Spesometro scartato, nuovo invio entro 5 giorni

Lo spesometro scartato potrà essere nuovamente inviato entro 5 giorni dalla data di notifica dell’esito di scarto. Ecco le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.

Spesometro scartato, nuovo invio entro 5 giorni

In caso di scarto dello spesometro è possibile effettuare un nuovo invio entro la scadenza di 5 giorni dalla data di ricezione dell’esito.

A fornire le istruzioni in merito è stata l’Agenzia delle Entrate, in una delle FAQ pubblicate su Fatture e Corrispettivi.

La possibilità di invio entro 5 giorni dalla data di notifica dell’esito di scarto salva i contribuenti che hanno inviato lo spesometro a ridosso della scadenza: sarà possibile apportare le correzioni necessarie senza il rischio di sanzioni.

Di seguito riporteremo le indicazioni delle Entrate in caso di spesometro scartato ma prima di tutto ricordiamo che la scadenza per l’invio della comunicazione dati fatture emesse e ricevute nel primo semestre 2018 (ovvero secondo trimestre) è fissata al prossimo 1° ottobre.

In molti negli ultimi giorni si sono chiesti cosa fare in caso di esito di scarto inviato a poche ore o dopo la scadenza, tenuto conto dei tempi di lavorazione dei file. In questo caso, ribadisce l’Agenzia delle Entrate, è possibile correggere gli errori senza l’applicazione di sanzioni.

Spesometro 2018: in caso di scarto possibile nuovo invio entro 5 giorni senza sanzioni

Con la FAQ pubblicata il 6 aprile 2018 l’Agenzia delle Entrate conferma che in caso di spesometro scartato è possibile inviare entro 5 giorni la comunicazione corretta senza l’applicazione di sanzioni.

Le nuove istruzioni in caso di scarto confermano quindi che quando lo spesometro è inviato entro la scadenza ordinaria (nel nostro caso entro il 1° ottobre 2018 per il primo semestre o secondo trimestre) è possibile effettuare il rinvio della comunicazione dati fatture entro i 5 giorni successivi alla ricezione dell’esito.

Per ulteriori dettagli si consiglia la lettura dell’articolo -> Spesometro 2018: scadenze e istruzioni

Spesometro 2018: cosa fare in caso di scarto file per errori in singole fatture

Uno dei problemi nell’invio telematico dello spesometro 2018 riguarda i casi, purtroppo fin troppo frequenti, di scarto dei file per errori in una sola o più fatture.

La situazione, come noto a molti intermediari, è un problema di non poco conto: in caso di errori in anche una soltanto delle fatture, lo scarto totale del file comporta l’obbligo di trasmettere nuovamente l’intero file dello spesometro.

A conferma di ciò lo scorso anno è stata pubblicata una FAQ che chiarisce come, nel caso di invio di un file con più dati fatture, scartato per errori in una sola di esse, è necessario effettuare un nuovo invio dell’intero file:

Lo scarto è relativo all’intero file, quindi il file, corretti gli errori segnalati nella notifica, deve essere firmato nuovamente e ri-trasmesso.

A fronte di una situazione tutt’altro che piacevole, l’Agenzia delle Entrate in una risposta successiva ha fornito un “suggerimento” per evitare che il problema si verifichi:

“Qualora la gestione delle notifiche di scarto di file molto voluminosi risulti complessa, e⁄o si voglia evitare di trasmettere più volte una grande quantità di dati, si suggerisce di costruire file di dimensioni ridotte (per esempio contenenti le fatture ricevute da un unico fornitore o le fatture emesse nei confronti di un solo cliente).

I file possono essere trasmessi singolarmente oppure con un unico invio (si firmano singolarmente e si raccolgono in un archivio compresso [zip], o si firma solo l’archivio), sarà quindi prodotta una notifica per ciascun file, e, in caso di scarto, dovranno essere corretti e trasmessi nuovamente solo i dati dei file scartati.”

Spesometro: è possibile integrarlo con nuove fatture dopo l’invio

Chiarimenti non soltanto in caso di errori che comportano l’obbligo di inviare nuovamente i file dello spesometro in caso di scarto: uno dei chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate riguarda la possibilità o meno di integrare la comunicazione dati fatture dopo l’invio.

Bisogna inviare nuovamente tutto il file o è possibile inserire le nuove fatture dello spesometro seguendo una diversa procedura? La FAQ dell’Agenzia delle Entrate prevede che:

“Nel caso specifico, conviene inviare altri documenti XML che contengano esclusivamente i dati delle fatture non ancora trasmessi.

Se i dati di una fattura sono trasmessi più volte in documenti XML differenti (diverso valore dell’hash), vengono accettati e memorizzati come se si trattasse di dati di fatture differenti.

Il controllo sui dati duplicati viene effettuato in un momento successivo, prima dell’esposizione delle informazioni agli utenti.”

Spesometro: invio file in formato zip

Per l’invio telematico dello spesometro, soprattutto in riferimento a contribuenti con molte fatture, è possibile procedre con l’invio del file compresso in formato zip.

L’Agenzia delle Entrate con le FAQ aggiornate chiarisce la procedura per il controllo per i file trasmessi in formato zip:

Una volta che è stato acquisito un file compresso, ciascun file in esso contenuto viene controllato ed è oggetto di una notifica specifica.

La notifica dei file contenuti nel file.zip può essere richiamata dalla sezione consultazione-monitoraggio flussi dell’interfaccia web «Fatture e Corrispettivi», attivando la ricerca tramite l’idfile assegnato allo zip.

Si ricorda inoltre che il file spesometro compresso in formato zip non potrà superare le dimensioni massime di 150 megabytes per il canale FTP e 5 megabytes per gli altri canali così come previsto dal provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 27 marzo 2017.

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