WMF e open innovation, il successo dell’edizione 2025

Redazione

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Il WMF 2025 ha riunito a Bologna 70.000 partecipanti da tutto il mondo per celebrare innovazione, AI e tecnologia con speaker di rilievo, startup e incontri internazionali.

WMF e open innovation, il successo dell'edizione 2025

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Dal 4 al 6 giugno Bologna ha ospitato l’edizione 2025 del WMF - We Make Future, il più grande evento internazionale dedicato a intelligenza artificiale, tecnologia e innovazione digitale. Ideato e organizzato da Search On Media Group, il festival ha registrato numeri da record con oltre 70.000 presenze, più di 700 espositori e stakeholder e circa 1.000 speaker di rilievo internazionale distribuiti su 90 palchi formativi.

L’evento ha ribadito la propria vocazione globale, posizionandosi come un punto di riferimento per imprenditori, startup, investitori e rappresentanti istituzionali da tutto il mondo. La partecipazione di delegazioni provenienti dai diversi continenti ha reso il WMF una piattaforma concreta per il dialogo sull’innovazione, con uno sguardo rivolto alle opportunità di business e cooperazione a livello internazionale.

Diplomazia tecnologica e collaborazioni strategiche al centro della scena

Uno dei momenti più significativi del WMF 2025 è stato il confronto istituzionale sul Mainstage tra Gino Costa, in rappresentanza dell’agenzia Invest in Türkiye, e Héctor José Marroquín Mora, Vice Ministro per l’Integrazione e il Commercio Estero del Guatemala.

A dare un tocco originale all’incontro tra innovazione e networking ci ha pensato la Repubblica di Estonia, che ha promosso il programma e-Residency attraverso un insolito speakeasy allestito nei giardini della Fiera.

Importante anche l’accordo firmato con la Giordania grazie al partner Jusur International, hub tecnologico regionale, che prevede una tappa del WMF International Roadshow nel 2026 e l’organizzazione di un evento ancora più articolato nel 2027.

Presente anche l’Agenzia ICE, che ha facilitato oltre 1.800 incontri B2B tra startup e PMI innovative italiane e internazionali, coinvolgendo 70 venture capitalist provenienti da 16 Paesi.

Ecosistema globale e grandi nomi internazionali

Il respiro internazionale dell’edizione 2025 si è concretizzato anche attraverso la partecipazione di startup e aziende da ben 37 Paesi, con circa il 30% degli espositori provenienti dall’estero. Non sono mancate realtà da mercati emergenti come Mongolia, Ecuador, Guatemala e Albania, accanto a potenze consolidate come Singapore, Canada, Regno Unito e Corea del Sud.

Numerose anche le grandi aziende tech e digitali che hanno preso parte alla manifestazione: da Google a NVIDIA, da Netflix a Klarna, passando per SoftBank, Intel, IBM, Ducati, Yamaha Music Innovations, IIT e persino l’Agenzia Spaziale Europea (ESA).

Il WMF si è così confermato un punto d’incontro strategico tra innovazione, business e tecnologia a livello mondiale. Chi non ha potuto partecipare avrà una nuova occasione l’anno prossimo: l’edizione 2026 è già stata annunciata e si terrà sempre a BolognaFiere, dal 17 al 19 giugno. I Full Ticket, che danno accesso completo a tutte le aree dell’evento, sono già disponibili in offerta a 79€ + IVA fino al 19 giugno 2025.

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L’intellignza artificiale Large Language Model (LLM) è un insieme di olgaritmi capaci di dialogare, mentre DeepSeek è capace di prestizioni similari ma a costo molto inferiore.
L’’intelligenza artificiale è basata sulla logica statistica ottimizando l’efficienza e i costi, con deduzioni matematiche «machine learning» che impara tramite esempi, si è evoluta in «deep learning» che usa le reti neurali, ora ChatGPT.
Nella rete neurale una seguenza di parole calcola qual è la parola successiva più probabile.
Pertanto l’IA prodice informazioni inesatte o fuorvianti, non ammette di non sapere, ma inventa fatti, nomi, date o spiegazioni.
Infatti l’Overfitting avviene quando il modello impara troppo rigidamente dai suoi esempi e si fissa su una risposta inadeguata.
Mentre DeepSeek raggiunge i suoi risultati utilizzando varie tecniche di ottimizzazione, servendosi di un’architettura basata su diversi reti più piccole che collaborano in parallelo, apprendendo da reti «maestre» più grandi e già addestrate, con una tecnica di distillazione, riducendo il numero di vaiabili elaborate (pesi e nodi), con ottime prestazioni a basso costo, ma distillando le altre reti.
Nelle machine learning è impossibile identificare l’architettura ideale.
L’enorme capacità statistica delle reti moderne hanno bisogno di reti logiche, rispettando automaticamente la legislazione esistente.
IA non è un oracolo ma una struttura aleatoria.

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