Tonnellate di litio nei giacimenti statunitensi. Soltanto il nuovo giacimento basterebbe per oltre 328 anni, ma sarà davvero possibile utilizzarlo?
Negli Stati Uniti è stato scoperto un enorme giacimento di litio, potenzialmente capace di garantire la completa autonomia del Paese per ben 328 anni. Nella regione degli Appalachi dovrebbero esserci infatti 2,3 milioni di tonnellate metriche di litio, corrispondenti per l’appunto a 328 anni di importazioni statunitensi per il consumo interno, in base alle stime effettuate sul fabbisogno dell’anno scorso. La scoperta, resa nota dal rapporto dell’US Geological Survey, potrebbe segnare un momento fondamentale per la sicurezza energetica della nazione.
Al momento Washington dipende largamente dall’estero, in primo luogo dalla Cina, essendo costretta a importare più della metà del litio consumato. Ciò dipende soltanto in parte dall’insufficiente disponibilità interna, in quanto è il massiccio fabbisogno del Paese a richiedere quantitativi sempre maggiori. Il litio viene impiegato soprattutto nella realizzazione di batterie per veicoli elettrici, computer e smartphone, compresi maxi data center, pertanto è a dir poco indispensabile per un Paese che ha le ambizioni degli Stati Uniti. Eppure, anche questa gigantesca scoperta potrebbe non essere sufficiente a emancipare gli Stati Uniti da Pechino, leader indiscusso nel campo della raffinazione.
Un enorme giacimento di litio negli Stati Uniti
In una vasta area negli Appalachi, che passa per gli Stati del Maine, del New Hampshire, della Carolina del nord e della Carolina del sud, l’US Geological Survey ha scoperto l’esistenza di un enorme giacimento di litio. Ben 2,3 milioni di tonnellate di metallo sfruttabili economicamente, equivalenti all’alimentazione di circa 130 milioni di veicoli elettrici oppure a 1,6 milioni di batterie per le reti elettriche. Gli studi governativi mirati stanno effettivamente producendo una mappa nutrita di giacimenti ricchissimi di litio, tracciando un percorso verso l’indipendenza dalla Cina che tuttavia richiederà ancora un bel po’ di tempo e impegno.
Lo dimostra ampiamente il fatto che gli Stati Uniti detengono già uno dei giacimenti di litio più grandi al mondo, se non il maggiore in assoluto, indipendentemente dalle ricchezze degli Appalachi. Si tratta della caldera di McDermitt di cui non si conosce ancora l’esatta capacità, ma le stime vanno da 10 fino a 40 milioni di tonnellate di litio. Ciò significa che il giacimento di McDermitt nella peggiore delle ipotesi è grande come quello boliviano di Salar de Uyuni, almeno secondo alcune valutazioni.
Ci sono anche stime molto più contenute, che ipotizzano la presenza di circa 8 tonnellate metriche di litio, una quantità comunque notevole e molto vicina al giacimento boliviano. Nonostante ciò, l’enorme consumo interno di litio e le previsioni di espansione per il futuro obbligano gli Stati Uniti a un lavoro costante per la ricerca di nuovi giacimenti e il loro sfruttamento. Lo studio sull’area degli Appalachi ha così riacceso le speranze nazionali, sentite con rinnovata forza in questo periodo geopoliticamente tanto compromesso. Doug Burgum, segretario degli Interni Usa, ha scritto su X:
Grazie a una ricerca mineraria all’avanguardia a livello mondiale, alla riforma delle autorizzazioni e ai rinnovati investimenti nel settore minerario nazionale, il presidente ha ripristinato l’indipendenza mineraria degli Stati Uniti.
Gli Stati Uniti hanno litio per 328 anni?
Le quantità di litio presenti negli Appalachi corrispondono a 328 anni di importazioni statunitensi per il consumo nazionale. È un dato significativo che apre nuovi spiragli alla produzione interna, ma che di certo non comporta un distacco immediato dalle forniture cinesi. Come evidenziano le recenti scoperti il territorio statunitense non è poi davvero carente di litio, senza contare che i rapporti con l’Australia, primo Paese mondiale per produzione del metallo, dovrebbero garantire un ampio respiro dalla stretta di Pechino.
La Cina, al terzo posto tra i produttori mondiali dopo il Cile controlla però in modo massiccio la raffinazione, con un’influenza del 75% sul mercato mondiale. Proprio la raffinazione è la sfida a cui devono rispondere gli Stati Uniti e in generale tutti coloro che vogliono costruire un’indipendenza nel settore, ad oggi con grandi difficoltà. Washington sta ancora lottando per ritagliarsi un posto rilevante nella produzione con nuove miniere, visto che al momento c’è solo Albemarle, e partecipazioni societarie strategiche.
L’US Geological Survey ritiene che il Paese riuscirà a raddoppiare la produzione entro il 2029, ma bisognerà vedere se sarà sufficiente per tenere il passo con la domanda di litio, visto che il metallo serve per la creazione di batterie efficienti, leggere e durature, indispensabili per la transizione energetica, l’intelligenza artificiale e l’elettronica.
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