Perché gli utili troppo alti spaventano le borse

Tommaso Scarpellini

28 Febbraio 2023 - 16:00

A giudicare dagli utili aziendali l’economia non sembra essere affatto in procinto di contrarsi. Per tale ragione molti analisti si mostrano preoccupati riguardo la reazione della Fed.

Perché gli utili troppo alti spaventano le borse

L’attività economica statunitense sembra a tutti gli effetti non aver ancora subito le conseguenze derivanti dall’attuazione della politica monetaria della Federal Reserve. ço dimostra il fatto che, contro ogni aspettativa, l’attività commerciale ha registrato un repentino rialzo nell’ultimo mese. In parallelo, il mercato del lavoro non mostra ad oggi alcuna forma di contrazione, né a livello occupazionale né a livello salariale.

Per tale ragione alcuni analisti si mostrano preoccupati guardando all’indurimento della politica monetaria della Federal Reserve. Come reagiranno le borse di fronte a questo scenario?

Ci sarà veramente un no-landing?

Sebbene le analisi di consensus e i sondaggi mensili dei produttori nel Terzo Distretto della Federal Reserve sembrino suggerire l’inizio di una possibile recessione, i recenti utili aziendali statunitensi comunicano tutt’altro. A giudicare esclusivamente dai bilanci aziendali si direbbe quasi che la banca centrale stia riuscendo addirittura a effettuare un no-landing: riprendendo la rinomata metafora che paragona l’economia attuale a un aereo che cerca di atterrare, sembra quasi che il pilota abbia cambiato idea proseguendo la propria rotta.

Ad alimentare il motore economico sono i consumi: la crescita delle vendite continua a mantenersi su livelli record. A guidare la spinta è il settore delle Basic Resources e dell’energia, che continua a macinare vendite in ogni parte del mondo. Questa ritrovata fiducia dei consumatori ha attirato l’attenzione degli investitori di tutto il globo comportando una massiccia fuga di capitali in direzione degli Stati Uniti.Non a caso il prezzo del dollaro è aumentato, come del resto l’interesse per i Treasury statunitensi, considerati a buon mercato con rendimenti nominali allettanti, seppur negativi se guardati in termini reali.

Aumentano le aspettative sui Fed Funds: attenzione ai mercati

Dall’altro lato della bilancia invece vi è la Fed: molti analisti iniziano infatti a domandarsi se un’economia così forte possa stimolare nuovamente una ripartenza al rialzo del tasso d’inflazione creando il presupposto per far aumentare nuovamente i Fed funds.

A quanto pare il tasso stimato per il prossimo Federal Open Market Committee è ora al 5% ma in molti temono che questo non possa bastare. Secondo alcuni esperti infatti l’IPC non può proseguire il trend decrescente in direzione del 2% senza innescare una, seppur breve, contrazione economica e la Fed non si è mai mostrata intimorita dall’aumentare i tassi d’interesse.

Il mercato potrebbe già da adesso iniziare a scontare questa ipotesi, causando una nuova ondate di vendite che se non adeguatamente bilanciate dalla domanda potrebbero innescare ulteriori crolli borsistici.

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