Elezioni amministrative 2017: risultati ballottaggi, comuni, sondaggi e modalità

Elezioni amministrative 2017: i risultati dei ballottaggi, i comuni interessati, i sondaggi e le modalità della tornata elettorale che riguarderà nel totale più di 9 milioni di italiani.

Elezioni amministrative 2017: risultati ballottaggi, comuni, sondaggi e modalità

Elezioni amministrative 2017: tutti i risultati dei ballottaggi, i comuni interessati dalla tornata elettorale, le modalità e le date di questo voto molto delicato che sarà una sorta di prova generale prima delle prossime elezioni politiche.

Saranno 1.021 i comuni del nostro paese che saranno chiamati al voto per queste elezioni amministrative 2017, per un totale di 9.261.142 cittadini italiani che dovranno scegliere quali saranno i loro nuovi amministratori.

Dopo il primo turno che si è svolto domenica 11 giugno, il ballottaggio previsto per quei comuni sopra i 15.000 abitanti dove nessun candidato ha ottenuto la maggioranza assoluta, si terrà domenica 25 giugno.

Ecco di seguito i ballottaggi in programma e tutti i risultati definitivi del primo turno nei comuni capoluogo e, cliccando su ogni singolo Comune nell’elenco più in basso, si potrà nel dettaglio l’esito specifico di ogni città impegnata in questo voto.

Elezioni amministrative 2017: ballottaggi e risultati

Lecce

  • Mauro Giliberti (cdx) - 45,24%
  • Carlo Salvemini (csx) - 54,76%

Genova

  • Marco Bucci (cdx) - 55,24%
  • Gianni Crivello (csx) - 44,76%

Verona

  • Fedreico Sboarina (cdx) - 58,11%
  • Patrizia Bisinella (Fare!) - 41,89%

Catanzaro

  • Sergio Abramo (cdx) - 35,61%
  • Vincenzo Ciconte (csx) - 64,39%

Padova

  • Massimo Bitonci (cdx) - 48,16%
  • Sergio Giordani (csx) - 51,84%

Parma

  • Federico Pizzarotti (civico) - 57,87%
  • Paolo Scarpa (csx) - 42,13%

L’Aquila

  • Americo Di Benedetto (csx) - 46,48%%
  • Pierluigi Biondi (cdx) - 53,52%

La Spezia

  • Pierluigi Peracchini (cdx) 59,98%
  • Paolo Manfredini (csx) - 40,02%

Taranto

  • Stefania Baldassarri (cdx) - 49,09%
  • Rinaldo Melucci (csx) - 50,91%

Trapani

  • Piero Savona (csx) quorum non raggiunto*

Alessandria

  • Maria Rita Rossa (csx) - 44,32%
  • Gianfranco Cuttica di Revigliasco (cdx) - 55,68%

Belluno

  • Jacopo Massaro (civico) - 63,15%
  • Paolo Gamba (cdx) - 36,85%

Como

  • Mario Landriscina (cdx) - 52,68%
  • Maurizio Traglio (csx) - 47,32%

Asti

  • Maurizio Rasero (cdx) - 54,90%
  • Massimo Cerruti (M5S) - 45,10%

Lodi

  • Carlo Gendarini (csx) - 43,10%
  • Sara Casanova (cdx) - 56,90%

Monza

  • Roberto Scanagatti (csx) - 48,67%
  • Dario Allevi (cdx) - 51,33%

Piacenza

  • Patrizia Barbieri (cdx) - 58,54%
  • Paolo Rizzii (csx) - 41,46%

Lucca

  • Alessandro Tambellini (csx) - 50,52%
  • Remo Santini (cdx) - 49,48%

Rieti

  • Antonio Cicchetti (cdx) - 50,20%
  • Simone Petrangeli (csx) - 49,80%

Oristano

  • Andrea Lutzu (cdx) - 65,29%
  • Maria Obinu (csx) - 34,71%

Carrara

  • Francesco De Pasquale (M5S) - 65,57%
  • Andrea Zanetti (csx) - 34,43%

Pistoia

  • Samuele Bertinelli (csx) - 45,72%%
  • Alessandro Tamasi (cdx) - 54,28%

Gorizia

  • Rodolfo Ziberna (cdx) - 59,79%
  • Roberto Collini (csx) - 40,21%

*A Trapani il candidato di centrodestra Mimmo Fazio, risultato il più votato al primo turno, non ha presentato in tempo la lista dei suoi assessori vedendosi così escludere dal ballottaggio. In lizza quindi ci sarà soltanto Piero Savona, che verrà eletto se si raggiungerà il quorum del 50% più uno dei votanti.

