Spese condominiali detraibili dal 730/2026, elenco e istruzioni per usufruirne

Nadia Pascale

6 Marzo 2026 - 11:37

Dal 30 aprile è disponibile il modello 730/2026 precompilato, ecco le detrazioni per le spese condominiali che possono abbassare l’Irpef con le detrazioni.

Spese condominiali detraibili dal 730/2026, elenco e istruzioni per usufruirne

Le spese condominiali sono detraibili nel 730/2026? La prima cosa da sottolineare è che nel modello 730/2026 si portano in detrazione le spese del 2025, tenendo in considerazione le norme in vigore in tale anno di imposta.

Proprio dal 2025 entra in vigore il riordino delle detrazioni fiscali con importanti novità per quanto riguarda il quoziente familiare. Tali novità per la prima volta trovano applicazione con la dichiarazione dei redditi 2026.
Per questo motivo tali novità meritano un breve cenno qui.
A partire dal 2026, gli oneri e le spese sostenuti sono ammessi in detrazione entro un limite specifico, il limite appplicato per redditi superiori a 75.000 euro.

Il valore base è pari a:

  • 14.000 euro, se il reddito complessivo del contribuente è superiore a 75.000 euro e fino a 100.000 euro;
  • 8.000 euro, se il reddito complessivo del contribuente è superiore a 100.000 euro.

Fatta questa breve premessa, vediamo quali sono le spese condominiali detraibili e quali documenti servono per ottenere gli sgravi fiscali.

Quali sono le spese condominiali detraibili nel 730/2026?

Chi è parte in un condominio sa che ci sono spese da sostenere per la gestione delle parti comuni, ciò che molti non sanno è che alcune di queste possono essere portate in detrazione al momento della dichiarazione dei redditi. Questo implica che tali somme permettono di ottenere un risparmio di imposta che può anche essere notevole.

Le spese condominiali che possono essere portate in detrazione sono le stesse che qualunque proprietario di immobili può ottenere. In questo caso per determinare l’ammontare del beneficio fiscale di cui si può usufruire, è necessario tenere in considerazione le quote millesimali, vediamo ora le spese di condominio detraibili nel modello 730/2026.

Nel caso in cui i lavori siano eseguiti sulla singola unità immobiliare e sostenuti dal proprietario o da chi ha un diritto reale di godimento, è possibile avvalersene in autonomia nella propria dichiarazione dei redditi, vi sono però anche spese sulle parti comuni che è possibile portare in detrazione.

Si tratta di:

  • interventi di ristrutturazione degli edifici;
  • bonus sicurezza;
  • ecobonus;
  • superbonus;
  • bonus sisma;

Detrazioni per ristrutturazioni e bonus sicurezza

Le spese che si possono portare in detrazione nella dichiarazione dei redditi del 2026 sono quelle sostenute nel 2025. Occorre, quindi, fare riferimento alle detrazioni vigenti in tale anno.

Tra gli interventi che possono portare a un risparmio di imposta vi sono le spese sostenute per la ristrutturazione delle parti comuni del condominio. Si parla in questo caso di bonus ristrutturazioni.

Ricordiamo che per il bonus ristrutturazione, come per le altre agevolazioni fiscali legate alla ristrutturazione degli immobili, tra cui ecobonus, sismabonus, etc, non è più possibile avvalersi della cessione del credito e dello sconto in fattura. Il tutto a partire dal decreto “Blocca cessioni” del mese di febbraio 2023.
Di conseguenza, per le spese sostenute dopo il 17 febbraio 2023 è possibile ottenere le agevolazioni fiscali nella dichiarazione dei redditi maturati nel 2025 solo con le detrazioni dalla propria imposta Irpef con modello 730/2026.

I lavori di ristrutturazione edile possono ottenere la detrazioni fino al 50% delle spese sostenute e non vi sono particolari condizioni, infatti, questo bonus non è legato a efficientamento energetico. Vi è però il limite di spesa dei 96.000 euro.

Il bonus sicurezza ha le stesse caratteristiche, cioè consente di portare in detrazione le spese sostenute per aumentare la sicurezza di un immobile.
Può essere sfruttato per la sostituzione degli infissi con modelli che abbiano vetri antisfondamento, portoni blindati, impianti di video-sorveglianza, impianti di allarme, casseforti. Anche in questo caso la detrazione è al 50%.
Naturalmente il bonus sicurezza può essere utilizzato dai condomini solo per le spese effettuate sulle parti comuni.

Superbonus ed ecobonus detraibili tra le spese condominiali

Il 2025 è stato l’ultimo anno in cui vi era la possibilità di avvalersi del Superbonus. La percentuale di sgravio fiscale di cui fruire nella dichiarazione del 2026, per i lavori eseguiti nel 2025 è del 65%. Ricordiamo che per ottenere i vantaggi fiscali legati al Superbonus è necessario che i lavori eseguiti consentano di ottenere il recupero di almeno due classi energetiche.

