In arrivo 20.000 lettere del Fisco ai proprietari di immobili grazie alle foto aeree

Patrizia Del Pidio

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In arrivo 20 mila lettere del Fisco per le case fantasma e gli immobili non accatastati. Come funzionano le verifiche con IA e le sanzioni previste.

In arrivo 20.000 lettere del Fisco ai proprietari di immobili grazie alle foto aeree

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È in programma l’invio di circa 20.000 lettere del Fisco ai proprietari di immobili non accatastati entro la fine del 2026. Per scovare le case fantasma e gli immobili modificati abusivamente, l’amministrazione tributaria userà l’incrocio delle ortofoto aeree ad alta risoluzione e gli algoritmi di intelligenza artificiale. La maxi operazione di controllo serve per individuare gli immobili mai dichiarati o costruiti e modificati abusivamente.

Cosa sono esattamente le ortofoto? Si tratta delle fotografie aeree geometricamente corrette, tramite un processo chiamato ortorettifica, e georeferenziate in modo da eliminare la distorsione della lente fotografica e la prospettiva del terreno. A differenza di una normale fotografia effettuata dall’alto, una ortofoto è geometricamente precisa e può essere utilizzata come una vera e propria mappa permettendo la misurazione delle distanze e delle superfici reali.

La precisione di queste foto permette agli algoritmi di sovrapporle perfettamente alle mappe catastali ufficiali facendo emergere ogni difformità o ogni nuova costruzione che non risulta dal Catasto.

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La mappa del controllo del Fisco

L’operazione dell’Agenzia delle Entrate non deve essere vista come un intervento a campione poiché si tratta di una mappatura sistematica di quasi tutto il territorio italiano. Ad oggi i sofisticati algoritmi hanno completato l’analisi di incrocio dei dati su 95 Province italiane, coprendo il 96% del territorio nazionale.

Il Fisco, tuttavia, ha già avviato i controlli in altre 4 Province con l’obiettivo di avere una mappatura completa dell’Italia entro la fine del 2026. Da questa banca dati risultano escluse le Province Autonome di Trento e Bolzano che gestiscono in autonomia il catasto.

È stato possibile raggiungere questo livello di capillarità grazie all’utilizzo dell’intelligenza artificiale che analizza simultaneamente milioni di particelle catastali sovrapponendo le coordinate georeferenziate delle ortofoto alle mappe ufficiali. Il sistema riesce a isolare in pochi secondi le discrepanze segnalando, al tempo stesso, il volume che non trova corrispondenza nei registri ufficiali.

L’invio delle prime 20.000 lettere di conformità

L’invio delle prime 20.000 lettere di conformità entro la fine del 2026 è solo il primo tassello di un piano molto più ampio: i controlli incrociati si integreranno, poi, anche con verifiche mirate sui beneficiari di bonus edilizi (che hanno l’obbligo dell’aggiornamento delle rendite catastali). Le stime per il triennio 2026/2028 prevedono l’invio di oltre 120.000 comunicazioni di irregolarità. Questo segna una svolta nel contrasto all’evasione immobiliare e all’abusivismo selvaggio.

Cosa cerca il Fisco?

Nel dettaglio l’Agenzia delle Entrate sta cercando tre tipi di anomalie con l’incrocio delle foto aeree e le banche dati del catasto con l’obiettivo di far emergere tutto quello che altera il valore di un immobile (e le conseguenti tasse dovute).
L’indagine del Fisco si concentra su:

  • case fantasma: in questo caso si tratta di interi edifici, rustici, villette costruiti da zero e mai state censite. Sulle mappe catastali quel pezzo di terreno risulta vuoto ma dall’alto si vede chiaramente una struttura;
  • pertinenze e ampliamenti abusivi: è il caso di modifiche strutturali che aumentano la superficie calpestabile di un immobile esistente senza che sia stata presentata la variazione catastale (nuovi box, tettoie e verande chiuse, ampliamenti volumetrici, piscine interrate che modificano la categoria dell’immobile);
  • mancato aggiornamento dopo i bonus edilizi: immobili che hanno subito una profonda ristrutturazione (spesso legata al Superbonus 110% o altri bonus edilizi) che ne ha aumentato il valore di mercato o la classe energetica. Il Fisco cerca chi ha fatto i lavori (risultanti dai bonifici e dalle detrazioni) ma ha lasciato la rendita catastale «bassa» o ferma a zero per pagare meno tasse (come IMU o imposte sulla casa).

Cosa rischia un proprietario?

Se si riceve una lettera di compliance e non si regolarizza la propria posizione o se l’irregolarità viene accertata d’ufficio si va incontro a pesanti sanzioni.

La legge prevede l’obbligo di registrare al catasto i nuovi immobili o le variazioni entro 30 giorni dalla conclusione dei lavori. In caso di omissione le multe che si rischiano sono:

  • sanzione ordinaria che varia da un minimo di 1.032 euro a un massimo di 8.264 euro per ogni unità immobiliare non dichiarata o non aggiornata;
  • l’accatastamento d’ufficio se non si provvede in autonomia (in questo caso sono addebitati i costi tecnici e le spese di istruttoria che possono aggiungere altri 4.000 o 5.000 euro di spese).

Una volta che la nuova o maggiore rendita catastale è stata attribuita, il Fisco calcola anche le tasse evase negli anni precedenti e nello specifico:

  • l’IMU per la quale può essere richiesto il pagamento arretrato fino a un massimo di 5 anni. L’imposta è calcolata sulla nuova rendita catastale e maggiorata dalle sanzioni e dagli interessi di mora;
  • l’Irpef se l’immobile è una seconda casa nello stesso Comune dell’abitazione principale.

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