Dall’AI alla cybersicurezza, dalle startup alle città: al WMF 2026 il confronto tra istituzioni, imprese e territori sulla capacità dell’Europa di costruire il proprio futuro tecnologico.
La sovranità tecnologica europea non è più soltanto un tema legato all’innovazione digitale. È diventata una questione politica, industriale e democratica che riguarda la capacità dell’Europa di affrontare la competizione globale, proteggere infrastrutture strategiche, sviluppare intelligenza artificiale, governare dati e piattaforme e sostenere crescita economica e diritti.
È questo uno dei temi centrali del WMF 2026 - We Make Future, dove il confronto sulla trasformazione digitale si intreccerà con sicurezza, competitività, geopolitica e democrazia. La presenza di rappresentanti delle istituzioni europee, del mondo della ricerca, della cybersicurezza, delle imprese e delle amministrazioni pubbliche racconta infatti un’Europa chiamata non solo a regolamentare il cambiamento tecnologico, ma anche a costruirne infrastrutture, competenze e capacità industriale.
Tra gli ospiti attesi figurano Henna Virkkunen, Vicepresidente esecutiva per Sovranità tecnologica, Sicurezza e Democrazia della Commissione europea; Michiel Scheffer, Presidente del Board dell’European Innovation Council; Lucilla Sioli, Direttrice dell’AI Office della Commissione europea; Francesco Ubertini, Presidente di CINECA; e Bruno Frattasi, Direttore Generale dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale.
Dalla leadership regolatoria alla capacità di costruire
Negli ultimi anni l’Europa ha costruito una propria identità digitale fondata sulla tutela dei dati, sulla responsabilità delle piattaforme e sulla protezione dei diritti. Oggi, però, la competizione globale si gioca anche sulla capacità di sviluppare infrastrutture, trattenere talenti, attrarre investimenti e trasformare la ricerca in industria.
Il nodo centrale è la dipendenza tecnologica. Le regole europee rischiano di essere insufficienti se il continente continua a dipendere da piattaforme, modelli e infrastrutture sviluppati altrove. Per questo la sovranità tecnologica non significa chiusura, ma capacità di scegliere quali tecnologie sviluppare, quali filiere rafforzare e quali competenze costruire.
Il WMF 2026 porterà questo confronto al centro dell’agenda europea, dal rapporto tra tecnologia e geopolitica fino al ruolo di startup, imprese e pubbliche amministrazioni.
Supercalcolo, cybersicurezza e infrastrutture strategiche
Nel tempo dell’intelligenza artificiale, la capacità di calcolo è diventata una risorsa strategica. Senza infrastrutture sicure, gestione autonoma dei dati e potenza computazionale, la sovranità tecnologica rischia di restare incompleta.
La partecipazione di Francesco Ubertini richiama proprio il ruolo del supercalcolo e delle infrastrutture di ricerca come leve per collegare università, imprese, startup e istituzioni.
Accanto al tema del calcolo emerge quello della cybersicurezza. Dati, reti e infrastrutture critiche sono ormai centrali per la sicurezza economica e democratica dei Paesi. Il contributo di Bruno Frattasi porterà al centro del dibattito il rapporto tra sicurezza digitale e autonomia strategica.
Supercalcolo e cybersecurity rappresentano così due facce della stessa sfida: sviluppare tecnologie avanzate e allo stesso tempo proteggerle e governarle.
Startup, imprese e competitività europea
La sovranità tecnologica passa anche dalla capacità di competere. Un continente autonomo sul piano tecnologico deve essere capace di generare imprese innovative, attrarre capitali e trasformare ricerca e innovazione in crescita industriale.
È questo il tema affrontato da Michiel Scheffer e dal confronto con Elena Donazzan, Vicepresidente della Commissione per l’Industria, la Ricerca e l’Energia del Parlamento europeo.
Industria, ricerca, energia e innovazione vengono così lette come parti di una stessa strategia europea per rafforzare competitività e capacità produttiva.
Anche la WMF Startup Competition si inserisce in questo scenario come spazio di connessione tra startup, investitori e istituzioni, con l’obiettivo di sostenere la crescita di nuove realtà innovative e trasformarle in attori competitivi a livello globale.
AI, dati e democrazia
La sovranità tecnologica riguarda anche il rapporto tra tecnologia e qualità della democrazia. Algoritmi, piattaforme digitali e sistemi di intelligenza artificiale influenzano infatti informazione, consenso e partecipazione pubblica.
Per questo il WMF 2026 ospiterà confronti dedicati al rapporto tra AI e nuovi equilibri di potere, con Riccardo Magi, Oreste Pollicino, Marco Cappato e Salvatore Borghese.
Lo stesso tema emergerà nel panel “Privacy, AI e governance dei dati: quali regole per il futuro digitale”, con Brando Benifei, Vincenzo Tiani e Guido Scorza, dedicato al rapporto tra innovazione, diritti digitali e governance europea dei dati.
L’obiettivo è comprendere come costruire tecnologie affidabili, trasparenti e coerenti con i principi democratici europei.
Lo Stato nell’era dell’intelligenza artificiale
L’intelligenza artificiale sta trasformando anche il funzionamento delle istituzioni pubbliche, dalla gestione dei servizi alla sicurezza fino alla giustizia.
Il tema sarà affrontato nel confronto “Verso lo Stato agentico: come l’AI sta trasformando istituzioni e democrazia”, con Monica Palmirani, Simone Maria Parazzoli e Francesco Vecchi.
Al centro del dibattito ci sarà il rapporto tra innovazione tecnologica e responsabilità pubblica: uno Stato che utilizza tecnologie opache o difficili da governare rischia infatti di indebolire trasparenza e fiducia dei cittadini.
Lo stesso vale per il panel “AI, sicurezza e giustizia: come cambia il concetto di prova e indagine”, con Debora Serracchiani, Amedeo Martina del ROS Carabinieri e Jacopo Berti di Rozes, dedicato all’impatto delle tecnologie digitali sui sistemi investigativi e giudiziari.
Territori, città e competenze
La trasformazione tecnologica si misura anche nella capacità dei territori di tradurre innovazione in servizi, lavoro e qualità della vita.
Per questo la presenza di Matteo Lepore, Sindaco di Bologna, e di Vincenzo Colla, Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna, richiama il ruolo delle città e delle Regioni come laboratori della trasformazione digitale.
Lo stesso approccio emerge dal contributo di Elena Mazzoni, Assessora ad Agenda digitale della Regione Emilia-Romagna, e dal panel “Innovazione nei Comuni: servizi, digitale e nuove esperienze per i cittadini”, con Lorenzo Plumari e Sergio Duretti, dedicato all’uso del digitale per migliorare servizi pubblici e rapporto con i cittadini.
Accanto ai Comuni, anche le città metropolitane saranno protagoniste del confronto “Le città metropolitane guidano l’innovazione: verso un’agenda nazionale dai territori”, con Maurizio Carta, Alessia Cappello, Marco Porcedda e Giovanna Iacovone.
Il WMF come piattaforma europea dell’innovazione
Dentro questo scenario il WMF 2026 si propone come una piattaforma di connessione tra istituzioni, imprese, startup, università, investitori e pubbliche amministrazioni.
Dal confronto con la Commissione europea sui temi della sovranità tecnologica ai panel dedicati a cybersicurezza, governance dei dati, AI, startup e territori, il programma dell’evento restituisce una visione dell’innovazione che tiene insieme competitività, diritti, sicurezza e democrazia.
Perché la vera sfida europea non riguarda soltanto il modo in cui regolare il futuro tecnologico, ma soprattutto la capacità di contribuire concretamente a costruirlo.
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