Stangata auto elettriche in arrivo, cosa fa l’Italia?

Patrizia Del Pidio

14 Agosto 2026 - 16:54

Arrivano le tasse sulle auto elettriche, Regno Unito e altri Paesi introducono il pagamento a chilometro. Scopri come funziona e cosa si rischia in Italia.

Stangata auto elettriche in arrivo, cosa fa l’Italia?

Arrivano le tasse sulle auto elettriche. Questi veicoli, che finora hanno goduto dell’esenzione delle accise sul carburante (che è stato uno degli incentivi che hanno fatto scegliere l’acquisto di un’auto a batteria), ora saranno tassati.

L’aumento della diffusione delle auto elettriche e la progressiva diminuzione di quelle termiche per molti Stati ha significato dover rinunciare al gettito fiscale delle accise. In molti casi questo ha rappresentato un onere troppo pesante e proprio per questo molti Paesi stanno decidendo di tassare le auto elettriche.

La modalità che viene scelta maggiormente è quella del “pay per use” ovvero pagare in base a quanto si utilizza l’auto. Vediamo quali Paesi hanno previsto una tassazione e la posizione dell’Italia.

Auto elettriche tassate nel Regno Unito

Dal 1° aprile 2028 il Regno Unito prevede una tassa a chilometraggio per i veicoli elettrici. Lo scopo dichiarato di questa tassazione è quello di compensare il mancato introito delle accise sui carburanti a causa della diffusione delle auto a batteria.

La tassazione, denominata Electric Vehicle Excise Duty (eVED), verrà applicata ai veicoli a batteria, a quelle elettriche plug-in e ai veicoli dotati di celle. L’importo da versare sarà proporzionale ai chilometri percorsi e al tipo di alimentazione:

  • per auto totalmente elettriche e a idrogeno è prevista un’aliquota di 3 pence per miglio (circa 4,6 centesimi al chilometro);
  • per i veicoli ibridi plug-in l’aliquota è dimezzata a 1,5 pence per miglio (circa 2,3 centesimi al chilometro).

Per fare un esempio pratico, un veicolo elettrico che percorre 150 chilometri sosterrà un costo approssimativo di 6,9 euro. Se la stessa distanza la percorre un veicolo plug-in il costo si riduce a 3,45 euro. Le tariffe applicate saranno indicizzate all’inflazione per mantenere il prelievo costante nel tempo.

Cosa fanno gli altri Paesi?

Oltre al Regno Unito, anche altri Paesi stanno valutando l’introduzione di una tassazione sulle auto elettriche. Mentre in Paesi come la Nuova Zelanda, l’Islanda, e alcuni Stati americani come Oregon, Utah e Hawaii già prevedono la tassa, altri Stati, come Svizzera e Australia stanno pensando di adottarla.

Anche la Francia potrebbe essere pronta a imporre una tassa ai veicoli elettrici che, pur facendo bene all’ambiente, fanno male alle casse dello Stato. La Corte dei conti francese, lo scorso giugno, ha proposto di aumentare il costo dell’energia che viene destinata alla ricarica delle auto elettriche. L’idea, però, è di non farlo nell’immediato per paura che la tassazione possa rallentare il passaggio dalle auto termiche a quelle elettriche.

Altri Paesi, come Norvegia, Danimarca e Olanda, stanno meditando di reintrodurre il pagamento dell’Iva al 25% sull’acquisto dell’auto, il bollo auto o la tassa di registrazione di proprietà per le auto elettriche.

Allo stesso tempo gli Stati europei vorrebbero eliminare le esenzioni e gli incentivi per le auto elettriche che, finora sono stati usati per non far pesare sulle famiglie il maggior costo dei veicoli meno inquinanti.

Cosa fa l’Italia?

Al momento in Italia il parco delle auto elettriche è molto limitato e le casse dello Stato ancora non risentono del mancato incasso delle accise sui carburanti. Proprio per questo, al momento, non è stata avanzata alcuna ipotesi al riguardo, anche se nel 2024 il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti aveva avanzato la possibilità di tassare diversamente l’elettricità destinata a caricare le batterie dei veicoli. La proposta, però, non era stata presentata per colmare i mancati incassi per le accise, ma solo per far fronte all’aumento dei prezzi dell’energia.

La Commissione europea, in ogni caso, per continuare a far diffondere l’elettrificazione del parco auto aveva pensato di imporre alle aziende con almeno 250 dipendenti l’obbligo di acquistare auto elettriche in base a quote specifiche. Nove Stati membri (tra cui l’Italia) si sono opposti alla legge per non gravare ulteriormente sulle aziende.

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