Superbonus 110%, ma quale proroga: è finito in anticipo

Simone Micocci

23 Maggio 2022 - 16:21

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Superbonus: se state iniziando adesso tutte le pratiche dovete sapere che trovare un’impresa disposta ad accettare i lavori è alquanto complicato. Vale per le villette, ma anche per i condomini.

Superbonus 110%, ma quale proroga: è finito in anticipo

Il superbonus potrebbe essere terminato già prima della scadenza naturale, nonostante le varie proroghe approvate negli ultimi mesi. D’altronde il presidente del Consiglio non ha mai fatto mistero su cosa ne pensa del superbonus 110%: “non ci piace”, ha dichiarato in un recente intervento a Strasburgo, confermando che da parte dell’Esecutivo non ci saranno più mosse volte a estendere la finestra temporale entro cui si può accedere al beneficio.

A tal proposito, ricordiamo che per le villette la scadenza è fissata al 31 dicembre 2022, ma entro la fine di settembre bisogna aver completato, e saldato, il 30% dei lavori. Per i condomini, invece, ci sono ancora 19 mesi visto che la scadenza è prevista per il 31 dicembre del prossimo anno.

Tuttavia, sia per le villette che per i condomini l’accesso al superbonus sembra essere, nei fatti, ormai impossibile, o comunque fortemente limitato. Le varie problematiche riscontrate nei mesi scorsi, per le quali si è intervenuti solamente poche settimane fa quando tuttavia sembra essere ormai troppo tardi, non risolvono i problemi di coloro che si sono mossi tardi nel pianificare i lavori e per i quali sembra essere ormai impossibile trovare una ditta disponibile ad avviare la ristrutturazione.

Superbonus villette: quel che è fatto è fatto

Nelle ultime settimane sono aumentate le difficoltà per chi intende accedere al superbonus. Tant’è che per coloro che vorrebbero ristrutturare una villetta ma che solamente oggi hanno iniziato a muoversi e pianificare i lavori, appare impossibile accedere al superbonus.

Ci sono altri bonus edilizi, ma la possibilità di godere di una copertura piena grazie alla detrazione del 110%, che in molti casi si è trasformata in uno sconto in fattura, sembra essere oggi impossibile da realizzare.

Quel che è fatto è fatto dunque: chi ha già avviato i lavori o comunque è ormai in procinto di farlo ha la garanzia, specialmente dopo le ultime modifiche apportate dal consiglio dei Ministri, di riuscire a portarli a termine approfittando a pieno del superbonus. Per chi invece è più indietro, consigliamo di pensare già a delle alternative.

Trovare oggi un architetto disposto a caricarsi una pratica da zero appare molto complicato, per non parlare di un’impresa abilitata. Senza dimenticare che anche le banche hanno ridotto sensibilmente la loro disponibilità per quanto riguarda l’acquisizione di nuovi crediti, tutti fattori che rendono pressoché impossibile iniziare i lavori e completarne il 30% entro il 30 settembre. Quindi, anziché rischiare d’iniziare ma di non terminare entro le scadenze previste, con il pericolo di sforare con il budget prefissato visto che per la parte non saldata entro i termini previsti non si potrà più beneficiare del 110%, è bene essere subito consapevoli della situazione così da non avere brutte sorprese.

Superbonus condomini: manca un anno e mezzo, ma potrebbe non bastare

Per le ristrutturazioni condominiali con superbonus il termine è fissato al 31 dicembre 2023, eppure anche in questo caso le possibilità di pianificare oggi l’accesso al superbonus appare alquanto irrealizzabile.

Anche perché, se da una parte il Governo - con la possibilità della quarta cessione anche ai correntisti - sembra aver sbloccato per adesso il meccanismo della cessione del credito, dall’altra ha introdotto una serie di difficoltà per tutti quei condomini che intendono avviare una ristrutturazione.

Intanto l’obbligo che entrerà in vigore il 27 maggio prossimo, secondo il quale i general contractor dovranno operare con il contratto di lavoro dell’edilizia tutti i lavori che superano quota 70 mila euro, quindi in tutti quei casi in cui i lavori di ristrutturazione interessano un edificio con almeno due unità familiari. Un obbligo che rende meno conveniente accettare una ristrutturazione con superbonus, tant’è che molti operatori rinunceranno.

Un’altra limitazione - non ancora ufficiale ma comunque in discussione in Parlamento in quanto si tratta di un emendamento al cosiddetto decreto Ucraina - è quella per cui per tutti i lavori d’importo superiore a 500 mila euro, quindi per un condominio con almeno 10 unità abitative, è obbligatoria la certificazione Soa, la stessa richiesta per gli appalti pubblici. Una certificazione che renderebbe ancora più complicato avviare i lavori di ristrutturazione sui condomini.

Una decisione che di fatto sembra sia stata presa proprio con questo intento, come tra l’altro sono state quelle adottate nei mesi scorsi: limitare l’accesso al superbonus già prima della scadenza naturale della misura, un chiaro piano politico di Mario Draghi che non ha mai nascosto la sua avversione a riguardo.

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