Spese matrimonio, cresima, comunione e battesimo, quali si portano in deduzione nel 730/2026

Nadia Pascale

8 Maggio 2026 - 08:52

Le spese per matrimonio e altre cerimonie religiose, come cresima, comunione e battesimo possono dare luogo ad agevolazioni fiscali come deduzioni e detrazioni. Ecco a cosa fare attenzione.

Spese matrimonio, cresima, comunione e battesimo, quali si portano in deduzione nel 730/2026
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Si possono portare in deduzione o detrazione le spese sostenute per cresima, comunione, matrimonio e battesimo? Questi riti religiosi sono molto comuni in Italia vista la prevalenza di persone aderenti alla religione Cattolica. Quando si celebrano tali eventi è d’uopo effettuare delle oblazioni o meglio donazioni di entità più o meno importante a colui che celebra il rito e/o alla Diocesi. Molti però non sanno che è possibile ottenere un importante risparmio di imposta per queste donazioni utilizzando detrazioni o deduzioni.

Vediamo perché e come fare per portare in deduzione o in detrazione le spese per cresime, comunioni, matrimoni e battesimi.

Deduzioni e detrazioni fiscali per cresima, matrimonio, comunione, battesimo

In occasione delle celebrazioni religiose è d’uso effettuare donazioni, più o meno volontarie, in contanti. Questa strada non consente di ottenere benefici fiscali, ma ciò che molti non sanno è che c’è un’altra strada percorribile, cioè le donazioni tramite conto corrente.

Dal punto di vista prettamente giuridico, le donazioni effettuate sono di spettanza della diocesi o della parrocchia che poi dovrebbe usare tali risorse per motivi “nobili” tra cui restauro del patrimonio artistico e archeologico della chiesa, spese di manutenzione ordinaria e opere caritatevoli.

Ogni diocesi ha un codice Iban e cui è possibile inoltrare le proprie donazioni, in molti casi anche le parrocchie hanno un codice Iban per le offerte. Utilizzando tale canale è possibile ottenere una detrazione. Il codice Iban solitamente è disponibile sul sito della parrocchia o della diocesi, basta digitare su qualsiasi motore di ricerca il nome e la località della parrocchia. Per chi, invece, vuole il vantaggio fiscale della deduzione c’è un’altra possibilità. Vediamo con ordine.

Deduzioni spese cresima, matrimonio, comunione, battesimo

L’art. 10, comma 1, lett. i) e l), del TUIR prevede la possibilità di portare in deduzione le erogazioni liberali in denaro a favore dell’Istituto centrale per il sostentamento del clero della Chiesa cattolica italiana.

Trattandosi di donazioni e non di corrispettivo, ogni persona è libera di chiedere all’officiante di poter utilizzare tale modalità per effettuare la donazione. Affinché si possa ottenere la deduzione, è necessario che il versamento sia effettuato con strumenti di pagamento tracciabili (versamento bancario o postale, carta di debito, di credito, prepagata, assegno bancario o circolare).

Per ottenere la deduzione, dal versamento deve essere rilevabile il carattere di liberalità del versamento effettuato. Occorre precisare che è previsto un limite, infatti, la deduzione può essere fatta valere fino a un importo massimo di 1.032,91 euro. La deduzione deve essere indicata nel rigo E24 del modello 730/2026.

La deduzione comporta una riduzione della base imponibile pari all’importo erogato. Deve essere ricordato che in questo caso ci occupiamo di donazioni in favore della Chiesa Cattolica in occasione di cerimonie prettamente correlate a tale religione, ma è possibile ottenere deduzioni anche per donazioni effettuate ad altre confessioni religiose, ad esempio Unione Buddista Italiana, Unione Induista Italiana, Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia (UCEBI); Chiesa Evangelica Luterana in Italia (CELI); Unione Comunità Ebraiche in Italia (UCEI).

Detrazioni fiscali per cresima, matrimonio, comunione e battesimo

Per chi desidera che la donazione vada a favorire la propria diocesi la strada è un’altra, cioè donazioni alla diocesi di appartenenza o alla parrocchia. Anche in questo caso il versamento deve essere effettuato con strumenti di pagamento tracciabili, ma in questo caso non si ottiene una deduzione, ma una detrazione.

La detrazione per le donazioni in favore delle ONLUS e delle iniziative umanitarie, laiche o religiose, gestite da associazioni, fondazioni, comitati ed enti individuati con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri sono disciplinate dall’articolo 15, comma 1.1 del TUIR. Corrispondono al 26% dell’importo versato. La detrazione deve essere indicata nel Rigo E8/E10, cod. 61 del modello Redditi 730/2026.

La conferma delle agevolazioni fiscali per chi effettua donazioni alla Chiesa è in una nota della Camera dei Deputati.

Riordino delle detrazioni fiscali

Nell’effettuare le donazioni in occasione di celebrazioni religiose come comunioni, matrimoni, battesimi, cresime, occorre prestare attenzione al taglio e riordino alle detrazioni che entra in vigore dall’anno di imposta 2025 e, quindi, nella dichiarazione 2026. L’attenzione deve essere posta anche alla compilazione del quadro E.

Nella Legge di Bilancio 2025 è previsto dall’anno d’imposta 2025, quindi, dalla dichiarazione del 2026 il riordino delle detrazioni fiscali con il taglio delle agevolazioni per i titolari di reddito superiore a 75.000 euro.

Per tali soggetti la spesa massima su cui applicare le detrazioni è di 14.000 euro per i redditi compresi tra 75.000 euro e 100.000 euro. Scende a 8.000 euro per redditi compresi tra 100.000 euro e 120.000 euro.

Deve essere però applicato il quoziente familiare, quindi, la spesa massima diminuisce in assenza di figli o con uno o due figli.

Trovano applicazione dei coefficienti basati sul numero dei figli. Il coefficiente è 1 se ci sono 3 o più figli a carico, quindi, solo in questo caso si possono ottenere le detrazioni sulle spese massime ora viste.

In assenza di figli è applicato il coefficiente 0,50, quindi, gli importi sono ridotti alla metà: 7.000 euro per chi ha un reddito compreso tra 75.000 euro e 100.000 euro e 4.000 euro per chi ha un reddito superiore a 100.000 euro e fino a 120.000 euro.
In presenza di un solo figlio è applicato il coefficiente 0,70. Ne consegue che per la prima fascia la spesa massima su cui calcolare la detrazione è di 9.800 euro e scende a 5.600 euro per i redditi superiori a 100.000 euro.

Infine, in presenza di due figli a carico è applicato il coefficiente 0,85 e la spesa massima su cui applicare la detrazione è di 11.900 euro per i redditi compresi tra 75.000 euro e 100.000 euro e 6.800 euro in caso di reddito superiore a 100.000 euro.

Il nuovo quadro E del modello 730/2026 prevede la casella “Riordino delle detrazioni non automatizzato” selezionando tale opzione il contribuente “annulla” il calcolo automatizzato delle detrazioni messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate e sceglie autonomamente, in base alle proprie esigenze e nei limiti prima visti, di quali detrazioni avvalersi.

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