Attenzione al bancomat in caso di soldi falsi. Le banche non rimborsano e si rischiano gravi conseguenze.
Periodicamente qualche correntista lamenta di aver ricevuto soldi falsi prelevando al bancomat, circostanza che è assai remota, quantomeno in Italia nell’ultimo decennio. Quasi sempre ci sono altre spiegazioni alle banconote false che i cittadini si trovano tra le mani, visto che i controlli sono estremamente efficaci. Ecco perché presentarsi in banca pretendendo il cambio di banconote false non è mai una buona idea, salvo eccezioni più rare degli unicorni. Per contro, molto frequentemente i cittadini tentano di immettere nei circuiti bancari soldi falsi.
Non perché il riciclaggio grossolano sia all’ordine del giorno, quanto piuttosto per l’incolpevole (ma non priva di conseguenze) ingenuità di tante persone oneste. Le banconote false al bancomat restano quindi un problema soprattutto per chi prova a introdurle, ma questo non significa che sia davvero impossibile tornare dall’Atm con soldi contraffatti nel portafoglio. D’altra parte, il dilagarsi delle truffe e la diffusione degli sportelli indipendenti possono effettivamente provocare danni di questo genere. Gli Atm ufficiali e controllati delle banche italiane non erogano banconote false, ma ci sono comunque moltissimi aspetti a cui fare attenzione.
Banconote false e bancomat: attenzione
Come anticipato, in Italia (ma vale per molti altri Paesi) il rischio di prelevare banconote false da un bancomat è pressoché inesistente, ma soltanto se si tratta di un apparecchio sicuro. È importante verificare che il bancomat abbia un marchio riconosciuto, ma più nello specifico che appartenga a una banca riconosciuta nel nostro territorio. Qualsiasi istituto di credito legittimo e operativo in Italia deve infatti garantire precisi controlli di sicurezza, che assicurano la veridicità delle banconote immesse ed erogate dagli apparecchi.
Il rischio di errori o compromissioni è quasi nullo ormai da molto tempo, anche se nulla vieta al cittadino di opporre un reclamo e rivolgersi alle forze dell’ordine se sospetta un’anomalia. Semplicemente, è più probabile che la provenienza della banconota falsa non sia l’Atm, quanto piuttosto un errore (anche involontario) umano. Basta avere altre banconote nel portafoglio oltre a quelle prelevate per non riuscire più a distinguere il denaro.
In ogni caso, il pericolo delle banconote false esiste in caso di truffe (apparecchi manomessi grossolanamente, scambi effettuati personalmente dai truffatori ingannando la vittima e così via), come pure per gli apparecchi indipendenti. Non significa certo che tutti i gestori di Atm indipendenti operino contro alla legge, ma non appoggiandosi a circuiti bancari non offrono la stessa protezione dagli illeciti rispetto a quelli tradizionali. Comunque, ve n’è meno di un centinaio in Italia, quindi non è neanche difficile distinguerli (o evitarli in caso di dubbio).
Banconote false in banca, niente rimborso
Indipendentemente dalla provenienza, presunta o verificata, delle banconote false la banca non può ritirarle e cambiare il denaro. Chi è convinto di averlo prelevato dall’Atm può fare un reclamo formale e rivolgersi alle forze dell’ordine, che restano il punto di riferimento principale per chi si trova suo malgrado con del denaro contraffatto. Metterlo in circolazione o anche solo provarci integra dei reati, tant’è che anche il cittadino in buona fede rischia conseguenze se non riesce a convincere della bontà delle proprie intenzioni e soprattutto della provenienza del denaro.
Ovviamente, non è che un malcapitato con venti euro false finisca in carcere per non averle riconosciute, ma l’attenzione deve essere sempre massima. Un errore comune riguarda quegli apparecchi bancomat che consentono di versare soldi in contanti, bloccando opportunamente le banconote false o sospette, con tanto di segnalazione alle autorità per le verifiche del caso. Ecco, in questo caso si rischiano sanzioni (oltre ad accuse penali), esattamente come provando a pagare con il denaro contraffatto.
In nessun caso, comunque, la banca riconoscerà il rimborso per i soldi falsi (essendo privi di alcun valore, oltre che soggetti a specifiche procedure previste dalla legge), nemmeno perché trattenuti dall’apparecchio (a meno che le banconote non si rivelino vere, ma in quel caso sarebbero state trattenute per dubbi sull’integrità e la conservazione quindi normalmente accreditate). L’unica ipotesi che vede un rimborso sarebbe la responsabilità della banca nell’erogazione del denaro falso, pressoché impossibile da verificarsi e da provare.
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