Smart working, arriva la proroga: ecco per chi e fino a quando

Claudia Mustillo

13 Settembre 2022 - 15:24

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Arriva la proroga dello smart working, ma solamente per alcune categorie e per pochi mesi.

Smart working, arriva la proroga: ecco per chi e fino a quando

Si torna a parlare di smart working dopo che è stata raggiunta l’intesa a palazzo Madama sull’emendamento riformulato del governo sul Superbonus e nel dettaglio sulla responsabilità di chi acquista i pacchetti di crediti fiscali, si tratta della norma che ha bloccato l’iter del Parlamento.

Arriva, quindi, la proroga dello smart working fino al 31 dicembre per i lavoratori fragili e per i genitori di bambini e ragazzi fino a 14 anni. Ad annunciarlo è il ministro del lavoro Andrea Orlando su Twitter: «In diverse occasioni, negli scorsi mesi, avevo proposto la proroga e mi ero impegnato affinché fosse approvata: promessa mantenuta». «Rappresenta un intervento fondamentale per tutelare le persone più fragili, i genitori con figli piccoli e continuare a garantire migliore conciliazione del tempo vita-lavoro grazie alla modalità agile. Grazie agli uffici del ministero del Lavoro e al Pd per questo importante risultato. Questo obiettivo è stato realizzato anche grazie a risorse del ministero del Lavoro».

Come cambiano le regole per lo smart working

Le regole per lo smart working sono quelle che sono state in vigore fino al 31 luglio: deve essere compatibile con le caratteristiche della prestazione professionale e - per quanto riguarda i genitori di figli under 14 - in famiglia non deve esserci già un genitore che non lavora o che percepisce uno o più ammortizzatori sociali, come ad esempio la cassa integrazione. Queste due categorie dal primo agosto sono prive di una tutela legislativa che gli permetta di ricorrere allo smart working. Con l’iter parlamentare del decreto Aiuti bis il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, aveva annunciato una reintroduzione della misura, non rinnovata in estate per problemi di copertura economica. Per questa proroga le risorse arriveranno dal Fondo sociale per l’occupazione del ministero del Lavoro e il costo stimato è di circa 18,6 milioni di euro.

Nel periodo di mancata copertura per lo smart working, il rientro in presenza dei lavoratori è stato tutelato - in alcune imprese - grazie agli accordi con i sindacati. Nella maggior parte dei casi, invece, l’unica salvaguardia è stato il decreto legislativo n. 105 del 30 giugno 2022, che nella lettera b dell’articolo 4 spiega: «I datori di lavoro pubblici e privati che stipulano accordi per l’esecuzione della prestazione di lavoro in modalità agile sono tenuti in ogni caso a riconoscere priorità alle richieste di esecuzione del rapporto di lavoro in modalità agile formulate dalle lavoratrici e dai lavoratori con figli fino a dodici anni di età o senza alcun limite di età nel caso di figli in condizioni di disabilità [...] e alle richieste dei lavoratori con disabilità in situazione di gravità accertata».

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