Superbonus 110%: novità sul modello CILA per comunicare l’inizio dei lavori

Rosaria Imparato

8 Giugno 2021 - 10:18

condividi

Si lavora su un modello unico di CILA per il superbonus 110% per la comunicazione di inizio dei lavori: vediamo le novità allo studio.

Superbonus 110%: novità sul modello CILA per comunicare l'inizio dei lavori

Il lavoro per la semplificazione della parte burocratica legata al superbonus 110% continua.

Il primo passo è stato fatto con il decreto-legge n. 77 del 31 maggio (per l’appunto il decreto Semplificazioni), che ha apportato importanti modifiche ai documenti da presentare per comunicare l’inizio dei lavori: basta infatti la CILA, e non più lo stato legittimo dell’immobile.

Rispetto al modello ordinario di CILA, però, gli uffici della Funzione pubblica stanno lavorando per definire una modulistica unica della comunicazione: vediamo le novità allo studio.

Superbonus 110%: novità sul modello CILA per comunicare l’inizio dei lavori

Rispetto alla CILA (comunicazione di inizio lavori asseverata) finora usata per i lavori di ristrutturazione, il documento per il superbonus 110% dovrà prevedere una modulistica unica con uno spazio apposito dedicato gli estremi del titolo abilitativo o del provvedimento che ne ha consentito la legittimazione, o in alternativa, l’attestazione che la costruzione è stata completata in data antecedente al 1° settembre 1967.

Questo è quanto prevede l’articolo n.33 del decreto Semplificazioni, che va a sostituire il comma 13 ter dell’articolo 119 del decreto Rilancio.

Secondo il Sole 24 Ore, però, per l’approvazione del modulo unico “SuperCila” bisognerà aspettare l’ok definitivo alla legge di conversione del decreto.

Imprese e professionisti, dal canto loro, auspicano che la nuova modulistica arrivi al più presto.

CILA e superbonus 110%, la posizione dei professionisti sulla comunicazione asseverata

Nel frattempo cominciano a muoversi anche le opinioni dei professionisti in merito alle novità del decreto Semplificazioni. Dal presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri, Armando Zambrano, non arrivano segnali di preoccupazione:

“La norma per noi è chiara, soprattutto in relazione al tema delle responsabilità dei professionisti sulle difformità urbanistiche dell’edificio. Non c’è nessun rischio per il professionista perché non è richiesto che dichiari nulla su questo punto”

Il professionista deve attestare la conformità dell’intervento da realizzare, e non lo stato dell’immobile (come accade per gli altri incentivi per i lavori in casa, come il bonus facciate).

Anche l’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) si schiera a favore delle modifiche del decreto Semplificazioni. Per quanto riguarda la responsabilità dei professionisti, i tecnici non sono tenuti ad accertarli preventivamente, anche se gli abusi verranno comunque segnalati e puniti.

Ricordiamo però che nel caso di abusi edilizi o difformità urbanistiche non solo si perdono i benefici dell’agevolazione al 110%, ma si va incontro anche al blocco del cantiere e alla rimozione delle opere non autorizzate.

Iscriviti a Money.it