Nessuna variazione sui tassi di interesse. Questa è stata la decisione presa dal FOMC e commentata durante la successiva conferenza dal presidente della Federal Reserve, Jerome Powell.
I motivi? I soliti: forza economica e inflazione persistente. Le borse hanno approfittato di questa notizia per registrare ulteriori rialzi e l’S&P500 ha nuovamente superato i massimi.
Ma questo mercato è sostenibile?
La decisione del FOMC e le nuove prospettive sui tassi
Il Federal Open Market Committee (FOMC) ha confermato il tasso sui fondi federali al 5,25%-5,5%, all’unanimità. Anche in questo caso, il Fed Watch Tool del CME ha saputo evidenziare con presumibile certezza la direzione dei tassi, rimasti invariati rispetto alla decisione presa dalla stessa commissione il 31 gennaio. La stima espressa nel riepilogo delle proiezioni economiche dei funzionari della Fed indica però ancora la possibilità di uno o più tagli, per un totale di circa tre quarti di punto quest’anno. I motivi sono sempre i soliti: forza economica e un’inflazione appiccicosa. Il presidente della Fed, Jerome Powell, prosegue quindi a ripetere al mercato il solito mantra, «è troppo presto per cantare vittoria», nonostante sia indubbio che gli sforzi della banca centrale statunitense abbiano dato i loro frutti in questi anni.
È stato fatto riferimento anche alla stretta quantitativa (QT), e il presidente Powell sembra aver fatto riferimento a un prossimo rallentamento. In sostanza, niente di nuovo sul fronte della politica monetaria.
S&P500: cosa è accaduto in seguito della decisione del FOMC?
Gli indici globali hanno mantenuto la parità fino all’uscita del dato sul tasso d’interesse e durante la conferenza di Powell, l’S&P500 ha iniziato a salire, fino a chiudere in rialzo dello 0,9%. Niente è cambiato, i tassi restano ai massimi, le obbligazioni nei territori dei minimi e il mercato azionario utilizza ogni possibile scusa per generare nuovi rialzi. È una situazione sostenibile? Non è facile rispondere a questa domanda, ma i soli rialzi di un mercato azionario non significano necessariamente la nascita di una bolla, sarebbe troppo riduttivo. In effetti, se la Fed non abbassa i tassi, significa proprio che l’economia sta andando bene, anche a questi livelli di tasso, e che le aziende mantengono un certo grado di profittabilità.
Il mercato automaticamente sconta nel prezzo questa evidenza. Ma è troppo presto forse per cantare vittoria: spesso, la reazione immediata delle borse a una notizia esterna non è quella che segue nelle sessioni successive, dato che il mercato gioca proprio sulla formazione delle aspettative. Per comprendere appieno il sentiment del mercato, nei prossimi mesi prima del FOMC, le sessioni a venire saranno fondamentali.
S&P500, 1D
Grafico a candele giornaliere dell'indice S&P500. Fonte: baha.com