Sondaggi politici, l’analisi degli ultimi giorni: è sempre il PD il partito da battere

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Sondaggi politici, l'analisi degli ultimi giorni: è sempre il PD il partito da battere

Sondaggi politici, l’analisi delle ultime rilevazioni effettuate: facendo una media, i 5 Stelle sono sempre il primo partito ma con il Rosatellum il PD può ottenere la maggioranza.

Sondaggi politici, l’analisi delle ultime rilevazioni effettuate: facendo una media il Movimento 5 Stelle è sempre il primo partito in Italia, ma con il Rosatellum il Partito Democratico può ottenere la maggioranza alle prossime elezioni.

C’è grande fermento nell’ambiente politico italiano. La decisione di Matteo Renzi di rompere gli indugi in materia di legge elettorale proponendo il Rosatellum, che sarà in Parlamento lunedì 5 giugno e che si cercherà di approvare prima di luglio, ha scosso quel rassicurante torpore dietro il quale molti partiti si erano adagiati negli ultimi mesi.

Il tempo della melina infatti sembrerebbe essersi concluso, tanto che sono iniziati frenetici incontri per delineare quale strategia politica da mettere in campo visto che ormai, salvo sorprese al Senato, finalmente si è capito quali saranno le regole del gioco.

Per capire meglio quale potrebbe essere lo scenario futuro, abbiamo voluto prendere in esame tre sondaggi politici che sono stati effettuati negli ultimi giorni, traendone una media che può essere molto indicativa per capire le reali forze in campo con il Rosatellum.

Sondaggi politici: l’analisi delle ultime rilevazioni

A lungo si è dibattuto sulla reale validità ed efficacia dei sondaggi politici, soprattutto dopo alcuni clamorosi abbagli capitati anche in Italia negli scorsi anni. Le previsioni invece sul Referendum del 4 dicembre e sulle elezioni in Francia, ci hanno fatto capire che le attuali indagini sono molto attendibili.

Abbiamo voluto allora prendere in considerazione tre autorevoli sondaggi politici realizzati negli ultimi giorni: EMG Acqua per Tg La7, Tecnè per Porta a Porta e Index Research per PiazzaPulita.

Facendo una media tra questi tre sondaggi, si può dire che tra le mani potremmo avere la probabile percentuale che ogni partito al momento raccoglierebbe se si dovesse andare al voto oggi.

EMG Acqua

  • Movimento 5 Stelle 29,6%
  • Partito Democratico 28,1%
  • Forza Italia 13,3%
  • Lega Nord 12,9%
  • Fratelli d’Italia 4,3%
  • Movimento Democratici e Progressisti 3,1%
  • Alternativa Popolare 2,6%
  • Sinistra Italiana 2%

Tecnè

  • Movimento 5 Stelle 32%
  • Partito Democratico 27%
  • Forza Italia 12,5%
  • Lega Nord 12%
  • Fratelli d’Italia 4,5%
  • Movimento Democratici e Progressisti 3,5%
  • Alternativa Popolare 2,5%
  • Sinistra Italiana 2%

Index Research

  • Movimento 5 Stelle 29,5%
  • Partito Democratico 27,1%
  • Forza Italia 13,2%
  • Lega Nord 12,2%
  • Fratelli d’Italia 4,8%
  • Movimento Democratici e Progressisti 3,6%
  • Alternativa Popolare 2,3%
  • Sinistra Italiana 2,1%

Media tra i tre sondaggi

  • Movimento 5 Stelle 30,4%
  • Partito Democratico 27,4%
  • Forza Italia 13%
  • Lega Nord 12,4%
  • Fratelli d’Italia 4,5%
  • Movimento Democratici e Progressisti 3,4%
  • Alternativa Popolare 2,5%
  • Sinistra Italiana 2%

Analizzando questi dati, è chiaro come il Movimento 5 Stelle, il centrodestra unito e il Partito Democratico assieme ad altre forze centriste o Pisapia, siano tutti in pratica alla pari attorno al 30%.

Una situazione del genere determinerebbe nel caso si andasse a votare con l’attuale legge elettorale, ovvero il Legalicum esteso anche al Senato come sponsorizzato dai 5 Stelle e da Forza Italia, non solo che non ci sarebbe un vincitore al termine del voto, ma che non sarebbero possibili formare neanche governi di larghe intese.

Cosa succederebbe invece con il Rosatellum? Anche se al momento viene dato dietro al Movimento 5 Stelle, il Partito Democratico sarebbe il grande favorito per la vittoria elettorale, con solo il centrodestra capace di poterlo contrastare.

Media sondaggi politici, PD favorito

Prima di entrare nel dettaglio del Rosatellum, va fatta una considerazione sull’andamento fatto registrare dai vari sondaggi politici negli ultimi tempi. Le crescite e i cali fatti registrare in alternanza da tutti i partiti, ci consegnano un paese molto indeciso.

La fine dei grandi partiti di massa ha confuso molto l’elettorato, che adesso non si riconosce più in un simbolo ma in una persona. Facile quindi che si possa cambiare idea su chi votare anche in maniera continua.

Detto questo, se dovesse essere approvato il Rosatellum per la metà dei seggi assegnati tramite il metodo maggioritario si andrebbe a rivivere una sfida simile a quelle delle elezioni amministrative.

Considerando che il Movimento 5 Stelle amministra soltanto una manciata di città, si può dire che la maggior parte di questi collegi andrebbero a finire al PD, con il carroccio al Nord e Forza Italia al Sud che si spartirebbero il resto.

In una situazione del genere, una coalizione di centrosinistra guidata dal Partito Democratico di Matteo Renzi potrebbe avere grandi chance di vittoria, anche se molto poi dipenderà da come si svolgerà la campagna elettorale.

In quest’ottica, molto importanti risulterebbero le varie alleanze locali con le grandi manovre in questo senso che già sono iniziate anche al Senato, dove il PD è sempre alla ricerca dei voti necessari per approvare questa legge elettorale.

La forte contrarietà di Bersani al Rosatellum e la creazione da parte di alcuni senatori centristi guidati da Quagliariello di un nuovo gruppo chiamato Federazione della Libertà, ostico anch’esso alla nuova legge elettorale, fa capire che i partitini minori sono pronti alle barricate visto la paventata soglia di sbarramento fissata al 5%, che di fatto li escluderebbe tutti dal prossimo Parlamento.

Se dovesse naufragare anche il Rosatellum, con ogni probabilità si andrebbe a votare con l’attuale sistema elettorale, che garantirebbe solo l’ingovernabilità e una rielezione sicura di gran parte degli attuali parlamentari visto i capilista bloccati.

Vedremo dunque come finirà questa partita riguardante la legge elettorale, dove più che il meglio per il paese ogni partito in questo momento sembrerebbe pensare soltanto al proprio orticello.

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