Elezioni amministrative 2017: i risultati definitivi del primo turno

I risultati ufficiali del primo turno queste elezioni amministrative 2017.

Palermo

  • Orlando (csx) 46,28%
  • Ferrandelli (cdx) 31,19%
  • Forello (M5S) 16,27%

Lecce

  • Mauro Giliberti (cdx) - 45,22%
  • Carlo Salvemini (csx) - 28,97%
  • Alessandro Delli Noci (centro) - 16,9%

Genova

  • Marco Bucci (cdx) 38,8%
  • Gianni Crivello (csx) 33,39%
  • Luca Pirondini (M5S) 18,07%

Verona

  • Fedreico Sboarina (cdx) - 29,26%
  • Patrizia Bisinella (Fare!) - 23,54%
  • Orietta Salemi (csx) - 22,48%

Catanzaro

  • Sergio Abramo (cdx) - 39,59%
  • Vincenzo Ciconte (csx) - 30,98%
  • Nicola Fiorita (civico) - 23,36%

Padova

  • Massimo Bitonci (cdx) - 40,21%
  • Sergio Giordani (csx) - 29,95%
  • Arturo Lorenzoni (sinistra) - 22,82%

Parma

  • Federico Pizzarotti (civico) - 34,78%
  • Paolo Scarpa (csx) - 32,73%
  • Laura Cavandoli (cdx) - 19,27%

L’Aquila

  • Americo Di Benedetto (csx) - 47,07%
  • Pierluigi Biondi (cdx) - 35,84%
  • Carla Cimoroni (sinistra) - 6,30%

La Spezia

  • Pierluigi Peracchini (cdx) - 32,61%
  • Paolo Manfredini (csx) - 25,07%
  • Lorenzo Forcieri (csx) - 9,19%

Taranto

  • Stefania Baldassarri (cdx) - 22,27%
  • Rinaldo Melucci (csx) - 17,92%
  • Mario Cito (destra) - 12,46%

Trapani

  • Mimmo Fazio (cdx) - 31,79%
  • Piero Savona (csx) - 26,27%
  • Antonio D’Alì (cdx) - 23,46%

Alessandria

  • Maria Rita Rossa (csx) - 31,94%
  • Gianfranco Cuttica di Revigliasco (cdx) - 30,25%
  • Michelangelo Serra (M5S) - 12,31%

Cuneo

  • Federico Borgna (csx) - 59,65%
  • Giuseppe Menardi (cdx) - 14,02%
  • Nello Fierro (sinistra) - 9,68%

Belluno

  • Jacopo Massaro (civico) - 46,14%
  • Paolo Gamba (cdx) - 25,43%
  • Franco Gidoni (Lega Nord) - 11,23%

Como

  • Mario Landriscina (cdx) - 34,73%
  • Maurizio Traglio (csx) - 26,88%
  • Alessandro Rapinese (civico) - 22,6%

Frosinone

  • Nicola Ottaviani (cdx) - 56,1%
  • Fabrizio Cristofari (csx) - 27,47%
  • Christian Bellincampi (M5S) - 7,07%

Asti

  • Maurizio Rasero (cdx) - 47,67%
  • Massimo Cerruti (M5S) - 15,30%
  • Angela Motta (csx)

Lodi

  • Carlo Gendarini (csx) - 30,62%
  • Sara Casanova (cdx) - 27,32%
  • Lorenzo Maggi (cdx) - 15,49%

Monza

  • Roberto Scanagatti (csx) - 39,91%
  • Dario Allevi (cdx) - 39,84%
  • Danilo Sindoni (M5S) - 7,64%

Piacenza

  • Patrizia Barbieri (cdx) - 34,78%
  • Paolo Rizzi (csx) - 28,19%
  • Massimo Trespidi (cdx) - 13,71%

Lucca

  • Alessandro Tambellini (csx) - 37,48%
  • Remo Santini (cdx) - 34,96%
  • Fabio Barsanti (CasaPound) - 7,84%

Rieti

  • Antonio Cicchetti (cdx) - 47,29%
  • Simone Petrangeli (csx) - 41,78%
  • Giosuè Calabrese (civico) - 5,28%

Oristano

  • Andrea Lutzu (cdx) - 29,6%
  • Maria Obinu (csx) - 21,84%
  • Vincenzo Pecoraro (centro) - 17,05%

Carrara

  • Francesco De Pasquale (M5S) - 27,27%
  • Andrea Zanetti (csx) - 25,28%
  • Andrea Vannucci (csx) - 15,16%

Pistoia

  • Samuele Bertinelli (csx) - 37,52%
  • Alessandro Tamasi (cdx) - 26,68%
  • Roberto Bartoli (csx) - 11,27%

Gorizia

  • Rodolfo Ziberna (cdx) - 49,88%
  • Roberto Collini (csx) - 22,68%
  • Federico Portelli (civico) - 6,71%

Elezioni amministrative 2017: quando si vota?

