S&P 500 a 7.000 punti a fine 2025. Ma attenzione a questi 3 rischi

Claudia Cervi

17 Settembre 2025 - 06:11

Ecco quando il rally (apparentemente infinito) di Wall Street potrebbe finire. I dati da guardare sono questi, secondo gli analisti.

S&P 500 a 7.000 punti a fine 2025. Ma attenzione a questi 3 rischi

L’S&P 500 sembra aver dimenticato la parola “correzione”. Da mesi si parla di un mercato drogato dall’euforia, sospeso tra i tagli dei tassi della Fed, la resilienza sorprendente dell’economia americana e la convinzione che il peggio sia ormai alle spalle. Ogni volta che qualcuno scommette su una correzione, l’S&P 500 risponde con nuovi massimi.

Le grandi banche d’affari continuano ad aggiornare al rialzo i target per l’indice di Wall Street: c’è chi vede i 6.500 come approdo naturale e chi addirittura ipotizza la soglia simbolica dei 7.000/7.100 punti entro la fine del 2025 (Oppenheimer). Numeri che alimentano il sogno di un bull market infinito. Ma quanto può durare ancora?

La storia insegna che le crisi arrivano quando nessuno se le aspetta. Nel 2007 i listini bruciavano record su record, pochi mesi prima del crollo di Lehman. Oggi non si intravedono le stesse ombre, ma ci sono 3 elementi che, se sottovalutati, potrebbero detonare improvvisamente con un effetto domino devastante.

Grafico S&P 500 Grafico S&P 500 Fonte Tradingview

1) Primo rischio: il lavoro rallenta

L’America vive da anni sulla forza del suo mercato del lavoro. È lì che si misura la fiducia dei consumatori e la capacità di tenere in piedi i consumi, vero motore della crescita statunitense. Ma gli ultimi dati hanno fatto scattare più di un campanello d’allarme. Le buste paga non agricole sono cresciute molto meno delle attese (22.000 nuovi posti ad agosto rispetto ai +75.000 previsti).

Per ora Wall Street interpreta questi segnali come una conferma che la Fed potrà continuare a tagliare i tassi senza far deragliare la crescita, ma il rischio è che rallenti troppo innescando un circolo vizioso: minori consumi, utili sotto pressione, sentiment in calo. È il paradosso di un mercato che oggi festeggia il “soft landing”, ma che domani potrebbe dover fare i conti con un “hard landing” non più così improbabile.

2) Utili in rallentamento

La stagione delle trimestrali ha spinto Wall Street al rialzo, con l’80% delle aziende che ha battuto le attese degli analisti e una crescita media degli utili vicina al 9% rispetto allo scorso anno. Ma basta guardare un po’ più a fondo per scoprire che il quadro è meno roseo di quello che sembra. La maggior parte della crescita è concentrata nelle big tech, che da sole spostano l’ago della bilancia dell’S&P 500. Per i restanti 493 titoli, gli utili sono appena in crescita, segno che la spinta del mercato è sempre più ristretta a un gruppo selezionato di aziende. Un rally costruito su basi così sbilanciate può diventare fragile: basta un passo falso di uno dei big player per innescare una correzione più ampia di quanto ci si aspetti.

3) Terzo rischio: inflazione di ritorno

Un altro spauracchio è l’inflazione, che sembrava ormai domata ma che sta rialzando la testa. L’indice dei prezzi al consumo (CPI) statunitense si è attestato allo 0,4% su base mensile ad agosto, al di sopra dello 0,3% previsto.

inflazione dei beni di base inflazione dei beni di base Fonte ING, Macrobond

L’aumento dei dazi commerciali deciso dalla Casa Bianca si sta già trasferendo sui prezzi al consumo e potrebbe riaccendere la dinamica dei costi nei prossimi mesi. L’indice core, che esclude energia e alimentari, è tornato a salire e gli swap sull’inflazione segnalano attese al 3,3% per l’anno prossimo. Se questa tendenza dovesse consolidarsi, la Federal Reserve potrebbe essere costretta a rallentare il ritmo dei tagli ai tassi o addirittura a fermarsi. Sarebbe un cambio di scenario improvviso. E un mercato che oggi sconta liquidità abbondante e valutazioni generose potrebbe reagire con violenza.

DISCLAIMER
Le informazioni e le considerazioni contenute nel presente articolo non devono essere utilizzate come unico o principale supporto in base al quale assumere decisioni relative agli investimenti. Il lettore mantiene la piena libertà nelle proprie scelte d’investimento e la piena responsabilità nell’effettuazione delle stesse, poiché egli solo conosce la sua propensione al rischio e il suo orizzonte temporale. Le informazioni contenute nell’articolo sono fornite a mero scopo informativo e la loro divulgazione non costituisce e non è da considerarsi un’offerta o sollecitazione al pubblico risparmio.

Argomenti