Smart working: cos’è e come funziona?

Come funziona lo smart working, anche conosciuto come telelavoro? Ecco cos’è la nuova modalità di lavoro adottata da sempre più aziende, tra cui le Ferrovie dello Stato e Telecom Italia.

Smart working: cos'è e come funziona?

Smart working, cos’è e come funziona la nuova modalità di lavoro utilizzata da sempre più aziende in Italia? Il telelavoro è stato adottato da ultimo nel 2017 dal Gruppo FS, le Ferrovie dello Stato che hanno dato la possibilità a 500 dipendenti di lavorare da casa.

Lo smartworking è stato introdotto in Italia con la Legge di Stabilità 2016, è stato approvato in Italia dal Consiglio dei Ministri ormai più di un anno fa, il 28 gennaio 2016 e l’approvazione definitiva della legge con regole e tutele dovrebbe arrivare a breve, con il via libera da parte del Senato del ddL sul lavoro autonomo. L’obiettivo è quello di introdurre tra le modalità di lavoro in Italia il cosiddetto “lavoro agile”, che permette ai lavoratori di conciliare tempi di vita e di lavoro.

Si tratta di una modalità di lavoro subordinato caratterizzata per l’essere flessibile e per consentire, per un periodo di tempo predeterminato, di svolgere l’attività lavorativa nella forma di telelavoro, ovvero in parte all’interno dei locali di lavoro e in parte all’esterno.

Come funziona lo smartworking lo stabiliscono i contratti di lavoro ma le linee guida sono state fissate dalla Legge di Stabilità 2016. In Italia questa modalità di lavoro flessibile è adottata soprattutto dalle grandi aziende: le Ferrovie dello Stato da ultime nel 2017 hanno deciso di sperimentare il lavoro flessibile nei confronti di 500 dipendenti. Altre realtà lavorative utilizzano tuttavia lo smart working e il telelavoro da casa è pronto per essere avviato anche all’interno della Pubblica Amministrazione.

Cos’è lo smart working e quali sono i vantaggi? Ecco tutte le informazioni utili sulla legge pronta ad essere approvata in via definitiva in Senato per tutelare il telelavoro.

Smart working: cos’è e come funziona?

Lo Smart working, anche detto “lavoro agile”, non rappresenta un nuovo tipo di contratto di lavoro, ma una diversa modalità di svolgere l’attività lavorativa.

E’ una versione evoluta del classico telelavoro o lavoro da casa, che inevitabilmente apporta un vantaggio al lavoratore: facilitare la conciliazione dei propri impegni personali con quelli lavorativi attraverso orari più flessibili.

Secondo quanto previsto dalla Legge di Stabilità 2016 “è la modalità flessibile di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato allo scopo di incrementare la produttività e agevolare la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro”.

E’ un tipo di lavoro, quindi, che si adatta di più alle esigenze del lavoratore, che gli permette di svolgere la professione fuori dai tradizionali luoghi di lavoro e di organizzarsi nel modo più consono alle sue necessità.

L’idea è quella di poter lavorare da casa, al bar, creare una postazione di lavoro insieme ad altri professionisti ed utilizzare a tal fine strumenti di lavoro adeguati alle proprie esigenze: tablet, pc, documenti condivisi, skype per le riunioni.

L’unico obiettivo di primaria importanza per l’azienda è che venga raggiunto il risultato stabilito. Lo scopo, quindi, è sicuramente quello di rendere più semplice la vita del lavoratore, ma soprattutto quello di incrementare la produttività.

Smart working: come funziona e cosa prevede la Legge di Stabilità 2016

Il principio cardine, su cui si basa questa nuova modalità di lavoro, è la volontarietà che si concretizza attraverso un accordo riguardante diversi aspetti del rapporto lavorativo: modalità di utilizzo degli strumenti di lavoro, orari, recesso.

Il ddl sullo smart working, parte del Jobs Act del lavoro autonomo, è in attesa di approvazione da parte del Senato, ma le linee guida per l’applicazione del telelavoro sono state già ben definite nel corso del tempo soprattutto dalle aziende che ne hanno fatto uso fino ad oggi..

Le aziende che applicano lo smart working nei confronti dei propri dipendenti sono tenute a retribuire i lavoratori con lo stipendio ordinario. Infatti, come previsto dalla legge, il trattamento economico e normativo previsto per il telelavoro è uguale a quello applicato ai lavoratori che svolgono le medesime mansioni in azienda nella sede lavorativa.

I punti più importanti dello smart working definiti dalla legge sul lavoro autonomo approvata alla Camera il 10 marzo 2017 stabiliscono che:

  • lo Smart working può essere sia a tempo determinato che indeterminato, e può anche riguardare un solo giorno alla settimana;
  • gli infortuni devono essere coperti dall’Inail;
  • ai lavoratori Smart working sono riconosciuti gli stessi incentivi fiscali legati alla contrattazione di secondo livello, cioè quella aziendale;
  • lo smart working deve essere retribuito in misura non inferiore a quello svolto in ufficio.

A poter beneficiare di questa modalità di lavoro sono sia i lavoratori a tempo indeterminato che quelli a tempo determinato, purché siano lavoratori dipendenti. Lo smartworking, infatti, non si applica ai lavoratori con partita Iva.

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Argomenti:

Smart Working Legge

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