Con un decreto firmato dal ministro dell’Interno Marco Minniti, il 29 marzo sono state decise le date delle prossime elezioni amministrative. Come precedentemente stabilito, queste comunali dovevano svolgersi in una data compresa tra il 15 aprile e il 15 giugno.

Il ministero dell’Interno ha quindi deciso che il primo turno delle amministrative 2017 si terrà nella sola giornata di domenica 11 giugno, con i seggi che saranno aperti dalle ore 07:00 fino alle ore 23:00.

Stesso orario anche per gli eventuali ballottaggi, che nei comuni dove è prevista questa formula si svolgeranno come di consueto due settimane dopo il primo turno, ovvero domenica 25 giugno.

Scongiurata quindi l’ipotesi di un election day con il Referendum sui Voucher, visto che probabilmente questo non si farà dopo l’intervento del governo che ha legiferato in materia, Minniti ha optato per una data quasi al limite del periodo indicato, con il caldo di giugno che così renderà ancora più rovente queste elezioni comunali.

Elezioni amministrative 2017: dove si vota?

Saranno 1.021 i comuni chiamati a rinnovare le proprie amministrazioni, per un totale di 9.261.142 italiani che il prossimo 11 giugno andranno a scegliere i loro sindaci e consiglieri comunali.

Nel particolare, saranno quattro i capoluoghi di regione dove si andrà al voto:

Oltre a quelli di regione, saranno ventuno i capoluoghi di provincia chiamati a rinnovare il prossimo 11 giugno i loro consigli comunali:

L’elenco completo dei comuni anche non capoluogo interessati dal voto delle elezioni amministrative 2017 è consultabile presso questa apposita sezione del sito del ministero dell’Interno.

Elezioni amministrative 2017: i sondaggi

Si andrà a votare quindi in diverse grandi città, con il caso di Marika Cassimatis a Genova e l’apparentamento tra Partito Democratico e Alfano a Palermo, che sono vicende che già stanno mettendo pepe a delle votazioni che potrebbero essere molto indicative riguardo quello che potrà accadere alle prossime elezioni politiche.

Oltre Genova, dove è probabile un ballottaggio tra il candidato di centrosinistra Crivello e quello di centrodestra Bucci, anche il voto di Lecce dove centrodestra e centrosinistra vengono dati alla pari, saranno dei termometri politici con i quali i partiti dovranno poi fare i conti nell’ottica delle politiche.

Il particolare sistema di voto in vigore a Palermo, dove al primo turno basta il 40% per essere eletto sindaco, rende Leoluca Orlando il grande favorito, visto che gli ultimi sondaggi lo attestano tra il 39% e il 41%. Se dovesse essere ballottaggio, Ferrandelli del centrodestra al momento sarebbe in vantaggio su Forello del Movimento 5 Stelle.

A Parma i sondaggi indicano che con ogni probabilità ci sarà un ballottaggio tra l’attuale sindaco Federico Pizzarotti, che correrà da solo e fuori dal Movimento 5 Stelle, opposto al candidato sindaco del PD Paolo Scarpa.

Particolare poi la situazione di Verona, dove invece che il sindaco Flavio Tosi correrà contro la Lega Nord Patrizia Bisinella, senatrice di Fare! e fidanzata dell’attuale primo cittadino da tempo in aperta rottura con il carroccio.

A Padova invece si ricandida l’ex sindaco Massimo Bitonci, che è stato sfiduciato dalla sua stessa maggioranza lo scorso novembre. Alla fine Lega Nord e Forza Italia hanno siglato la pace, si vedrà poi se anche gli elettori vorranno ridare fiducia all’ex senatore del carrocio.

A Lecce terminato il regno di Carlo Perrone, il centrodestra prova a rimanere alla guida della città salentina candidando l’ex giornalista di Porta a Porta Mauro Giliberti, che però se la dovrà vedere contro un Carlo Salvemini che con la sua scesa in campo ha ridato vigore al centrosinistra leccese.

Punteranno alla riconferma sia Federico Pizzarotti a Parma, dove correrà come indipendente contro il Pd e proprio il Movimento 5 Stelle, sia Sergio Abramo che punta al suo quarto mandato a Catanzaro.

