Smart working, il lavoro agile cambia ancora: ecco cosa succede il 1° agosto

Giorgia Bonamoneta

24 Luglio 2022 - 13:27

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Stanno per scadere le condizioni per il lavoro in modalità agile. Il 31 luglio lo smart working al 100% scadrà e le condizioni di lavoro nel settore privato cambieranno. Ecco come.

Smart working, il lavoro agile cambia ancora: ecco cosa succede il 1° agosto

Lo smart working cambia. Secondo le direttive attuali la possibilità di svolgere la prestazione di lavoro in modalità agile, cioè in smart working, scadrà il 31 luglio. A partire dal 1° agosto cambiano le condizioni di lavoro nel settore privato per chi svolge il proprio lavoro in modalità agile.

Le decisioni prese con il decreto riaperture sono ormai in scadenza, anche se lo smart working è stata una forma di lavoro agile piuttosto utile e apprezzato da chi doveva conciliare lavoro e vita privata. La possibilità di svolgere le prestazioni di lavoro a casa, in smart working totale al 100%, scadrà tra pochi giorni, ma per chi è compatibile con le caratteristiche della prestazione smart working rimangono alcune possibilità. Infatti la condizione di smart working, dal 1 agosto 2022, dovrà essere concordata con l’azienda, molto probabilmente in condizione di modalità mista tra lavoro e smart working.

Sono state inoltre prorogate fino al 31 agosto, come ricordo il Sole 24 Ore, le modalità di comunicazione semplificate per lo smart working per tutti lavoratori del settore privato. Non sarà quindi necessario sottoscrizione di accordi individuali tra azienda e lavoratori e il discorso viene quindi rimandato a settembre.

Addio allo smart working? Cosa succede dal 1° agosto

Sul fronte smart working ci sono novità. Dopo mesi di tira e molla sulla possibilità di prolungare, anche in maniera permanente, le condizioni di lavoro agile, sembra che il 21 luglio le condizioni introdotte dal decreto riaperture per lo smart working andranno a decadere. Dal 1° agosto quindi cambierà il sistema di lavoro agile, prevedendo una comunicazione un accordo con l’azienda. In molti casi sarà inevitabile raggiungere un modello di lavoro parzialmente in presenza, con lo smart working ridotto del 50% o meno.

L’interruzione dello smart working in Italia è avvenuto in contemporanea e per necessità con la pandemia. La possibilità di lavorare in smart working sia nel settore pubblico che nel settore privato era fortemente voluto dai dipendenti che trovano maggiore difficoltà a conciliare la vita privata con quella lavorativa, soprattutto se con una famiglia numerosa. Con lavoro agile si intende un lavoro subordinato a vincoli di orario organizzato per fasi, cicli oppure obiettivi. In generale dipende dall’accordo con il proprio datore di lavoro.

Smart working 100% ancora possibile: ecco per chi

L’opzione smart working e 100% è un opzione riservata ai lavoratori dipendenti del settore privato, che possono accedere a tale opzione solo se genitori di almeno un figlio una figlia under 14.

Per ottenere la condizione di lavoro in smart working al 100% c’è da rispettare anche un’altra condizione, ovvero la condizione dell’altro genitore o tutore che non deve essere beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa. In pratica il lavoro in smart working dipende dalla presenza o meno di un altro soggetto a tutela del minore in casa. Questa possibilità viene a crearsi in accordo con il datore di lavoro. infatti sarà l’accordo con l’azienda a garantire una percentuale di smart working più o meno alta, alternando il lavoro agile da casa al lavoro in presenza.

Altri soggetti che possono tenere lo smart working al 100% sono coloro che sono stati riconosciuti come maggiormente esposte al rischio di contagio in caso di età o condizioni di immunodepressione, operazioni, condizioni oncologiche o con comorbilità rischiose. Farsi riconoscere questa condizione del proprio medico è essenziale per ottenere la prestazione lavorativa in modalità agile.

Non è detto però che tale forma di diritto possa essere garantita anche in seguito alla scadenza del decreto riaperture. Dal 1° agosto potrebbero cambiare tali condizioni, oppure in accordo con le aziende si potrebbe continuare il lavoro in modalità smart working al 100%.

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