Il sindaco ha emesso un’ordinanza per limitare l’utilizzo degli smartphone tra i giovani per proteggere il sonno e la salute e per combattere l’iperconnessione.
La sicurezza dei minori online è un tema sempre più centrale nella società moderna, caratterizzata da un elevato utilizzo degli smartphone in qualsiasi momento della giornata. Secondo una recente indagine di Altroconsumo, i giovani tra i 12 e i 17 anni trascorrono in media 3 ore al giorno sul web (spesso anche 4) e nel 33% dei casi si imbattono in rischi: dai contatti da parte di sconosciuti al cyberbullismo, fino all’ansia da like.
Lo smartphone è uno strumento digitale che favorisce l’isolamento sociale dei giovani, oltre a provocare alcuni disturbi per la salute e per il sonno dei più piccoli. Trascorrere troppo tempo davanti agli schermi provoca più problemi che benefici.
Ecco quindi che il sindaco di un piccolo Paese del Giappone ha emesso un’ordinanza che limita l’utilizzo dello smartphone a 2 ore al giorno soprattutto tra i giovani. Non si tratta di un divieto assoluto, ma piuttosto di un’indicazione per proteggere il sonno e la salute degli adolescenti.
Smartphone, fissato un limite di utilizzo di 2 ore al giorno
Il Giappone ha deciso di porre un freno alla dipendenza da smartphone per i cittadini di ogni età: nellla città di Toyoake, situata nella prefettura di Aichi, l’amministrazione comunale ha emesso un’ordinanza che fissa un limite di utilizzo dei dispositivi elettronici a un massimo di 2 ore al giorno. Non si tratta di un divieto sanzionabile, ma piuttosto di un’indicazione che invita tutti a riflettere sull’utilizzo degli smartphone per proteggere la propria salute.
L’ordinanza non si limita a indicare un tempo massimo di utilizzo dei dispositivi elettronici, ma indica anche una serie di comportamenti e suggerimenti rivolti alla fascia più giovane della popolazione: per esempio, l’abitudine di spegnere qualsiasi schermo tra le 21:00 e le 22:00, o comunque prima di andare a dormire.
Non si tratta solo di buone abitudini, ma soprattutto di indicazioni più sanitarie che tecnologiche: una ricerca del 2024 del Mobile Society Research Institute di NTT Docomo ha mostrato che il 97% dei cittadini possiede almeno uno smartphone e, tra i giovani sotto i vent’anni, molte ragazze utilizzano il dispositivo per oltre sei ore al giorno.
I disturbi causati dall’eccessivo utilizzo dello smartphone
Il comune ha sottolineato che l’utilizzo quotidiano dello smartphone è ormai un’abitudine consolidata tra tutte le fasce della popolazione, ma sempre più spesso i giovani abusano di questi strumenti correndo dei rischi per la propria salute. L’ordinanza vuole quindi spingere i cittadini a riflettere sull’utilizzo della tecnologia e a riportare un equilibrio tra vita personale e digitale, in modo da evitare rischi di isolamento sociale o insonnia.
Questa iniziativa nasce da una preoccupazione pubblica: secondo dati recenti, sono in aumento i disturbi del sonno, il calo del rendimento scolastico e la progressiva erosione della comunicazione all’interno dei nuclei familiari. Il responsabile principale di questi disturbi è proprio lo smartphone.
Utilizzare dispositivi digitali prima di dormire disturba l’equilibrio del sonno e può provocare insonnia, ansia, stress e altre problematiche spesso sottovalutate dai più giovani. Inoltre, lo smartphone spinge all’isolamento sociale e alla dipendenza dai videogiochi piuttosto che alla socializzazione. Non a caso sempre più bambini tengono in mano tablet e smartphone piuttosto che giocattoli educativi.
Minori e social media: cosa prevedono le leggi dei Paesi mondiali?
Il dibattito pubblico sull’utilizzo dei social media tra i minori è sempre più acceso in tutti i Paesi del mondo alla luce delle ultime notizie che riguardano dipendenze, isolamento sociale, bullismo e violenza.
Sono sempre di più gli Stati che decidono di fissare dei limiti e divieti di utilizzo dei social network per i giovani: tra gli ultimi provvedimenti, l’Australia ha vietato i social agli under 16, la Francia li ha vietati agli under 15, il Regno Unito ha adottato un approccio sperimentale, mentre la Spagna sta valutando l’introduzione del divieto per i ragazzi di età inferiore a 16 anni.
Anche in Italia il dibattito è in corso da alcuni mesi, da quando la Lega ha depositato alla Camera una proposta di legge che vieta l’uso dei social media ai minori di 15 anni.
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