Taranto invece sembrerebbe essere l’unica città in queste elezioni amministrative 2017 dove il Movimento 5 Stelle può vestire i panni del grande favorito, con il caso Ilva che starebbe favorendo tutti i candidati di ispirazione maggiormente ambientalista.

Gli ultimi sondaggi comunque fotografano una competizione elettorale molto incerta, con quattro candidati tutti dati attorno al 20%. Ballottaggio quindi inevitabile, con i 5 Stelle al momento di una spanna davanti agli altri secondo le previsioni.

A La Spezia la grande divisione del centrosinistra alla fine potrebbe sfavorire il candidato del Partito Democratico Paolo Manfredini, che rischierebbe di essere costretto al ballottaggio in una città in mano alla sinistra dal 1971.

Curioso invece il caso di Monza, dove nelle due ultime elezioni il sindaco uscente ha sempre perso. Tocca ferro quindi l’attuale primo cittadino Paolo Scanagatti del Partito Democratico, che anche lui fiaccato da divisioni interne rischia molto contro Dario Allevi, che è il candidato espressione di un centrodestra tornato ad essere unito nel capoluogo brianzolo.

Sia a Trapani che a Piacenza poi gli attuali sindaci Vito Damiano e Paolo Dosi hanno deciso di non ricandidarsi per un secondo mandato. Probabile quindi che in entrambe le città ci sarà bisogno del ballottaggio, con i sondaggi che danno in vantaggio, nonostante le inchieste delle ultime settimane, il centrodestra nella città siciliana e il centrosinistra in quella emiliana.

Nonostante sia stata indicata come la sindaca meno amata dai propri cittadini, ad Alessandria Maria Rita Rossa correrà per un secondo mandato, ma se la dovrà vedere con ogni probabilità con la sua ex vicesindaca Oria Trifoglio passato ora con il movimento Quarto Polo.

Sempre in Piemonte, ad Asti il centrosinistra dovrà guardare avanti dopo i due mandati del sindaco uscente Fabrizio Brignolo, con il ballottaggio tra la candidata del PD Angela Motta e quello del centrodestra Maurizio Rasero che appare inevitabile.

A Cuneo invece l’ex sindaco democristiano Giuseppe Menardi dopo più di vent’anni proverà a insidiare il sindaco uscente Federico Borgna, che potrà godere anche sul sostegno del Partito Democratico, che corre per un secondo mandato.

In Toscana invece saranno due i capoluoghi interessati da questo voto. A Pistoia non dovrebbe avere grandi problemi a essere rieletto l’attuale sindaco del Partito Democratico Samuele Bertinelli, che punta alla vittoria al primo turno.

A Lucca situazione analoga con il primo cittadino tardato PD Alessandro Tambellini che proverà a conquistare un secondo mandato, ma in questo caso il ricorso al ballottaggio contro il candidato di centrodestra è quasi scontato.

Discorso diverso invece a Carrara, dove le tante divisioni in seno al centrosinistra porteranno quasi sicuramente a un ballottaggio con il Movimento 5 Stelle, che viene dato dai sondaggi anche vicino al 30% al primo turno.

A Como invece l’attuale primo cittadino Mario Lucini non si candiderà per un secondo mandato. Dopo essere riuscito nell’impresa di portare il centrosinistra per la prima volta alla vittoria nella città lariana, il sindaco nei mesi scorsi è stato indagato per una vicenda di appalti irregolari.

Il centrodestra quindi punta a riprendersi Como, sostenendo unito il candidato Mario Landriscina che però dovrà vedersela con Maurizio Traglio, sostenuto dal PD e che potrebbe diventare il favorito in ottica di un eventuale ballottaggio.

A Frosinone il sindaco uscente Nicola Ottaviani proverà a essere riconfermato per un secondo mandato, con il centrosinistra che spera nel ballottaggio per tornare ad amministrare la città ciociara.

Il ritorno dell’ex sindaco Antonio Cicchetti mette tutto in discussione a Rieti, con il candidato del centrodestra che appare favorito rispetto l’attuale primo cittadino ex Sel Simone Petrangeli.

L’unico capoluogo che sarà chiamato al voto in Friuli Venezia Giulia è la città di Gorizia. Finita l’era Romoli, il centrodestra proverà a mantenere l’amministrazione puntando su Roberto Ziberna.

Se non riuscisse a conquistare la vittoria al primo turno, al ballottaggio potrebbe vedersela con il candidato del Partito Democratico Roberto Collini, anche se la grande frammentazione del centrosinistra, ben 6 candidati presenti, potrebbe favorire il Movimento 5 Stelle che spera di risultare la seconda forza politica cittadina.

