Superbonus, partiti i controlli dell’Agenzia delle Entrate: ecco chi è a rischio

Alessandro Nuzzo

15/04/2023

L’ente sta scandagliando le posizioni di alcuni contribuenti che hanno chiesto l’accesso al superbonus tramite un escamotage.

Superbonus, partiti i controlli dell’Agenzia delle Entrate: ecco chi è a rischio

Sono diversi i casi segnalati nell’ultimo periodo di furbetti del superbonus. Aziende che tramite escamotage si sono accaparrati illegalmente degli incentivi messi a disposizione dal Governo per lavori di ristrutturazione edilizia e di adeguamento energetico. Ora a finire nel mirino dell’agenzia delle Entrate sono i condomini. L’ente tramite controlli automatici sta scandagliando le posizioni dei contribuenti che hanno dato vita a un condominio e poi hanno chiesto l’accesso al superbonus per verificare la presenza di casi di elusione per abuso del diritto.

Ci sono casi infatti di condomini creati ad hoc solo per avere l’accesso al superbonus edilizio. Una pratica illegale smascherata dai controlli dell’agenzia delle Entrate.

Caccia ai condomini fittizzi

La creazione di un condominio è stato fino a qualche tempo fa l’unico modo per accedere al superbonus edilizio. Ad esempio, da luglio 2022 le villette non avevano accesso alla maxi agevolazione. Per questo motivo l’unica modalità d’accesso era creare un condominio magari frazionando il proprio immobile. E poi c’è anche il caso degli immobili intestati a società. La legge dice che i titolari di redditi di impresa non possono accedere al superbonus se non soltanto per le spese effettuate nei luoghi comuni. Si è scatenata così una massiccia cessione di beni immobili a familiari dell’amministratore della società con conseguente attivazione del condominio solo per poter avere i requisiti validi all’accesso al superbonus.

Casi venuti fuori dopo che il software dell’agenzia delle Entrate ha iniziato una serie di controlli più approfonditi che hanno portato alla contestazione del superbonus. Per l’ente «l’intestazione dell’immobile a persone fisiche era solo un escamotage per fruire di bonus non spettanti all’impresa appaltatrice nel caso di acquisto diretto dell’immobile e sua successiva ristrutturazione». Da qui il blocco della cessione del credito.

In un caso lo stop è stato contestato e si è arrivati dinnanzi alla Cgt di Trieste. I giudici hanno però confermato la tesi dell’agenzia delle Entrate entrando nel merito dell’operazione messa in campo per creare «fittiziamente» il condominio. «Risulta evidente, sulla base degli accertamenti svolti dall’amministrazione finanziaria, che la società era la effettiva acquirente e proprietaria dell’immobile, immobile poi intestato ad altri soggetti, esclusivamente al fine di costituire un formale ma fasullo condominio» - si legge nelle motivazioni della sentenza.

Questi controlli possono essere applicati a migliaia di casi di condomini creati nell’ultimo periodo. Se dai controlli risultasse qualche anomalia, si andrebbe a verificare nel merito la sostanza dell’operazione. Quindi in pratica non sarà sufficiente aver rispettato i requisiti voluti dalla legge per poter accedere al superbonus, come appunto la creazione di un condominio, per essere indenni. Se l’agenzia delle Entrate accertasse che le operazioni precedenti alla creazione del condominio sono state fatte con il solo scopo di poter avere il requisito di accesso al superbonus, potrebbe scattare la contestazione e il blocco dell’incentivo.