Smart working senza accordo: come cambia con il nuovo decreto?

Lo smart working senza accordo individuale tra le parti con la procedura semplificata non cambia con il nuovo decreto, ma non resta in vigore fino alla fine dello stato di emergenza. Questo potrebbe cambiare dal 1° gennaio 2021. Vediamo come.

Smart working senza accordo: come cambia con il nuovo decreto?

Lo smart working senza accordo individuale è stato previsto dal governo con il lockdown, ma stando alle FAQ del ministero del Lavoro dell’estate non prosegue con il perdurare dello stato di emergenza prorogato con il nuovo decreto-legge n.125 del 7 ottobre 2020 al 31 gennaio 2021.

Con il nuovo decreto quindi lo smart working non cambia, ma dovrebbe cambiare a partire dal prossimo 1° gennaio 2021, salvo successive disposizioni in merito. Il nuovo decreto del governo del 7 ottobre stabilisce con certezza che il perdurare dello stato di emergenza lo smart working resta in procedura semplificata, quindi senza necessità di accordo tra le parti, ma non oltre il 31 dicembre 2020.

Novità vengono introdotte altresì per i genitori con figli in quarantena con la conversione in legge del decreto agosto in alternativa al congedo straordinario. La legge di conversione del decreto Agosto fissa il diritto allo smart working fino al 31 giugno 2021 per i lavoratori con figli con disabilità grave e fino al 31 dicembre 2020 per i lavoratori fragili, anche con l’adibizione a diversa mansione, seppur nella medesima categoria o area di inquadramento,

Ricordiamo che per evitare il contagio da COVID-19 e favorire il lavoro agile il governo con i vari DPCM ha introdotto la necessità di una procedura semplificata per l’accesso allo smart working in deroga a quanto previsto dalla legge n.81/2017.

Con la fine dello stato di emergenza lo smart working senza accordo dovrebbe subire una modifica e comunque, a oggi, dopo il 31 dicembre 2020. Vediamo cosa dicono le FAQ del ministero.

Smart working senza accordo: non cambia fino a dicembre

Allo smart working è possibile accedere oggi senza accordo. Cambia dal 1° gennaio 2021, considerata la recente proroga.

Parliamo dei lavoratori privati lo precisiamo dal momento che per lo smart working nella PA delle novità sono arrivate con il decreto Rilancio convertito e con il dl Semplificazioni anche questo ora legge.

Il ministero del Lavoro ha pubblicato a luglio due FAQ relative allo smart working, che riteniamo ancora valide, in riferimento all’articolo 90 del decreto Rilancio convertito nella legge n.77/2020 per genitori con almeno un figlio al di sotto dei 14 anni secondo il quale senza accordi individuali e compatibilmente con la prestazione la modalità di lavoro agile deve essere concessa fino alla cessazione dello stato di emergenza.

Per i genitori che abbiano i figli fino a 14 anni in quarantena è stata prevista la possibilità di ricorrere allo smart working grazie al decreto n.111/2020 fino almeno al prossimo 31 dicembre 2020 (assorbito nella legge di conversione del dl Agosto verso la sua approvazione). Il lavoratore che non può richiedere il lavoro agile può comunque ottenere un congedo straordinario per il figlio in quarantena con indennità al 50%.

Come ricorda il ministero secondo il suddetto articolo lo smart working può essere attivato con procedura semplificata nello stato di emergenza e comunque non oltre il 31 dicembre 2020.

Il ministero chiarisce che il riferimento all’articolo al 31 dicembre 2020 è da intendersi come limite massimo di applicazione dello smart working senza accordo, “nel caso di proroghe allo stato di emergenza.”

L’aver tuttavia prorogato lo stato di emergenza ben oltre la fine dell’anno e quindi fino al 31 gennaio 2021 non esclude che il ministero possa intervenire nuovamente sulla questione procrastnando il limite suddeto

Specifica il dicastero guidato da Nunzia Catalfo che per le nuove attivazioni di smart working così come anche le prosecuzioni del lavoro in modalità agile oltre il 15 ottobre (termine ora spostato anche se si parlava di 31 luglio) o comunque altra data se prolungato lo stato di emergenza, dovranno avvenire secondo le modalità e termini previsti dalla legge n.81/2017 dagli articoli dal 18 al 23.

Questo deve avvenire sempre con una comunicazione a far seguito alla stipula dell’accordo. La procedura semplificata per lo smart working senza accordi individuali viene meno con il venir meno dello stato di emergenza, quindi a partire dal 1° febbraio, salvo nuove indicazioni.

Smart working: comunicazioni

Per lo smart working con la fine dello stato di emergenza del nuovo decreto, secondo la FAQ ministeriale, cambieranno le regole anche in termini di comunicazioni. Specifica in una seconda FAQ il ministero del Lavoro:

“Oltre la data del 31 luglio 2020 (31 gennaio 2021 oggi n.d.r,), la comunicazione di cui all’articolo 23, comma 1 della Legge 22 maggio 2017, n. 81, sarà effettuata con i modelli predisposti dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (Modello per effettuare la comunicazione – Template per comunicare l’elenco dei lavoratori coinvolti) e l’accordo è detenuto dal datore di lavoro che dovrà esibirlo al Ministero, all’Inail e all’Ispettorato Nazionale del Lavoro per attività istituzionali di monitoraggio e vigilanza.”

L’articolo 23 comma 1 della legge n.81/2017 stabilisce:

“L’accordo per lo svolgimento della prestazione lavorativa in modalità di lavoro agile e le sue modificazioni sono oggetto delle comunicazioni di cui all’articolo 9-bis del decreto-legge 1° ottobre 1996, n. 510, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996, n. 608, e successive modificazioni.”

Il decreto del 1996 fa riferimento alle comunicazioni al centro per l’impiego.

La comunicazione deve essere effettuata secondo i modelli indicati dal ministero nella sua risposta:

Questa deve essere trasmessa insieme all’accordo individuale per lo smart working agli organi di competenza dal 1° agosto (secondo il vecchio termine) quindi a oggi dal 1° gennaio 2021 salvo successivi interventi del legislatore.

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