La città di Lodi invece deve guardare avanti dopo lo scandalo giudiziario che ha coinvolto l’ex sindaco di centrosinistra Simone Uggetti. Per mantenere un’amministrazione che dura da vent’anni il PD si è affidato a Carlo Gendarini, che però dovrà guardarsi le spalle, soprattutto in ottica ballottaggio, dal candidato del Movimento 5 Stelle Massimo Casiraghi.

In Sardegna infine l’unico capoluogo di provincia al voto sarà quello di Oristano, dove anche qui la dem Maria Obinu dovrà vedersela con ogni probabilità al ballottaggio contro il candidato del centrodestra Andrea Lutzu oppure con il centrista Vincenzo Pecoraro.

Elezioni amministrative 2017: come si vota?

Per esercitare il proprio diritto di voto, gli elettori dovranno presentarsi al seggio muniti di tessera elettorale valida, da presentare insieme alla carta d’identità o a un altro documento di riconoscimento che sia in corso di validità e munito di fotografia.

Se hai perso la tua scheda elettorale oppure ti è scaduta, puoi trovare qui tutte le informazioni su come rinnovarla oppure chiedere il duplicato.

Le modalità di elezione del sindaco e del consiglio comunale variano in base del numero degli abitanti, con una distinzione tra i comuni che contano più di 15.000 abitanti e quelli che invece che ne annoverano meno.

Vediamo allora come cambiano i due sistemi di voto, fermo restando che invece la data dell’11 giugno per il primo turno e quella del 25 giugno per l’eventuale ballottaggio rimangono le stesse per tutti i comuni.

Come si vota nei comuni con meno di 15.000 abitanti?

Anche in queste elezioni amministrative 2017, nei comuni fino a 15.000 abitanti il voto per il sindaco e quello per il consiglio comunale saranno uniti: ci sarà una sola scheda su cui l’elettore potrà tracciare la “X” sulla casella del candidato sindaco prescelto o sulla lista di consiglieri associata, oppure su entrambi i riquadri. Il voto in questo modo verrà attribuito a entrambi.

Terminato lo spoglio, il candidato che ottiene il maggior numero di voti viene eletto sindaco. Non è previsto alcun ballottaggio tranne nel caso in cui i due candidati più votati abbiano ricevuto lo stesso numero di preferenze.

Nel ballottaggio eventuale sarà eletto sindaco il candidato che riuscirà ad ottenere il maggior numero di voti, in caso di una nuova parità il nuovo primo cittadino sarà il candidato più anziano presente al ballottaggio.

Dopo l’elezione del sindaco, viene definito anche il consiglio comunale: alla lista che ha appoggiato il primo cittadino uscente andranno i 2/3 dei seggi disponibili, mentre i restanti seggi saranno distribuiti in maniera proporzionale tra le liste perdenti.

Come si vota nei comuni con più di 15.000 abitanti?

Anche nei comuni con più di 15.000 abitanti, si vota sempre con una sola scheda sulla quale saranno riportati i nominativi dei candidati alla carica di sindaco, mentre di fianco a ciascun aspirante primo cittadino ci saranno le liste che li appoggiano.

Sarà possibile esprimere il proprio voto segnando con la “X” solo il nome del candidato sindaco, solo una delle liste collegate al candidato sindaco oppure applicare un voto disgiunto mettendo una “X” sul candidato sindaco prescelto e una su una lista a lui non collegata.

Se l’elettore metterà la “X” solo sul nome del candidato sindaco, il suo voto andrà solo al candidato sindaco e non alle liste a lui collegate. Se dovessero verificarsi casi di omonimia, bisognerà allora scrivere negli appositi spazi il nome e il cognome della persona scelta.

Al termine dello spoglio del primo turno, sarà eletto sindaco il candidato che riuscirà ad ottenere il 50% più uno dei voti ritenuti validi. Nel caso nessuno tra i candidati dovesse raggiungere tale soglia, si effettuerà il ballottaggio tra i due candidati più votati.

La composizione del consiglio comunale invece, sarà stabilita tenendo conto dei risultati elettorali del primo turno e degli eventuali apparentamenti prima del ballottaggio.

Alla lista o alle liste del candidato sindaco vincitore verranno assegnati il 60% dei seggi se questi hanno ottenuto meno del 60% dei voti, altrimenti nel caso di un risultato ancor più positivo la percentuale aumenta. I rimanenti seggi saranno poi divisi tra le altre liste proporzionalmente in base alle preferenze ottenute.

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