Nel caso in cui si effettuino lavori volti all’efficientamento energetico, sebbene senza il recupero di due classi, su parti comuni del condominio, ad esempio sostituzione degli infissi, realizzazione del tetto, oppure cappotto termico, è possibile avvalersi del bonus ristrutturazioni che ha di fatto inglobato l’ecobonus.

Si ricorda che, trattandosi di detrazioni pluriennali, nel 730/2026 è possibile continuare a fruire delle detrazioni maturate negli anni precedenti al 2025, ad esempio nel 2023, ottenendo le percentuali di agevolazione prevista in quell’anno di imposta. Per i lavori nel 2023 è possibile ottenere il Superbonus con aliquota al 90%, in questo caso la prima dichiarazione utile era quella del 2024, nel 2025 si percepisce la seconda rata, nel 2026 la terza con tale aliquota.

Per i lavori eseguiti nel 2024, la percentuale prevista per il Superbonus era del 70%, inoltre, per i lavori eseguiti nel 2024 era possibile fruire dell’ecobonus con una percentuale di detrazione dal 50% al 65%. Chi ha effettuato i lavori in tali anni fruisce delle aliquote di agevolazione previste per tali anni di imposta.

Dall’anno di imposta 2025, come visto, le aliquote sono tutte ridotte e di fatto concentrate sul bonus ristrutturazioni.

Il bonus sisma può essere portato in detrazione nel 730/2026?

La Legge di Bilancio per il 2025 ha prorogato il bonus sisma fino al 2027. C’è però una novità perché l’aliquota della detrazione è unica a prescindere dalla riduzione del rischio sismico. Nel 2025 il sismabonus ha un’aliquota del 50% per le prime case e del 36% per le abitazioni diverse dalla prima casa e gli immobili non residenziali.
Per i lavori eseguiti nel 2025, la prima dichiarazione utile per avvalersi del bonus sisma è il modello 730/2026, ma le aliquote sono quelle appena viste, basse rispetto al passato e identiche al bonus ristrutturazioni.

Le spese per le pulizie condominiali sono detraibili?

Tutti i condomini si trovano a dover far fronte alle spese per le pulizie delle parti comuni, come le scale, gli ascensori e gli spazi verdi. Nell’arco dell’anno le spese sostenute possono diventare di un certo tenore, proprio per questo sono in molti a chiedersi se tali somme possono essere portate in detrazione.

A questo punto è essenziale distinguere tra spese ordinarie e spese straordinarie. Le spese straordinarie sono quelle viste finora, mentre le spese ordinarie non sono altro che lavori di manutenzione che non apportano modifiche strutturali all’edificio.

Fatta questa distinzione, chiariamo che le spese ordinarie, ad esempio la pulizia delle scale, non possono essere portate in detrazione.

C’è però una “eccezione”, infatti, per i condomini titolari di partita Iva che nell’edificio esercitano attività professionale, le spese di ordinaria manutenzione possono essere considerate dei costi inerenti l’attività. Ne consegue che i professionisti possono dedurre i costi.

Tale scelta non è fattibile per coloro che sono in regime forfettario, in questo caso la deduzione delle spese è forfettaria, non analitica, e basata sui coefficienti di redditività. Nel caso in cui vi sia un uso promiscuo dell’appartamento, ad esempio studio professionale in casa, i costi per la manutenzione ordinaria sono considerati al 50%.

Come avvalersi delle spese condominiali detraibili nel modello 730/2026

Le quote di detrazione delle spese condominiali fruibili nel 730/2026 sono determinate generalmente dall’amministratore di condominio. Le stesse sono calcolate avendo come riferimento la quota millesimale degli aventi diritto. Ricordiamo che possono usufruire delle detrazioni coloro che hanno sostenuto le spese, si può trattare dei proprietari, ma anche soggetti che hanno diritti reali di godimento, tipo usufruttuari, locatari e comodatari.

Nel caso di immobile in comproprietà, tutti i proprietari possono avvalersi della detrazione, ma a condizione che risulti che abbiano partecipato alle spese.

L’amministratore di condominio deve prestare attenzione alle incombenze che ricadono su di lui, infatti, affinché i condomini possano avvalersi delle detrazioni fiscali, deve effettuare un cosiddetto bonifico per detrazione fiscale, da esso deve risultare:

  • codice fiscale del condominio o numero di partita Iva;
  • causale del versamento.

L’amministratore deve comunicare all’Agenzia delle Entrate per via telematica:

  • scheda dei lavori effettuati;
  • quote spettanti a ogni condomino.

I condomini, per potersi a loro volta avvalere della detrazione, devono pagare le quote spettanti, ricevono così la dichiarazione redatta dall’amministratore indicante le somme versate da ogni condomino.
I condomini morosi non possono ottenere le detrazioni fiscali per le spese condominiali detraibili.
L’amministratore deve avere cura di conservare tutta la documentazione per 10 anni.

Dal punto di vista pratico per potersi avvalere delle detrazioni è necessario compilare il quadro E, sezione III del modello 730/2026.

Ricordiamo che, essendo detrazioni Irpef, le stesse citate in questo articolo possono essere fruite anche da chi utilizza per la dichiarazione il modello Redditi Persone Fisiche.

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