianto ambientale, non produce cenere e fuliggine ed è molto meno costosa di altri sistemi di riscaldamento (i prezzi medi per un prodotto valido sono intorno ai 200 euro). In più crea un “effetto camino” particolarmente gradevole e suggestivo.
Il lato negativo è che la potenza di queste stufe è molto bassa. L’efficienza di una stufa a bioetanolo è minore rispetto a quella elettrica e a pellet e il combustibile per alimentarla è più costoso rispetto a quelli tradizionali.
E se aggiungiamo il fatto che il bioetanolo si esaurisce molto rapidamente, e si intuisce il motivo per cui una stufa di questo tipo potrebbe costarci moltissimo se viviamo in una casa medio-grande.
Pompa di calore
Dal punto di vista dell’efficienza energetica e del risparmio sul lungo periodo, la pompa di calore si rivela la soluzione migliore.
È estremamente versatile, riscalda senza problemi una casa grande e in estate funziona anche da condizionatore. In più recupera calore dall’ambiente e ha poco impatto a livello di emissioni.
L’unico inconveniente riguarda i prezzi di installazione: una buona pompa di calore in grado di riscaldare una casa di 100 mq costa dai 5.000 euro in su e se vogliamo aggiungere ulteriori split dobbiamo aumentare il budget di circa 1.000 euro per ognuno di essi.
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