Voci di scissione fanno volare le azioni STMicroelectronics. A Piazza Affari il titolo è salito di oltre il 10% in due sedute, raggiungendo i 25,28 euro, massimo da marzo. A fare da volano, le voci sempre più insistenti su una possibile separazione tra le attività italiane e quelle francesi della società.
Il balzo ha permesso di azzerare le perdite accumulate nel 2025, iniziato a 23,79 euro, ma pone ora una domanda fondamentale per chi investe: siamo di fronte a un nuovo corso per il gruppo o solo a un rimbalzo speculativo?
Il nodo della governance
L’idea di una separazione affonderebbe le radici in contrasti politici e industriali tra i due soci pubblici di riferimento: il MEF italiano e Bpifrance, che controllano al 50% la STMicroelectronics Holding N.V., azionista di riferimento con il 27,5% di STM.
Lo scenario ipotizzato vedrebbe gli asset italiani, concentrati sull’automotive e i chip di potenza, passare sotto il controllo del governo italiano, mentre alla Francia resterebbero quelli legati al digitale e all’AI, che oggi sono comparti in forte espansione.
Per il momento l’operazione è remota e complessa, ma non è del tutto campata in aria. Secondo fonti di mercato, banche d’affari e studi legali starebbero già analizzando la fattibilità del progetto su incarico preliminare delle parti. La questione sarebbe anche finita sul tavolo nel recente bilaterale tra Meloni e Macron.
Ma le incognite sono molte: dalla frammentazione industriale alla perdita di economie di scala, fino alla necessità di ricostruire ex novo la governance. Per questo motivo, gli analisti di WebSim Intermonte mantengono un rating neutral e un target price di 22,20 dollari (inferiore del 23% rispetto alla valutazione attuale al NYSE).
Anche gli esperti di Banca Akros mantengono una raccomandazione neutrale, ma hanno alzato il target price da 21,50 a 24,50 euro. Di nuovo, un valore inferiore al prezzo attuale (-3%).
Uno sguardo ai fondamentali. STM è davvero sottovalutata?
Dal punto di vista dei fondamentali, STM è una realtà solida ma reduce da un anno difficile. Nel 2024, la società ha registrato:
- Ricavi in calo del 23% a 13,27 miliardi di dollari;
- Utile netto dimezzato (-63%) a 1,56 miliardi di dollari;
- Prezzo azioni: -36% in un anno.
Numeri che, nel contesto di un settore volatile e altamente ciclico come quello dei semiconduttori, hanno spinto molti investitori a posizionarsi in modo prudente sul titolo. Non a caso, STM è oggi tra le società di semiconduttori globali meno valorizzate, almeno in termini di multipli.
Secondo Equita SIM, l’ipotesi scissione nasce soprattutto da un’insoddisfazione politica verso l’attuale gestione e dallo stallo decisionale che si è venuto a creare in seno alla holding. Tuttavia, una separazione operativa aumenterebbe la volatilità dei risultati, riducendo la diversificazione tra settori (digital vs automotive) e complicando la gestione strategica del gruppo.
Perché il mercato ora corre (e dove può andare)
Grafico STM
Fonte Tradingview
Il rally di STM non è solo una fiammata legata alle voci di scissione. Dietro al balzo del titolo ci sono segnali positivi che il mercato non sta ignorando. Dopo un inizio d’anno difficile per l’intero settore dei semiconduttori (con ordini in calo, scorte elevate e domanda debole in settori chiave come automotive e industriale) qualcosa sta cambiando.
L’amministratore delegato Jean-Marc Chery ha confermato che nel secondo trimestre i ricavi raggiungeranno almeno 2,71 miliardi di dollari, segno che la domanda sta tornando. Il dato più interessante è però il rapporto tra ordini e spedizioni (book-to-bill), tornato sopra 1, segnalando una fase di ripresa che potrebbe proseguire almeno fino all’autunno.
A tal proposito le stime di Equita sono ottimiste: nella seconda metà del 2025 i ricavi potrebbero salire del 23% rispetto al primo semestre, con un’accelerazione su tutti i fronti (auto, industria, elettronica di consumo).
Attenzione però ai rischi. In Europa, la domanda resta debole e i dazi Usa continuano ad alimentare incertezza. Inoltre, STM è meno esposta all’intelligenza artificiale rispetto ai competitor americani, che stanno già beneficiando del boom del settore.
Insomma, il titolo sta vivendo un momento di riscatto, ma servono conferme. Anche sotto il profilo tecnico-grafico, il titolo dovrà spingersi oltre i 27 euro per inviare segnali di forza. In tal caso, possibile il test dei 29 euro. Oltre questo limite, STM potrebbe tentare di ricoprire i gap lasciato aperto il 1° agosto, fino a 29,60 euro. Negativo invece il ritorno sotto i 21 euro.
| DISCLAIMER Le informazioni e le considerazioni contenute nel presente articolo non devono essere utilizzate come unico o principale supporto in base al quale assumere decisioni relative agli investimenti. Il lettore mantiene la piena libertà nelle proprie scelte d’investimento e la piena responsabilità nell’effettuazione delle stesse, poiché egli solo conosce la sua propensione al rischio e il suo orizzonte temporale. Le informazioni contenute nell’articolo sono fornite a mero scopo informativo e la loro divulgazione non costituisce e non è da considerarsi un’offerta o sollecitazione al pubblico risparmio. |